Finanziamenti CIP: un successo di Luca Pancalli

E’ ancora presto per cantare vittoria, ma sembra che la “maratona” di Luca Pancalli alla fine abbia prodotto gli effetti sperati. Oggi, e comunque entro l’anno, il Governo dovrebbe assegnare al CIP i 6 milioni di euro necessari per la sopravvivenza del movimento sportivo paralimpico italiano. Un successo personale di Luca Pancalli, al quale lo stesso presidente Petrucci ieri, in occasione della Giunta CONI, ha reso merito.
Luca Pancalli si dimostra ancora una volta uno dei personaggi vincenti dello sport italiano. Quando fu nominato Commissario straordinario della Federcalcio un po’ a sorpresa alcuni rimasero perplessi. Svolse il suo ruolo con capacità e stile, al punto che il seguito avvelenato di calciopoli ha travolto tutti tranne lui. Quando si trattò di scegliere un nuovo presidente, molti indicarono proprio Pancalli, il quale invece si è sottratto ad un’elezione certa alla FIGC perché mi disse: “Ho ancora tanto lavoro da fare nel Comitato Paralimpico Italiano. Lasciare ora per un incarico sicuramente più prestigioso equivale ad un tradimento…”
Sotto di lui il CIP è passato da una federazione come le altre all’alter ego del CONI per lo sport disabile. Ha conquistato sul campo, con un certosino lavoro di convinzione, i contributi governativi, prima con il Governo Prodi (2 e poi 3 milioni), quindi con il Governo Berlusconi (non come diritto, ma grazie alla sensibilità del sottosegratrio Gianni Letta, che ha sempre mostrato una grande disponibilità verso il mondo paralimpico), arrivando ai 6 milioni dello scorso anno.
Con questi soldi Pancalli ha ripensato il Comitato Paralimpico, affidando alle diverse federazioni l’attività di vertice paralimpica, contribuendo con contributi specifici, sul modello del CONI. Ma si è anche preoccupato dello sport per i disabili, anche quando questo non è finalizzato alle Paralimpiadi. Sono rimasto colpito una volta quando mi ha confidato: “Il mio sogno è quello di poter far si che il diritto allo sport, proprio di ogni bambino, lo sia anche per ogni bambino disabile”. Aver concesso quest’anno (e mi auguro anche in futuro) i finanziamenti al CIP significa proprio alimentare questa speranza, colmando anche il vuoto che lo Stato, attraverso i ministeri preposti, non ha mai saputo colmare.
C’è un limite a questa bella storia, ed è legato alla figura dello stesso Pancalli. Il suo carisma e le sue indubbie qualità sopperiscono da tempo alla mancanza di sensibilità delle Istituzioni su questo argomento. Fin quando sarà necessario un personaggio come Pancalli (al quale invece personalmente auguro di diventare un giorno Presidente del CONI), allora il movimento paralimpico italiano sarà costretto a navigare a vista.
Antonio Ungaro

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