Freccia Vallone, bis di Pogačar sul Muro di Huy

La Freccia Vallone si è conclusa nel modo forse più scontato: con uno scatto brutale di Tadej Pogačar sul Mur e la vittoria solitaria del campione sloveno.

Si attendeva il duello, e alla fine non c’è stato; si aspettava il Muro di Huy, ed è stato come sempre il giudice implacabile. La Freccia Vallone si è conclusa nel modo forse più scontato: con uno scatto brutale di Tadej Pogačar sul Mur e la vittoria solitaria del campione sloveno.

La classica belga sorride per la seconda volta al campione del mondo che oggi, in una gara resa dura anche dalle condizioni climatiche, di fatto si è risolta nell’unico modo possibile: ovvero all’ultimo chilometro, lungo le rampe insidiose e pendenti del Mur de Huy.

Con questo scatto Tadej Pogačar ha scritto un’altra pagina del suo straordinario 2025. Il campione del mondo ha piazzato l’attacco decisivo sulla micidiale rampa, restando seduto in sella mentre lasciava tutti dietro di sé con una progressione devastante. Nessuno è riuscito a tenergli testa.

Alle sue spalle, Kévin Vauquelin (Arkéa-B&B Hotels) ha conquistato un meritatissimo secondo posto, mentre Tom Pidcock (Q36.5) ha completato il podio con una prova solida sul finale.

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Una giornata da tregenda

La corsa è partita da Ciney su un tracciato di 205 chilometri, con la pioggia che ha reso tutto più complicato sin dalle prime pedalate. La Côte de Cherave e, soprattutto, il Mur de Huy hanno rappresentato gli ostacoli principali, ripetuti tre volte sul circuito finale.

Un gruppetto di cinque attaccanti ha preso il largo nelle fasi iniziali, ma il margine non è mai stato davvero pericoloso. Dietro, squadre come Soudal-QuickStep, Lidl-Trek e UAE Team Emirates-XRG hanno controllato con attenzione, preparando il terreno per il gran finale.

Il maltempo ha mietuto vittime illustri: tra cadute e ritiri, anche Mattias Skjelmose, vincitore dell’Amstel Gold Race, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo una rovinosa scivolata. La gara è proseguita con continui colpi di scena, fino a quando il gruppo si è selezionato nell’ultima tornata.

Nell’ultimo chilometro la UAE ha fatto un lavoro perfetto. Jan Christen ha guidato l’ultimo tratto prima che Pogačar aprisse il gas, lasciando di stucco Evenepoel, Pidcock e tutti gli altri.

«È una sensazione speciale vincere qui di nuovo – ha detto lo sloveno al traguardo, bagnato fradicio e visibilmente provato –. Una gara dura, fredda, ma con un finale davvero iconico. Il team è stato incredibile, tutti hanno fatto il proprio dovere alla perfezione».

Con questo successo il fuoriclasse si riprende la ribalta dopo che Roubaix e Amstel lo avevano ricacciato indietro. Domenica, con la Liegi-Bastogne-Liegi alle porte, potrebbe chiude la prima parte della stagione dedicata alle classiche di primavera in modo trionfale.

Redazione
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