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Galles Fiji e quel paradosso di calcio e rugby che non ha ragione storica

Splendida partita quella di domenica, rovinata da un arbitraggio di parte, che stimola una riflessione del direttore sulle nazionali britanniche nel rugby e nel calcio.

Galles Fiji, ovvero quando ti rendi conto che il rugby si è fermato all’800, e non sempre una cosa positiva.

Partiamo dal bello di questa partita, terminata 32 a 26 per i Gallesi ma che ha visto gli asiatici grandi protagonisti fino al termine e che anzi avrebbero meritato di più. Se sono usciti sconfitti dal campo lo devono, forse, in negativo, all’arbitro, il signor Matthew Carley, inglese, che ha risparmiato ai connazionali almeno due cartellini gialli e altrettante mete tecniche. Ora non è bello, né sportivo, prendersela con l’arbitro. Nel rugby meno che negli altri sport. Però qualche considerazione merita di essere fatta, partendo dalla partita appena conclusa e allargando poi lo sguardo al sistema sportivo mondiale.

Nel calcio e nel rugby la Gran Bretagna non esiste come nazionale, ma si divide nelle varie nazionalità: Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord. Accade così che a Europei e Mondiali i sudditi a vario diritto di ‘sua maestà’ scendono in campo con maglie diverse, difendendo i colori di quella che è poco di più di una regione del paese. Si, so bene che uno scozzese non può essere paragonato ad un lombardo e che un gallese non è un siciliano, ma alla prova dei fatti tutti questi rappresentano diversità all’interno dello stesso stato. Per un retaggio ottocentesco, quindi, nel rugby e nel calcio la Gran Bretagna conserva il privilegio di poter partecipare con tre o quattro nazionali. Fin qui nulla di male.

Se però poi questa divisione viene conservata anche nelle federazioni arbitrali arriviamo al paradosso della partita di oggi, in cui una squadra gallese è stata diretta da un arbitro inglese. Sicuramente i più si affretteranno a dire: ‘si ma nel rugby la rivalità tra inglesi e gallesi è maggiore che tra diverse nazioni’. Argomentazione blanda, visto che anche in Italia, per fare un esempio, la rivalità tra Roma e Milano (ma potremmo dire Roma e Napoli, oppure Milano e Torino) è ai massimi livelli.

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In realtà Galles e Inghilterra sono due facce dello stesso paese e può tranquillamente accadere che un inglese abbia nonni, genitori e parenti inglesi, o viceversa. E magari se lo ricorda mentre arbitra la partita.. sorvolando su falli che ad altri non avrebbe lasciato correre. Difficilmente mi spiego altrimenti il cartellino giallo rifilato al primo fallo dei fijiani oggi, subito privati di un giocatore, mentre i gallesi ne avevano collezionati almeno cinque a ridosso della propria linea di meta.

E visto che siamo in argomento, c’è un altro aspetto che trovo sinceramente ottocentesco e che invece mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse. Ovvero perché Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda del Nord e Gran Bretagna sono considerate, sportivamente parlando, Europa, e partecipano ai campionati continentali?

Brexit in tutto, tranne che nello sport?

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Antonio Ungaro
Antonio Ungaro
Giornalista sportivo e blogger. I primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare; tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

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3 Commenti

  1. Ma che ca**o c’entra la brexit col considerare la Gran Bretagna Europa? La Gran Bretagna è in Europa da sempre. Geograficamente. Secondo te la Norvegia fa parte dell’Unione Europea? O la Serbia? O la Svizzera? Quindi non dovrebbero fare gli europei? Ma io non so…che ca**o vi viene in mente, avete delle idee davvero confuse

  2. L’Europa dello sport, verrebbe da dire parafrasando e capovolgendo Metternich, non ‘è solo un’espressione geografica’, tant’è vero che fanno parte di questo continente, sportivamente parlando, anche stati come Israele o addirittura i paesi caucasici che invece, dal punto di vista geografico, non sono Europa. Conta, quando si parla di sport, della volontà da parte degli stati di partecipare ad un progetto comune e non l’appartenenza geografica.
    La Gran Bretagna con la brexit ha chiaramente dimostrato di non sentirsi parte di un progetto comune e senza una presa netta di distanza da questa da parte del Comitato olimpico nazionale britannico (che non mi pare ci sia stata) sarebbe giusto che uscisse dal consesso sportivo. Non accade perché fa più comodo che non succeda, in una realpolitik che è, anche questa, ottocentesca.
    Roberto le idee confuse le hai tu. Pubblichiamo il tuo intervento ma il prossimo, soprattutto per il modo in cui esponi le tue ragioni, no.

  3. Sono assolutamente d’accordo con Antonio Ungaro. L’Italia ha perso in più di un’occasione partite contro squadre britanniche che, con arbitro e TMO non britannici e dunque non di parte, avrebbe vinto. Lo stesso dicasi per Fiji, Tonga, Samoa, Argentina, ecc. La stessa Francia deve spesso fare i conti con questa presa in giro. I bleus, però, sono fortissimi e, il più delle volte, riescono a supplire a certi giochetti arbitrali, ma per gli altri è molto più complicato. Nel rugby è molto facile alterare una partita anche con cose che possono apparire ai più non eclatanti: ad esempio, consentendo ad una squadra di difendere sempre in fuori gioco, invertendo le punizioni per falli in mischia ordinata, regalando punizioni che non esistono e che ti mettono in difficoltà estrema nei tuoi 22 oppure consentono all’avversario che hai messo alle corde, a ridosso della sua linea di meta, di spedirti indietro di 40 metri, ecc . Quando si gioca contro squadre britanniche con arbitraggio britannico (il 99% dei casi) accade regolarmente; lo dai per scontato, quasi fosse normale il favoritismo più sfacciato per la squadra britannica. Chi non ha mai giocato a rugby non è in grado di capirlo, ma io ho praticato a lungo questo sport e a me non la fanno.
    La cosa assurda è che solo nel rugby accade uno scempio del genere. Provate ad immaginare se una partita importante dei Mondiali di calcio, tipo Inghilterra – Germania, venisse arbitrata da un gallese…La federazione tedesca non direbbe nulla? Suvvia…Non prendiamoci in giro con la storiella (francamente ridicola) che tra le nazioni britanniche c’è rivalità e quindi va bene così.
    Sarebbe ora che questo palese e irritante meccanismo anti sportivo cessasse, ma ne dubito fortemente.

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