Home News Ciclismo Il mondiale di Baroncini: Filippo III re delle Fiandre

Il mondiale di Baroncini: Filippo III re delle Fiandre

Una gara perfetta, un'azione coraggiosa a cinque chilometri dalla fine. La resistenza estrema di un corridore che ha già provato il successo e la sconfitta in questa stagione ma che nelle Fiandre ha trovato il modo di entrare nella storia.

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Filippo Baroncini ha appena compiuto l’impresa della sua giovane carriera. Si guarda stupito attorno, non capisce bene ancora la portata della vittoria. Si alza in piedi, riceve abbracci e complimenti dai compagni di squadra.

Poi barcolla. Non ha ancora recuperato dalla fatica. Una fatica (e scusatemi la ripetizione) micidiale. E’ andato via, in fuga, quando mancavano cinque chilometri alla conclusione. Davanti a lui un francese e un tedesco, che riprende in poco tempo. Dietro un gruppo agguerrito e inferocito, che viaggia a 55 chilometri orari. Per minuti che sembrano ore lo tiene nel mirino, a meno di 10″. Sembra che voglia lasciarlo bollire, per saltarlo nel finale. Poi scatta un belga, e copre Frigo. Quindi scatta un tedesco, e gli va dietro Zana. Il marcamento dei compagni di squadra è asfissiante. Nessuno ha voglia di lavorare per l’Italia… o forse non ce la fa a chiudere su Filippo.

Che intanto vola, solitario e sempre più esausto, verso il traguardo. Lo vede, dopo l’ultimo chilometro, ma sente le gambe pensanti e il fiato sul collo. Si volta dietro, una, due, tre volte… poi avanti, nella speranza che la striscia bianca si materializzi in fretta.

Ha tagliato il traguardo con il vantaggio esiguo di due secondi: sufficienti per fargli vestire la maglia di campione del mondo in linea U23. Per Marino Amadori, tecnico più romagnolo che emiliano, è il secondo titolo mondiale consecutivo, dopo quello di Samuele Battistella, nel 2019, ad Harrogate. Nel 2020 la categoria non l’ha corso, per il covid. I nostri ragazzi si scoprono più forti anche della sfortuna (caduta senza gravi conseguenze per Zana subito dopo il via) e di una concorrenza agguerrita. Portano a casa la Coppa del Nazioni U23. Questo sì un trofeo di squadra, suggello perfetto per una giornata indimenticabile.

“È un sogno” le prime parole appena indossata la maglia iridata. E ancora: “E’ stato il finale perfetto di una giornata nervosa, per me e per tutti i miei compagni. Questa vittoria l’ho sognata tutta la vita”. Una tattica di gara perfetta: “Il mio attacco era programmato e tutto è andato secondo i piani. Sono senza parole. Dopo la fuga ho pensato solo ad andare, andare, andare, andare e vincere questa partita. Fortunatamente, tutto è andato bene”.

A chi in sala stampa gli ricorda con un pizzico di malizia che ha anticipato la volata per evitare un nuovo secondo posto dopo quello di Trento, Filippo risponde serafico: “Era previsto che provassi in quel punto”.

Così un altro Filippo, a distanza di pochi giorni, trionfa sulle strade fiamminghe: dopo Ganna, Baroncini, rispettivamente Filippo II e III re delle Fiandre. Il primo (di Filippo) nacque a Bruges (to’ guarda un po’!) e regnò da queste parti e su tutto il Sacro Romano Impero alla nascita dell’epoca moderna.

A proposito, chi si chiama Filippo degli azzurri che domenica chiuderanno questo, per ora, fantastico mondiale per noi italiani?

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