“Sono un po’ la mascotte tra i grandi del tennis”. Flavio Cobolli si racconta, in un incontro stampa dai tratti simpatici. Il tennista azzurro, reduce dalla vittoria contro B. Zhukayev, è soddisfatto del match nel primo turno di Wimbledon. “E’ stata una partita abbastanza buona – dice – l’avversario poteva essere imprevedibile, oggi forse non ha mostrato il suo miglior livello. Io ho giocato una partita abbastanza solida, è sempre difficile giocare con avversari del genere”.

Dice, il tennista romano (e romanista, tanto da avere un tatuaggio sulla coscia con la scritta ‘Fino alla fine), di “aver preso una sòla con la casa”. “Stanotte avevo caldissimo, non riuscivo a dormire, cambiavo divano ogni pochi minuti; mi sono messo anche dentro al frigo (ride, ndr) per prendere un po’ di fresco. Avrò dormito 2-3 ore al massimo”. Ma nonostante questo, Cobolli ha mostrato il suo miglior tennis. “Sono contento di stare qui, Wimbledon è un torneo speciale – sottolinea – di essere qui con la mia famiglia, mamma, papà e fratello. Sono contento di vedere i progressi che sto facendo. L’erba mi sta iniziando a piacere sempre più, anche se rimane la mia superficie meno preferita”.
E poi racconta qualche curiosità degli spogliatoi. “Molte teste di serie sono già uscite (sono 12 su 32, ndr) e si vede. Non c’è nessuno, abbiamo la sauna e le docce tutte vuote….”. C’è da dire, infatti, che a Wimbledon gli spogliatoi si dividono tra quello per le teste di serie, quello per i primi doppisti, e quello riservato ad alcuni giocatori, soprattutto gli inglesi. “Mi chiamano la mascotte – riferisce Cobolli – forse perché sono empatico con tutti. Ho un buon rapporto, con gli italiani in primis, ma anche con altri. Uno fra tutti? Alexander Zverev, con lui ho costruito un ottimo rapporto”. Con chi si allenerebbe Cobolli? “Con i migliori: Alcaraz, Sinner e qui a Wimbledon con Draper”.
