Fifa World Cup 2014, l’Euro sfida il Sud America

Fifa World Cup 2014, l’Euro sfida il Sud America

Pur se ci eravamo ripromessi di non parlare di calcio, vale la pena spendere qualche parola riguardo le semifinali che da domani si celebrano in Brasile nella Fifa World Cup 2014. Da una parte Germania – Brasile, dall’altra Olanda – Argentina, in un inedito scontro tra il rigore dell’euro “tedesco” e due economie “non convenzionali” come Brasile e Argentina.
Iniziamo a chiarire un concetto, anche se dal punto di vista geografico Argentina e Brasile sono contigue e confinanti, dal punto di vista sportivo rappresentano a loro volta due universi staccati e per certi versi contrapposti, perfettamente rappresentati dai loro campioni (calcisticamente parlando) più autorevoli: Pelé e Maradona. In qualsiasi caso nulla hanno a che vedere con Germania e Olanda, questi sì due paesi confinanti e culturalmente omogenei, al punto da essere sempre dalla stessa parte. Non è un mistero che l’Euro (sì, proprio la moneta gioia e dolore per noi Italiani) è una questione a conduzione tedesco-olandese. Il rigore e il contenimento dei parametri è un cavallo di battaglia delle due Cancellerie, che non perdono occasione per ricordare al resto dell’Europa e del mondo come si fa a mantenere un’economia in ordine. Dall’altra parte del campo, invece, il Brasile e l’Argentina rappresentano un modo “diverso” di intendere la crescita economica: la via sudamericana al capitalismo, condita da molto intervento dello Stato e soprattutto da poca attenzione “ai mercati”.
Quando domani e mercoledì si scontreranno Brasile Germania e Argentina Olanda ci sarà anche questo in campo e non solo una storia sportiva che merita di essere ricordata, perché a questo punto del Mondiale più che il gioco espresso, conta il blasone e la capacità di vivere momenti importanti.
Brasile Germania vale sicuramente come rivincita della finale del 2002, quando s’impose il Brasile 2-0. Da una parte il paese che non ha mai mancato una fase finale; dall’altra la squadra che per più volte è arrivata alle semifinali. Solo per questo, c’è da guastarsi lo spettacolo in uno scontro “titanico” dove il Brasile ha oggettivamente più da perdere.
Anche Argentina Olanda è una riedizione di una finale, quella del 1978 vinta dall’Argentina di Kempes e Passarella; un’Argentina aiutata dai generali contro gli ultimi fuochi della stupenda Arancia Meccanica a guida Cruiff. Adesso le cose sono cambiate e il rigore calcistico dell’Argentina mal si concilia con il catenaccio degli orange, che hanno anche scoperto di poter contare sui “trucchetti” di Robben, ormai abituato a cadere in area avversaria al solo sguardo del difensore (e gli arbitri ancora gli credono…).
Se dovessero vincere le sudamericane (come la maggior parte dei pronostici dettano), allora avremmo la “finale”, ovvero lo scontro definitivo che dovrebbe chiarire, per i posteri, se il calcio è come lo intendono i brasiliani o gli argentini. Con il grande rischio, per i carioca, di un altro “Maracanazo”, in questo caso ancora più doloroso perché imposto dagli odiati cugini di confine. Se invece dovesse vincere il rigore dell’euro, allora avremmo un’altra riedizione di una finale storica, quella del ’74, quando la Germania di Beckenbauer si sbarazzò della “squadra più bella di sempre” anche nota come la “cooperativa del gol”.
Non mancano, certo, altri possibili incroci, come un’inedita Brasile Olanda o una Germania Argentina che regolerebbe definitivamente la questione dopo quanto accaduto a Italia ’90. E se vogliamo restare al gioco dell’inizio dell’articolo, proprio Argentina Germania ci appare la finale più stimolante: il rigore contro la svalutazione controllata. E chissà che nei giorni precedenti qualcuno non ritiri fuori la storia di Rio della Plata…
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A noi, che ci piace stupire (ma poi neanche tanto), ci sembra probabile una finale proprio tra Germania e Argentina, con in palio molto di più di una coppa. Sai che duello Merkel-Kirchner! Voi su chi scommettereste?

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