Sab, 7 Febbraio 2026
ScacchiFIDE World Cup: Sindarov e Wei Yi in finale dopo tiebreak mozzafiato

FIDE World Cup: Sindarov e Wei Yi in finale dopo tiebreak mozzafiato

FIDE World Cup
Sindarov consola l’amico Yakubboev dopo il successo

Il penultimo atto della FIDE World Cup 2025 si è consumato in un pomeriggio paradossale: veloce nella forma, ma carico di tensione come poche giornate in questo lungo torneo. Entrambe le semifinali si sono infatti decise già nella prima fase dei tiebreak rapid 15+10, con gli incontri chiusi addirittura entro le 16:45.

A passare il turno sono stati Javokhir Sindarov e Wei Yi, che si contenderanno la Coppa del Mondo e un premio ancora più prezioso: la spinta psicologica e tecnica con cui avvicinarsi al 2026, anno che li vedrà entrambi protagonisti del ciclo dei Candidati.

Il cammino di Sindarov: preparazione, sangue freddo e la gioia della famiglia

La prima semifinale a chiudersi è stata quella tutta uzbeka tra Javokhir Sindarov e Nodirbek Yakubboev, un derby che valeva un biglietto per la finale e, automaticamente, anche per il Torneo dei Candidati 2026. Sindarov, già indicato da The Guardian come giocatore “sulla soglia dell’élite mondiale”, ha confermato che quel passo può farlo. E l’ha fatto oggi.

La partita d’esordio, una Semi-Slav solida e ricca di finezze strategiche, è stata decisa dalla qualità del cavallo di Sindarov, più dinamico e incisivo dell’alfiere avversario. Yakubboev, in ritardo cronico sull’orologio, ha perso progressivamente terreno fino a capitolare davanti ai due pedoni passati sul lato di donna.

Nel secondo rapid, una Najdorf ad alta tensione, Sindarov sembrava in controllo dopo il lungo pensiero sulla spinta 12.f4. Poi il match si è ribaltato, come spesso accade nel 15+10: vantaggio per lui, poi ribaltamento in favore di Yakubboev, poi di nuovo equilibrio. L’errore decisivo del numero 2 uzbeko è arrivato con 26…Kc8?, che ha chiuso la torre in c8 e concesso un vantaggio enorme.

Sindarov non ha convertito al primo tentativo, ma una serie di semplificazioni lo ha portato a una patta sufficiente per entrare in finale e qualificarsi matematicamente ai Candidati.

A fine partita si è detto felice, ma anche dispiaciuto per il compagno: «Nodirbek ha giocato bene. Sono contento di meritarmi la finale, ma non è mai semplice quando il tuo successo significa l’eliminazione di un amico.» Ha raccontato anche un dettaglio tenero: la famiglia, arrivata a Goa per sostenerlo, gli ha portato cibo e dolci uzbeki “per tirarlo su di morale”. Funziona.

Wei Yi supera Esipenko in una semifinale drammatica: un finale che pesa

Se la prima semifinale è stata una dimostrazione di solidità, la seconda è stata un romanzo. Wei Yi e Andrey Esipenko hanno dato vita a due rapid in cui la valutazione del computer è cambiata decine di volte. Ma è stato un errore brutale, di quelli che accadono solo quando l’adrenalina supera la logica, a decidere tutto.

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Il primo rapid ha ricalcato il tema del giorno: Wei Yi molto più a suo agio nel ritmo veloce rispetto al classico. Con il Nero ha ottenuto una posizione promettente nel Petroff, ma ha mancato la mossa vincente 33…Bd6. Ha preferito una linea più tranquilla e la partita si è conclusa con una ripetizione.

La seconda partita è stata una storia in tre atti:

  1. equilibrio apparente nell’Italiana;
  2. errore di Wei, vantaggio per Esipenko;
  3. crollo psicologico del russo proprio quando la posizione stava passando dalla sua parte.

Il momento chiave è arrivato su 55.Rh7??, mossa che avrebbe potuto essere punita con 55…Ra2! (mossa trovata in analisi). Esipenko però ha risposto con 55…Kb6?, continuando a perdere filo e sicurezza.

Il finale è stato un dramma umano: con un secondo sull’orologio, Wei ha giocato 56.Ne3, e sulla successiva 56…c6??, Esipenko ha semplicemente dimenticato il pezzo in presa. Dopo 57.Nxg2, ha abbandonato immediatamente.

Wei è apparso sollevato ma schietto: «Ho avuto fortuna, è vero. A questo punto del torneo è normale sbagliare: la stanchezza si sente.» Esipenko, devastato, dovrà ora giocare il match più importante della sua carriera: quello per il terzo posto, che assegna l’ultimo slot disponibile per i Candidati.

Domani Sindarov e Wei Yi si sfideranno in un match che promette molto: da una parte la precisione metodica dell’uzbeko, dall’altra il talento istintivo e feroce del cinese. In palio c’è la Coppa del Mondo e, forse, un primo assaggio della lotta che potrebbe caratterizzare i prossimi anni degli scacchi mondiali.

Per Yakubboev ed Esipenko ci sarà il match per il terzo posto: una partita sola, ma dal valore enorme. Chi vince va ai Candidati. Chi perde, rischia di guardare il torneo più importante del mondo sul divano di casa.

Le partite saranno trasmesse sul canale YouTube della FIDE, con il commento dei GM Peter Leko e Jan Gustafsson.

I PROFILI DEI FINALISTI

Javokhir Sindarov (Uzbekistan) – L’ascesa silenziosa della scuola uzbeka

  • Età: 19 anni
  • Rating: 2721
  • Titoli: Grande Maestro dal 2019
  • Punto di forza: preparazione profonda, freddezza nei finali, gestione del tempo
  • Punto debole: nelle posizioni molto tattiche tende ancora a esitare
  • Percorso nel torneo 2025: ha eliminato tra gli altri Gukesh e ora Yakubboev, confermando la crescita costante

Sindarov è il volto nuovo dello scacchismo uzbeko, quello che sta emergendo proprio mentre la “generazione d’oro” di Abdusattorov e Yakubboev sembrava avere il protagonismo assicurato. Rispetto ai connazionali, porta una cifra tecnica diversa: meno esplosiva, più ragionata. È uno dei pochi giovani cresciuti già “nel mondo dei motori”, ovvero con un training sistematico basato sulle idee dei top engine.

Il suo arrivo in finale conferma il trend attuale: l’Uzbekistan non ha più un solo talento, ma un intero sistema.

Wei Yi (Cina) – Il talento puro che sta tornando al centro della scena

  • Età: 26 anni
  • Rating: 2752 (top seed rimasto in gara)
  • Notorietà: ex enfant prodige, considerato a lungo futuro Campione del Mondo
  • Punto di forza: dinamismo, intuizioni tattiche, abilità nel gioco rapido
  • Punto debole: nei finali tecnici può perdere precisione
  • Percorso nel torneo: dopo un avvio difficile nelle classiche, ha dominato quasi tutti i suoi tiebreak

Wei Yi è un nome che aleggia da dieci anni sul panorama mondiale. A 15 anni giocava già da top 15 umano e sembrava destinato a un percorso alla Wei-Yi-verso-il-titolo, poi interrotto da una combinazione di pandemia, difficoltà logistiche e un lieve calo motivazionale. Negli ultimi due anni è rinato. Questa finale lo riporta là dove molti immaginavano che sarebbe arrivato molto prima.

Nel rapido è probabilmente il più forte del mondo dopo Carlsen, e questo lo rende automaticamente favorito per la finale.

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Redazione
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