Dom, 8 Febbraio 2026
ScacchiFIDE World Cup: crollo armeno, Wei Yi avanza e gli uzbeki volano

FIDE World Cup: crollo armeno, Wei Yi avanza e gli uzbeki volano

FIDE World Cup
Wei Yi contro Sevian

La quinta giornata di gioco classico alla FIDE World Cup di Goa ha segnato la caduta simultanea dei due simboli storici del movimento armeno e dall’ennesima dimostrazione di maturità della nuova generazione uzbeka.

L’eliminazione consecutiva di Levon Aronian e Gabriel Sargissian – due colonne che per vent’anni hanno incarnato la resilienza e il talento della scuola armena – ha gettato un’ombra emotiva sul resto della sessione. Aronian, impegnato in una partita tesa contro Arjun Erigaisi, ha resistito finché i minuti non hanno cominciato a scarseggiare. L’indiano ha mancato un tatticismo vincente ma ha poi sfruttato alla perfezione il secondo errore grave dell’avversario, trasformando un’inerzia ancora incerta in una vittoria pesante. Ancora più amaro l’epilogo per Sargissian, crollato su una singola imprecisione dopo aver difeso con attenzione quasi assoluta contro Nodirbek Yakubboev: è bastato un cavallo mal collocato, e l’uzbeko ha punito con freddezza chirurgica.

Se l’Armenia piange, l’Uzbekistan continua invece a stupire per solidità e continuità. La giovane generazione che ha conquistato l’Olimpiade sembra impermeabile alla pressione. Sindarov, chiamato a difendere il vantaggio ottenuto ieri, ha scelto la Spagnola e ha controllato con calma la spinta finale di Svane, guadagnandosi l’accesso al turno successivo. Yakubboev, come detto, è stato ancora più convincente, confermando una presenza scenica da veterano nonostante l’età.

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La giornata si era aperta con due rapide patte annunciate. Daniil Dubov ha proseguito la strategia che lo accompagna dall’inizio del torneo: minimizzare il rischio, riprodurre una linea solida della Grünfeld e trascinare Shankland verso quei tiebreak in cui il russo naturalizzato si sente a casa. Andrey Esipenko e Aleksey Grebnev hanno seguito lo stesso copione.

Più vivace, ma comunque equilibrata nel risultato, è stata la sfida tra Pentala Harikrishna e José Martínez Alcántara. L’indiano ha provato a mettere pressione con una versione moderna dell’attacco KIA, ma il peruviano ha difeso con precisione, portando la partita verso una posizione livellata dove la patta è stata inevitabile. Anche qui i tiebreak promettono scintille: Harikrishna ha esperienza da vendere, Martínez un talento blitzistico che online è secondo solo ai giganti del genere.

Il punto tecnico della giornata è arrivato però dalle scacchiere più alte. Wei Yi ha confermato una volta di più perché molti lo considerano un candidato naturale al prossimo Torneo dei Candidati. Contro Samuel Sevian ha colto un’imprecisione lampo in apertura – l’avventuroso 10…Bf5 – e ha raccolto subito il pedone avvelenato che gli ha spianato la strada verso una conversione modello. Niente forzature, nessun passo falso, solo una progressione lineare che ha ridotto al silenzio uno dei giocatori più in forma del torneo.

L’ultima partita a terminare è stata anche la più drammatica. Alexander Donchenko ha accarezzato per ore una vittoria che sembrava già scritta, ma nel finale di torri contro Le Quang Liem ha mancato più volte la sequenza giusta. L’occasione finale, un semplice …Rg3 in un finale ormai maturo per la resa, si è trasformata nella scelta sbagliata che ha permesso al vietnamita di costruire una rete di scacchi salvifica. Le conseguenze psicologiche si vedranno domani: Le arriverà ai tiebreak con fiducia rinnovata, Donchenko con il peso di un’occasione sprecata.

Oggi i tiebreak decideranno quattro qualificazioni pesantissime.

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Redazione
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