BRUGES (19/9) – Quando Filippo Ganna taglia il traguardo di Bruges, nella prima prova dei Mondiali di Ciclismo 2021, l’urlo di gioia del numeroso pubblico presente si strozza in gola e cala il silenzio, come se improvvisamente tutti fossero entrati in chiesa. La festa delle Fiandre, per le Fiandre, non poteva iniziare nel modo peggiore.

A rovinare i piani e i sogni di gloria di Remco Evenenpoel e Wout Van Aert ci pensa lui, Filippo Ganna da Verbania; Top Ganna per i suoi tanti fans, super Pippo per gli amici o chi ha una certa età. Come lo volete chiamare, resta il fatto che si tratta dell’uomo più veloce del pianeta e non solo perché copre distanze infinite a velocità impensabili. Anche e soprattutto perché lo fa in pista e su strada, sui tondini e combattendo contro vento, buche e curve insidiose; per pochi minuti (forse meno di 4′ tra qualche settimana a Roubaix) o a quasi 60 di media per un’ora. E’ il fenomeno del ciclismo moderno, in grado di gareggiare su più fronti senza mollare un millimetro.

“Dopo il COVID e la vittoria di Imola abbiamo dovuto cambiare i nostri obiettivi – dirà in sala stampa –. Alle Olimpiadi non sono andato solo per la pista ma anche per la crono. È stato difficile, perché avevo il calendario pieno di impegni, ma mi sono imposto di difendere il titolo iridato anche in Giappone e poi qui in Belgio. E’ stata dura, ma sono contento di quello che ho fatto; poter mantenere la maglia è un grande onore.”

“La prima maglia arcobaleno era arrivata in maniera inaspettata perché dopo il lockdown e con una preparazione improvvisata per quanto successo lo scorso anno nel mondo. Quest’anno, invece, ho accusato un po’ la fatica, soprattutto mentalmente, per i troppi impegni. In particolare le Olimpiadi sono state dure. Sono rimasto concentrato e questa medaglia d’oro, così come quella dell’inseguimento a squadre, rappresenta uno dei ricordi più belli della mia carriera, anche e soprattutto per il lavoro che c’è stato dietro.”

Marco Velo, che l’ha seguito e incitato dall’ammiraglia, racconta: “Mai come questa volta Filippo ha sentito la gara, soprattutto dopo l’argento all’Europeo. Sapevamo che la sua condizione, in quel momento, non era ancora al top, ma le critiche ricevute avevano minato un po’ le certezze. E’ partito per contenere Van Aert. Al primo intertempo stavamo lì, ma Filippo si è veramente sbloccato quando al secondo intertempo ha capito che stava recuperando. Quello è stato il momento decisivo: lui ha ritrovato la sicurezza dei giorni migliori, mentre Van Aert ha iniziato a dubitare di potercela fare.”

“Ripetersi non è mai facile – ricorda Filippo – , farlo in casa di due campioni come Remco e Wout è ancora più difficile”. E se qualcuno gli ricorda che ha gettato nella disperazione (sportiva) un intero popolo, lui ci pensa su e poi, con un piccolo sorriso liberatorio confida: “Durante la gara c’erano veramente tante persone, tutte per i corridori di casa. Quando passavo sentivo qualche buuuu e fischi…”.

La sensazione che gli organizzatori avessero preparato il piatto preferito dei beniamini locali si percepisce ad ogni angolo di strada, a cominciare dall’attenzione dei media per Remco e Wout, per i quali non valgono le bolle UCI e il distanziamento previsto. La crono elite di domenica, ad otto giorni dalla prova in linea, appare un regalo a Van Aert, che alla vigilia aveva annunciato di voler vincere entrambe, potendo contare su un riposo di una settimana. Poi qualcuno ci fa notare che se fosse vero, gli organizzatori hanno sbagliato a disegnare un percorso piatto come un biliardo, ideale per Top Ganna. Qualche salita in più avrebbe favorito il belga. Ma il problema, in questo angolo di Europa, è trovare salite in grado di fare la differenza.

Così la crono corre via veloce, come è giusto che sia. Remco Evenenpoel fa il numero a metà gara e si siede sulla hot seat con la netta sensazione che difficilmente possa essere scansato. Nel giro di un minuto e mezzo, quelli finali, perde oro e argento. Glieli tolgono prima Van Aert e poi Ganna, che relega i campioni locali sui gradini più bassi del podio.

Filippo è un grande campione, in grado di vincere con la stessa signorilità con cui perde (come accaduto all’europeo di qualche giorno fa), ai due avversari regala complimenti: “Wout è un corridore forte e sempre competitivo, ma qua mi è sembrato particolarmente ispirato. Ce la siamo giocata sul filo dei secondi, abbiamo fatto una gara simile… Complimenti a lui e a Remco, abbiamo dato spettacolo e fatto una grande gara.”. Per la vittoria, però, ripassate domani.

Intanto il futuro è già scritto: a Roubaix, a fine ottobre, ai mondiali su pista c’è un altro obiettivo: battere il record del mondo sui 4000 metri nell’inseguimento, senza andare in altura per farlo. Top Ganna è pronto… e voi?

foto FCI/Bettini

Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

Commenta