
La quarta tornata della FIDE World Cup di Goa resterà impressa come una delle più turbolente dell’intera competizione. Non solo perché, nel giorno degli spareggi, è arrivata l’eliminazione dell’ultimo italiano in gara, Lorenzo Lodici, battuto solo all’Armageddon da Samuel Sevian al termine di una sfida mozzafiato. Ma soprattutto perché la giornata ha prodotto una raffica di risultati inattesi, con l’uscita di scena di diversi big e la sensazione che il tabellone si stia aprendo come raramente accade in un torneo di tale livello.
Fin dal pomeriggio si era intuito che sarebbe stata una sessione diversa dalle altre. Undici match rimandati ai tiebreak significa già tensione, ma la rapidità con cui molti duelli si sono decisi — otto spareggi chiusi già nella sezione 15’+10” — ha amplificato l’impressione di trovarsi davanti a una giornata quasi “karmica”, in cui la pressione, il fattore psicologico e la gestione del tempo contavano più della preparazione teorica.
Il primo risultato choc è arrivato con l’eliminazione di Maxime Vachier-Lagrave, uno dei favoriti del torneo, messo al tappeto dal russo Aleksey Grebnev, già protagonista di un 2025 in grande ascesa dopo il successo al Dubai Open. Il francese ha pagato caro un errore in un finale ancora difendibile, mentre Grebnev ha dimostrato sangue freddo da veterano, chiudendo la pratica con una patta teorica nel secondo rapid.
Pochi minuti più tardi è toccato a un altro pezzo da novanta, Richard Rapport, travolto da due rapid perfetti di Sam Shankland. Lo statunitense, che alla vigilia si era definito sfavorito nella cadenza veloce, ha ribaltato ogni pronostico con una gestione impeccabile sia in apertura sia nei finali, imponendosi con una sicurezza che ha lasciato attoniti i tifosi del creativo ungherese.
È stata poi la volta di Nils Grandelius, eliminato da un solido e lucidissimo Pentala Harikrishna, mentre la Germania ha festeggiato l’avanzamento di Frederik Svane, autore di una prova matura contro l’armeno Sargsyan, incapace di riprendersi dopo un errore decisivo nella prima partita.
Ma la sorpresa più eclatante è arrivata da Daniil Dubov, che ha messo fuori causa il beniamino di casa Praggnanandhaa, uno dei favoriti assoluti per la corsa al Torneo dei Candidati. La strategia del russo — pareggiare rapidamente con il Bianco per spostare tutta la pressione sulla seconda partita — si è rivelata micidiale. Nel momento cruciale, con l’orologio in caduta libera, Pragg ha sbagliato un tatticismo apparentemente semplice, lasciando via libera alla qualificazione del rivale.
In un tabellone che si assottiglia, resta solidissima la candidatura di Arjun Erigaisi, oggi forse il più in forma del gruppo. Il giovane indiano ha eliminato senza tentennamenti un monumento del gioco come Peter Leko, surclassato in rapid e già pronto a unirsi al team di commento ufficiale del torneo.
Gli altri posti disponibili nel round of 16 sono stati conquistati da un ispirato Gabriel Sargissian, dal talento uzbeko Javokhir Sindarov, dal sempre più convincente Andrey Esipenko, da Wei Yi e, naturalmente, dal protagonista del match più drammatico della giornata: Samuel Sevian.
Contro Lorenzo Lodici si è consumata una battaglia interminabile, fatta di rimonte, colpi di scena e partite “on demand” vinte dall’azzurro con straordinaria tenacia. Lodici, che sta vivendo un 2025 da incorniciare, ha giocato con qualità, sangue freddo e personalità, trascinando il match fino all’Armageddon dopo aver ribaltato una situazione più volte critica. Alla fine, però, l’americano ha trovato la zampata decisiva, chiudendo una sfida che resterà una delle più emozionanti di questa edizione.
Per l’Italia l’avventura finisce qui, ma Lodici esce da Goa con una prestazione che conferma la sua crescita e il suo potenziale da top player europeo. Resta l’amarezza dopo questa giornata: con molti big usciti di scena la possibilità di andare avanti si faceva sempre pi. concreta.
Con sedici giocatori rimasti, la World Cup entra ora nella sua fase più delicata. Il quadro che emerge è un mix irresistibile di giovani fenomeni pronti a prendersi il mondo e veterani che conoscono ogni trucco del mestiere. E dopo una giornata così, una cosa è certa: a Goa nessuno può più sentirsi al sicuro.
