Le parole del dopo partita non bastano a mitigare la delusione per Francia Italia finita 36 a 5 nel terzo turno della Autumn Nations Cup. Anzi, se possibile, rendono la sconfitta ancora più amara.

La Francia B ha surclassato la nostra Nazionale che, almeno a livello teorico, era in campo con i migliori uomini del nostro movimento. Anzi, quando nel secondo tempo sono entrate le riserve francesi (quindi Francia C) il divario è apparso ancora più netto.

Consigliamo a Franco Smith di essere un po’ meno aziendalista e iniziare a pensare al suo posto. Quando è stato chiamato in fretta e furia a sostituire O’Shea nessuno pensava che sarebbe durato. La pandemia gli ha allungato la presenza sulla panca, ma la FIR fa presto a cambiare idea.

Proprio per questo all’allenatore sudafricano, come novello Massimo Decimo Meridio (paragone tratto dal film Il Gladiatore), conviene conquistare la folla per non perdere il posto. L’unico modo che ha per farlo è quello di portare a casa qualche scalpo importante.

Sicuramente la sua politica di ingolfare la Nazionale con i giocatori che escono dall’Accademia Nazionale di Remedello gli avrà attirato le simpatie dei vertici federali; ma questa durerà ancora poco a fronte di risultati scadenti come quello visto da un anno a questa parte.

Quindi, se ci tiene a restare ancora al timone, gli consigliamo di lasciare a casa tutti i ragazzotti visti in questi giorni e di cominciare a girare la Penisola (una volta che la stagione riprenderà a tutti i livelli) per farsi un’idea di quali sono veramente i migliori talenti italiani.

Non crediamo che la sconfitta di ieri sia frutto di un “piano di gioco”  eseguito male. Queste le parole di Smith: “Abbiamo commesso degli errori che a questo livello si pagano cari. Se ci basiamo solo sul punteggio del campo abbiamo mosso dei passi indietro, ma anche lezioni come quelle di questa sera fanno parte del percorso che abbiamo intrapreso. Siamo frustrati, ma se la settimana prossima dimostreremo di aver imparato dalla sconfitta contro la Francia avremo comunque compiuto un nuovo passo nel nostro cammino. 

La Francia è scesa in campo con un piano di gioco pressoché identico al nostro, profondamente basato sull’utilizzo del piede. Hanno eseguito meglio di noi, sono stati più pazienti e abbiamo perso la battaglia dei calci. Contro la Scozia avevamo dominato in quest’area del gioco, stasera invece abbiamo commesso un passo indietro. Abbiamo anche provato ad attaccare palla in mano, sarebbe ingeneroso dire che non abbiamo provato altre soluzioni se non quelle del gioco tattico al piede…” 

Da intendere come un eufemismo concettuale. Sarebbe stato più giusto dire chiaramente: “Loro al piede hanno Thomas e Jalibert (e non c’era Ntamack!), noi Minozzi e Garbisi”.

Perché se leggiamo bene le parole, affermare che non si è eseguito bene il piano di gioco vuol dire che i primi sono stati più bravi dei secondi (che poi nel rugby non esistono “piani di gioco”, ma solo persone che lo sanno giocare e altri no).

La lista dei giovani che hanno perso nettamente il confronto con i pari età francesi (come è sempre accaduto, da quando giocavano nell’Under 18, anche nei campionati nazionali), è lunga e forse non merita, per carità di patria, di essere citata.

Riteniamo Franco Smith un buon tecnico, ma ieri ha sbagliato completamente i cambi. Ci riferiamo in particolare a quello che ha visto fuori Canna (per Mori e Garbisi centro, insomma un pastrocchio), il miglior uomo in questo periodo. Su di lui di dovrebbe costruire la Nazionale del futuro, nel ruolo che gli è congeniale: quello di mediano di apertura.

Se abbiamo un problema di centri, allora Smith vada a fare una passeggiata a Padova oppure a Roma, magari ne trova qualcuno di valore.

Soprattutto, per favore, si dimentichi di quelli usciti dall’Accademia Nazionale.

Jules Elysard

Parigi, Stade de France – sabato 28 novembre
Autumn Nations Cup, III giornata
Francia v Italia 36-5
Marcatori: p.t. 3’ cp. Jalibert (3-0); 26’ m. Canna (3-5); 36’ m. Danty tr. Jalibert (10-5); s.t. 14’ m. VIlliere tr. Jalibert (17-5); 20’ m. Serin tr. Jalibert (24-5); 22’ m. Thomas (29-5); 41’ m. Macalou tr. Carbonel (36-5)
Francia: Dulin; Thomas, Barraque (29’ st. Moefana), Danty, Villiere; Jalibert (30’ st. Carbonel), Serin (cap, 30’ st. Coullioud); Jelonch, Macalou, Woki; Pesenti (34’ st. Rebbadj), Geraci (19’ st. Cazeaux); Aldegheri (12’ st. Atonio), Mauvaka (12’ st. Baubigny), Neti (12’ st. Kolingar)
all. Galthiè
Italia: Minozzi; Trulla, Zanon (12’ st. Allan), Canna (2’ st. Mori), Sperandio; Garbisi, Violi (27’ st. Varney); Steyn, Meyer, Mbandà (21’ st. Lamaro); Cannone, Lazzaroni (35’ st. Stoian); Zilocchi (21’ st. Ceccarelli), Bigi (c, 12’ st. Ghiraldini), Fischetti (21’ st. Ferrari)
all. Smith
arb. Owens (Galles)
Cartellini: 12’ st. giallo Trulla
Calciatori: Jalibert (Francia) 4/5; Garbisi (Italia) 0/1; Carbonel (Francia) 1/1
Note: esordio in Nazionale per Michele Lamaro (Azzurro 696) e Cristian Stoian (697).
Player of the match: Dulin (Francia)

Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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