
Dragon Chilling chiude il mondiale di Hong Kong con una doppietta che segna una svolta negli scacchi a squadre. Dopo il titolo rapid, la formazione cinese ha conquistato anche il FIDE World Team Blitz Chess Championship, battendo Endgame.AI in finale e completando una settimana perfetta alla Queen Elizabeth Stadium.
È un risultato pesante non soltanto per il valore tecnico della vittoria, ma anche per il significato storico. Per la prima volta una squadra cinese conquista il World Team Rapid and Blitz Chess Championship, trasformando Hong Kong nel palcoscenico di un passaggio simbolico: il baricentro degli scacchi continua a spostarsi verso l’Asia, con la Cina capace di presentarsi non più solo attraverso i singoli campioni, ma con una squadra profonda, equilibrata e competitiva in ogni scacchiera.
Il successo nel blitz è arrivato al termine di una giornata finale durissima, segnata da eliminazioni inattese, spareggi e ribaltoni continui. Dragon Chilling ha dovuto soffrire già nei quarti contro Mr Birdie and Friends, superato soltanto al tie-break dopo essere stata costretta a rincorrere. In semifinale è arrivato un altro passaggio complesso contro l’Uzbekistan: vittoria cinese nel primo match per 4,5-1,5, replica uzbeka con lo stesso punteggio nella seconda sfida, poi nuovo strappo decisivo di Dragon Chilling nello spareggio, ancora per 4,5-1,5.
La finale contro Endgame.AI ha invece avuto una direzione chiara fin dall’inizio. Ding Liren ha aperto il confronto battendo Hans Niemann in prima scacchiera, dando subito alla squadra cinese il segnale tecnico e psicologico della sfida. Dragon Chilling ha vinto il primo match 5-1, mettendo Endgame.AI con le spalle al muro. Nel secondo incontro Ding ha pareggiato, mentre Ju Wenjun, Wei Yi, Lu Shanglei e Wang Zihao hanno firmato le vittorie che hanno chiuso il discorso. Yu Yangyi ha completato il quadro con la patta contro Alexey Sarana.
Endgame.AI resta comunque una delle storie della giornata. La squadra guidata da Hans Niemann aveva eliminato Team MGD1 nei quarti, vincendo il primo match 3,5-2,5 e gestendo poi il ritorno. In semifinale ha ribaltato Hexamind: sconfitta nella prima sfida, successo netto per 5-1 nella seconda, quindi vittoria 4-2 al tie-break. Un percorso sufficiente per l’argento e per i 50 mila euro del secondo posto, all’interno di un montepremi blitz da 190 mila euro.
Il bronzo è andato all’Uzbekistan, protagonista di un’altra rimonta. Dopo aver perso il primo match contro Hexamind per 4-2, la formazione uzbeka ha risposto 3,5-2,5 e poi ha dominato lo spareggio per 5,5-0,5. Terzo posto e 30 mila euro, davanti a Hexamind, quarta con 20 mila euro.
La delusione più grande porta il nome di WR Chess. La squadra campione uscente del blitz, la più alta per rating e con Magnus Carlsen in prima scacchiera, si è fermata ai quarti contro l’Uzbekistan. La prima sfida è finita 3,5-2,5 per gli uzbeki, la seconda 3-3, risultato sufficiente a eliminare WR dalla corsa alle medaglie. Carlsen ha perso contro Nodirbek Abdusattorov e ha chiuso una giornata complicata, con tre sconfitte complessive. WR Chess ha poi salvato il quinto posto battendo Team MGD1 allo spareggio, ma per una squadra costruita per vincere il bilancio resta sotto le attese.
La classifica finale premia Dragon Chilling con 75 mila euro, Endgame.AI con 50 mila, Uzbekistan con 30 mila, Hexamind con 20 mila e WR Chess con 15 mila. Numeri che raccontano il valore economico dell’evento, ma non esauriscono il peso sportivo della settimana.
Al termine della finale il capitano cinese Ni Hua ha sintetizzato così il successo: «Ci siamo preparati a lungo e abbiamo giocato come una famiglia; siamo una famiglia». Una frase semplice, che spiega bene la differenza in un torneo dove la somma dei nomi non basta. Servono equilibrio, ruoli definiti, tenuta mentale e capacità di reggere la pressione di partite rapidissime, spesso decise da una singola imprecisione.
Nel giorno della chiusura, la FIDE ha sottolineato anche il ruolo di Hong Kong. Viswanathan Anand, vice presidente della Federazione internazionale, ha parlato di una città che non si è limitata a ospitare l’evento, ma gli ha dato una scena adeguata ai migliori giocatori del mondo. Geoffrey Kao, presidente onorario della Hong Kong China Chess Federation, ha rivendicato il messaggio lasciato dal torneo: Hong Kong non è soltanto un centro finanziario e commerciale, ma anche un palcoscenico per gli scacchi internazionali.
A margine del mondiale elite, il FIDE World Team Amateur Rapid Chess Cup ha visto il successo dei vietnamiti Golden Stars, vincitori dopo un Armageddon contro Bosoo Noyon. Il bronzo è andato agli Hong Kong Young Dragons, davanti al pubblico di casa.
Il punto resta però la doppietta di Dragon Chilling. Rapid e blitz nella stessa settimana, con Ding Liren, Ju Wenjun, Wei Yi, Yu Yangyi, Lu Shanglei e Wang Zihao protagonisti di una prova di squadra completa. Hong Kong consegna agli scacchi un verdetto netto: la Cina non ha soltanto campioni, ha una struttura capace di vincere anche nei format più instabili e spietati.
