6 luglio 1972. Allora era giovedì. Max Euwe, ex campione del mondo, presidente della FIDE, la Federazione Internazionale, aveva deciso che il sorteggio del colore per le partite del campionato del mondo di scacchi tra Boris Spassky, detentore, e Bobby Fischer, sfidante, sarebbe avvenuto improrogabilmente alle 8 del mattino di quel giorno.
All’ora fissata si presentò puntuale sul palco, insieme a Lothar Schmidt, l’arbitro principale del match. La data e l’ora le aveva stabilite qualche giorno prima, domenica 2 luglio, quando nel Palazzo dello Sport di Reykjavik, capace di 3000 spettatori, si era svolta la cerimonia ufficiale di inaugurazione.
Alla cerimonia c’erano tutti, le autorità, la delegazione sovietica, Boris Spassky … tutti tranne Fischer! Si seppe in seguito che Bobby era salito sull’aereo in partenza da New York a mezzogiorno del 30 giugno, ma poi qualcosa era andata storta, sembra fosse stato riconosciuto e che alcuni giornalisti avessero tentato di salire sull’aereo, così era sceso di corsa, era scappato via e non era partito. Euwe decise effettuare comunque l’inaugurazione nel giorno stabilito da tempo ma di posporre il sorteggio del colore in attesa dell’arrivo di Fischer.
Ma ci fu un nuovo colpo di scena: Fischer dichiarò che il montepremi in palio era “troppo esiguo” e minacciò di non giocare se non ci fosse stato un incremento della cifra. E inaspettatamente la richiesta venne esaudita: il banchiere inglese, James Slater, della Slater Walker Securities, grande fan di Fischer, annunciò che avrebbe messo in palio 125 mila sterline aggiuntive, raddoppiando in pratica la ‘borsa’ del match e portandola ad una cifra quasi incredibile per una sfida a scacchi, anche se per il titolo iridato: 250 mila dollari. Basti pensare che tre anni prima nel mondiale tra Petrosjan e Spassky la ‘borsa’ era stata di poco più di 5 mila dollari!
Così Fischer fece sapere che sarebbe finalmente arrivato a Reykjavik ma solo il 4 luglio ed Euwe fissò il 6 per il sorteggio del colore.
Tutte queste attese e questi rinvii non furono certo graditi a Spassky: era lui il campione, perché tante attenzioni e tanti favoritismi per lo sfidante? Quindi decise di protestare insieme alla sua delegazione: i sovietici presentarono due lettere in cui in sintesi si chiedevano scuse pubbliche di Fischer e una nota di biasimo da parte della FIDE. La delegazione nel suo scritto chiese anche che a Fischer venisse data persa a forfait la prima partita, ma Spassky nella sua lettera a questa richiesta non si associò e anzi disse che non gli sarebbe piaciuto vincere in quella maniera
Euwe non ebbe alcuna difficoltà a biasimare di fronte ai giornalisti e alla delegazione sovietica il comportamento di Fischer. Quanto alle scuse ben pochi pensavano che Bobby le avrebbe fatte. E invece …
E invece quando la mattina del 6 luglio 1972 Fischer si presentò, anche se con mezz’ora di ritardo, la prima cosa che fece fu andare a stringere la mano a Spassky e scusarsi con lui. Poi prese il microfono ed estese le sue scuse a tutti gli appassionati (!).
Ma poi rinnovò le scuse a Spassky per scritto! I giornali dell’epoca raccontarono che i fatti si erano svolti nel modo seguente: “Bobby si recò insieme al suo avvocato nell’albergo di Spassky per consegnargli la lettera di scuse. Ma Boris dormiva. Fischer convinse un inserviente ad aprirgli la porta della stanza, entrò silenziosamente e lasciò la lettera su un tavolo.”
Il contenuto della lettera venne poi reso noto: “Fischer porgeva a Spassky le ‘scuse più sincere’, si dichiarava dispiaciuto per avere offeso lui, la Russia e l’Unione Sovietica dove gli scacchi occupavano una posizione di grande prestigio. Concludeva che Spassky era un vero gentiluomo e che sperava di giocare con lui partite memorabili ed eccitanti.”
Tornando al sorteggio del colore, fu finalmente effettuato e diede il Bianco nella prima partita a Spassky. Subito Fischer disse che voleva iniziare a giocare il prima possibile, ma a questo punto Boris decise di farsi sentire e pretese qualche giorno di pausa: così fu stabilito di iniziare martedì 11 luglio.
Fischer approfittò di quei pochi giorni prima dell’inizio ufficiale del match per una serie di richieste e bisogna ammettere che gli sforzi fatti dagli organizzatori per soddisfarle furono veramente immani. Vediamone soltanto alcune.
Per esempio Bobby pretese di giocare con la stessa sedia con la quale aveva giocato contro Petrosjan la finale dei Candidati a Buenos Aires. E gli organizzatori islandesi riuscirono a farsela mandare dai sudamericani per via aerea! Poi pretese che la piscina dell’albergo dove alloggiava fosse a sua esclusiva disposizione e volle un campo da tennis dove poter giocare in qualunque momento lo desiderasse; da notare che c’era comunque sempre qualcuno disponibile, a qualunque ora del giorno e della notte, per giocare con lui perché era una buona possibilità per frequentare l’altrimenti inavvicinabile campione…
Poche invece le richieste relative al cibo: Fischer mangiava volentieri aringhe e salmone e gli piaceva lo ‘skier’ una specie di latte trattato in modo particolare, bevanda tipica dell’Islanda.
Spassky dal canto suo non ebbe particolari pretese.
Ci sarebbe anzi da chiedersi come mai Boris fosse così ‘disponibile’ nei riguardi di Bobby. Forse una ragione è che da vero campione quale era riconosceva in Fischer un vero ‘genio degli scacchi’ e quindi ne accettava le bizze.
Poi il mondiale prese il via con molte altre vicissitudini, richiamando l’attenzione del mondo intero. Si può dire che tutti gli esseri umani (o quasi) impararono a giocare a scacchi.
Anche personaggi noti come Maradona, Bono e Madonna dichiararono in seguito di aver imparato a giocare proprio durante il match. E perfino Mike Bongiorno a fine 1972 sull’onda degli echi della sfida, volle gli scacchi nella trasmissione televisiva “Rischiatutto”: partecipò il milanese Angelo Cillo, soprannominato ‘il professorino’ per il suo mestiere di insegnante, che per 6 settimane rimase campione.
Adolivio Capece
