Lun, 9 Febbraio 2026
CiclismoFilippo Ganna vs Remco Evenepoel, una crono per due

Filippo Ganna vs Remco Evenepoel, una crono per due

"Questa credo che sia la mia miglior crono, eppure sono arrivato secondo!" esclama nel box delle interviste

Raramente ci è capitato di vedere Filippo Ganna terminare esausto la sua cronometro. Non era accaduto ad Imola, nel 2020 e neanche a Bruges nel 2021. Neanche a Grenchen in occasione del record dell’ora.

Che sia accaduto qui, in Scozia, lungo i sentieri battuti dal vento freddo che viene dal nord nelle lowland ha un sapore strano, ma non per il ragazzo verbanese, che ha collezionato record e medaglie sulla pista e sulla strada: “Questa credo che sia la mia miglior crono, eppure sono arrivato secondo!” esclama nel box delle interviste.

Ci teneva, Filippo, a far bene. E dobbiamo dire che ha fatto veramente bene. Ha pedalato veloce come sempre, imprimendo sui pedali una forza (watt) che non aveva mai impresso prima: “La condizione c’è, la prestazione anche. Remco è stato più forte, per cui complimenti.”

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I tifosi italiani non si rattristino, Remco non è più forte di Filippo. Lo è stato in questa occasione, e oltre vi diremo perché. Adesso ci piace ricordare che nelle cronometro mondiali il punteggio, per quanto riguarda il duello tra i due, è di 3 a 1. Ad Harrogate Remco fu secondo e Filippo terzo. A Bruges (in casa del belga), Filippo primo e Remco terzo. L’anno precedente, ad Imola, il belga non c’era. Lo scorso anno Remco sul podio e Filippo giù. Oggi primo e secondo. Se c’è una ‘bestia nera’ per il nostro campione, quella ha proprio le fattezze del piccolo fiammingo che giocava a calcio prima di correre in bici.

La distanza, dal punto di vista di tempo, è però relativa e di fatto inesistente. Allora perché oggi ha vinto Remco. Nessuno lo vuole dire, perché tra grandi campioni non si accampano scuse, ma è una semplice questione di clima. O meglio, di vento.

Il tratto in cui Ganna ha perso circa 16 secondi (dai +4 ai -12) era quello più esposto al vento, anche se il più scorrevole. La massa alta e possente di Ganna ha offerto più resistenza al vento di quella piccola e compatta di Remco. Il distacco accunmulato in quel frangente non è poi più stato ripreso: “Non è colpa mia – ha detto scherzando Ganna – se mia madre mi ha fatto con le spalle grosse. Me le tengo e guardo avanti.”

Che la prestazione di Ganna sia stata una di quelle migliori lo si capisce anche dai distacchi inflitti ai vari Pogacar, Van Aert & Co. Abissali. L’unico che ha contenuto sotto il minuto il distacco è stato un britannico di 19 anni, tal Joshua Tarling, al quale andrà prima o poi dedicata qualche riga, visto che al passaggio dagli juniores, già va a rovinare i piani di molti.

Alla fine il sorriso sul volto di Ganna torna lentamente, con il riprendere il flusso regolare del sangue. Delusione? “L’oro è meglio dell’argento, ma devo dire che alla fine la prestazione c’è stata, altri corridori che puntavano alla medaglia sono finiti dietro. E’ difficile mettere insieme pista e strada. Sono due esercizi differenti. Lì ti giochi tutto in 4 minuti, nella crono in un’ora. Sono felice per quanto fatto.
Non sento e non ho sentito il peso delle responsabilità. Penso solo a fare bene il mio lavoro. Sono il simbolo del ciclismo italiano? Per il momento sono stanco e non saprei cosa dire. Mi rendo conto che molte persone sono contente per le mie vittorie e questo mi dà stimoli per fare meglio. Non guardo più lontano dei prossimi giorni, che vuol dire Vuelta, se la squadra mi convocherà.”

Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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