
Goa – Lorenzo Lodici (2560) affronterà domani, nel quarto turno della FIDE World Cup, il grande maestro statunitense Samuel Sevian (2698), in un confronto inedito tra due giocatori che rappresentano generazioni e scuole scacchistiche differenti. Nessun precedente diretto tra i due nei database ufficiali: sarà quindi una prima assoluta.
Sevian, nato nel 2000 come Lodici, è da tempo considerato uno dei maggiori talenti americani. Divenuto grande maestro a soli 13 anni e 10 mesi, record nazionale, ha superato i 2700 punti Elo nel 2022, entrando stabilmente nell’élite mondiale. Il suo stile di gioco combina preparazione teorica profonda e grande rapidità tattica: ama costruire posizioni dinamiche, in cui la precisione dell’avversario viene costantemente messa alla prova. Con il Bianco predilige aperture aperte come la Siciliana Najdorf o la Spagnola, mentre con il Nero alterna strutture solide – come la Caro-Kann – a sistemi più flessibili come la Difesa Inglese o la Nimzo-Indiana.
Il suo cammino a Goa conferma solidità e continuità. Dopo il bye del primo turno, Sevian ha superato il cinese di Singapore Tin Jingyao (2583), quindi il russo Najer Evgeniy (2610). Lodici, invece, ha costruito uno dei percorsi più sorprendenti dell’intero torneo. Dopo aver eliminato al primo turno l’azero Read Samadov (2523), ha compiuto l’impresa contro Hans Niemann (2738), battuto negli spareggi rapid dopo due partite a lungo equilibrate ma giocate con grande lucidità tattica dall’italiano. Nel terzo turno ha poi superato l’inglese Michael Adams (2646), imponendosi con il Nero in una partita condotta con coraggio dopo aver sofferto nella prima ed essere stato sull’orlo del crollo nella seconda. Un successo che lo ha portato per la prima volta tra i migliori 32, uguagliando il miglior risultato italiano di sempre in una World Cup, ottenuto da Daniele Vocaturo nel 2021.
Tatticamente, la chiave del match sarà la fase iniziale. Sevian è noto per la qualità della preparazione casalinga, mentre Lodici ha spesso dimostrato capacità di adattamento notevole, anche in situazioni apparentemente inferiori. L’italiano potrebbe dunque puntare a variare il repertorio per evitare le linee più analizzate dall’avversario e portare la partita verso finali lunghi, terreno in cui la sua tenuta difensiva e la lucidità nel gioco corto potrebbero emergere.
Da parte di Sevian, l’obiettivo sarà imprimere il ritmo, far valere l’esperienza maturata nei grandi tornei americani e sfruttare la minore abitudine di Lodici a confrontarsi con giocatori sopra i 2700. Tuttavia, la World Cup di Goa ha già mostrato che i valori di partenza non sono garanzia di risultato: basti pensare alle eliminazioni eccellenti di Gukesh (2752), Giri (2760) e Abdusattorov (2750).
Il match tra Sevian e Lodici rappresenta così un confronto tra due percorsi diversi ma convergenti: da una parte il talento precoce, cresciuto nella scuola pragmatica statunitense; dall’altra la costanza e l’evoluzione graduale di un giocatore italiano che, partita dopo partita, sta trovando la propria dimensione internazionale.
Domani a Goa, sulla scacchiera, non ci saranno precedenti né pronostici certi: solo due giovani grandi maestri in cerca di un posto tra i migliori sedici del mondo.
