ROUBAIX (FRA) (22/10) – Il terzo giorno di gare allo Stab Velodrome di Roubaix porta ancora medaglie all’Italia, anche se nessuna d’oro e, visto l’andazzo dei tempi, questa è la vera notizia.

Jonathan Milan si veste da “Ganna” e conquista una medaglia d’argento nell’inseguimento individuale. Filippo Ganna, quello vero, paga una partenza difficile alle qualificazioni e si (e ci) regala una medaglia di bronzo con una grande reazione d’orgoglio. Elisa Balsamo conclude con un bello sprint la corsa a punti dell’Omnium e sale sul podio, portando così il terzo metallo del giorno, il settimo complessivo della spedizione dopo i tre ori e l’argento dei giorni scorsi.

La reazione di Filippo Ganna è di quelle che rimangono negli occhi di chi ha avuto la fortuna di assistere. Dopo il black out di questa mattina, il campione verbanese è sceso in pista per il terzo posto con una determinazione e cattiveria raramente viste su un tondino. In una finale mondiale, ancorché per il bronzo, difficilmente si è assistito ad una prova di forza simile, in grado di annichilire l’avversario, raggiunto dopo appena due chilometri:

“Volevo provare il record del mondo, per questo sono partito forte – dirà al termine – forse anche troppo. L’ho raggiunto prima del previsto sulla tabella di marcia. A quel punto ero contento per un bronzo «ritrovato» dopo la partenza di questa mattina e ho deciso di smettere.”

Ma prima di chiudere le trasmissioni e dedicarsi finalmente ad una meritata vacanza dopo una stagione lunga ed intensa, Filippo concede gli onori al nuovo campione del mondo, lo statunitense Lambie: “Ashton inseguiva (è proprio il caso di dirlo, ndr) questo risultato da tempo. Si merita il titolo mondiale e i complimenti di tutti noi, come se li merita anche Jonathan… ha un grande futuro.”

Non ce ne vorrà il giovane e bravo Jonathan Milan, che lascia intendere, dall’alto dei suoi 196 cm che probabilmente un giorno prenderà il posto di Filippo nel cuore degli appassionati, ma l’articolo di oggi vogliamo dedicarlo al campione che oggi ha lasciato lo scettro all’eterno secondo.

Appare facile, quasi scontato, in questi casi citare Alì e la sua famosa frase: “Non c’è nulla di disonorevole ad andare al tappeto, l’importante è poi rialzarsi…” (o qualcosa del genere).

Può accadere, infatti, dopo un anno difficile perché lungo, nel quale tutti ti chiedono di essere sempre al massimo (TopGanna, TopGanna urlano i tifosi ad ogni angolo della strada) di arrivare scarico, o deconcentrato o soltanto un momento sbagliato. Può capitare anche che questo accada non solo a un europeo (ricordate: “arrivare secondi non è mica una tragedia”?) ma anche al mondiale, nel quale tutti si attendevano il quinto titolo e il record del mondo.

Se succede hai due soluzioni: mandare tutto a quel paese, prendere la borsa e partire finalmente per Creta e Maldive, in vacanza; oppure tornare in pista, più duro e arrabbiato che mai. E dimostrare che un inciampo ti rende più umano e per questo ancora più forte.

Poi, e questo finora lo abbiamo visto fare solo da Ganna, regalare un sorriso, ancorché stanco, all’amico avversario di sempre: “Ashton si merita questo…”. Al diavolo che l’americano ti ha tolto la soddisfazione di essere il primo uomo a scendere sotto i 4′, che ti ha soffiato una maglia che era ormai la tua seconda pelle. Infondo si tratta di sport e.. “andiamoci a bere una birra insieme”. Magari proprio quella weiss che porta il nome TopGanna.

Ragazzi questo è lo stile dei grandi, questo è lo sport che ci piace.

Per questo siamo tutti pazzi per Filippo.

Giornalista sportivo e blogger. I primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare; tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

Commenta