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Galles Italia 21 – 22, l’Italia torna al successo nel Sei nazioni dopo 7 anni

Una bella Italia limita gli errori e torna alla vittoria nel Torneo grazie ad una grande azione dell'italofrancese Capuozzo che serve a Padovani la meta decisiva.

L’Italia del rugby rialza la testa al Sei Nazioni e coglie una vittoria contro il Galles storica per almeno tre differenti motivi: arriva dopo 36 sconfitte consecutive e sette anni di delusioni (mai registrato nel Torneo un intervallo così lungo); è la seconda vittoria fuori casa per gli Azzurri in 22 anni di partecipazione (la prima contro la Scozia nel 2007); è la prima volta che battiamo il Galles in casa loro.

Solo questi semplici dati statistici servono a segnare il livello attuale del rugby italiano e non basterà certo questa vittoria a cambiare il giudizio complessivo, come ricordato in occasione di Italia Scozia.

Ma sarebbe ingiusto non celebrare degnamente una vittoria per 22 a 21 giunta allo scadere e al termine di una partita che l’Italia di coach Crowley ha ampiamente meritato di vincere ma rischiato anche di perdere per i soliti incomprensibili errori. E forse sarebbe andata anche questa volta in archivio come ennesima sconfitta se dal mazzo non fosse uscito il jolly, che ha il viso pulito e mediterraneo di Ange Capuozzo. L’estremo italo francese, autore di due mete al suo esordio contro la Scozia, a tempo praticamente scaduto raccoglie una palla a metà campo e risale con una velocità che sorprende la linea gallese. Evade sulla destra, rompe due placcaggi, si invola a meta. Prima dell’arrivo dell’estremo avversario scarica la palla a Padovani, che schiaccia in mezzo ai pali.

Per noi è l’apoteosi, per il Galles l’imbarazzo di una sconfitta che porta i campioni uscenti nel fango della bassa classifica. Il cucchiaio di legno è ancora nostro, ma evitiamo il white wash, e questa è la nota sicuramente più bella di questo torneo. Adesso ci auguriamo che tutto il movimento non si illuda di aver risolto i tanti problemi sul tappeto. Dimenticandosi, per esempio, che il nostro miglior giocatore (Capuozzo) è francese di nascita e formazione tecnica e che forse per questo non è naufragato negli errori complessivi dei nostri, come per esempio ha fatto Ioane, che non ci sembra quel crack che in molti si affannano a descrivere.

L’Italia, però, soprattutto in questa ultima partita, dimostra di essere sulla strada giusta nel trovare una propria identità. Ha placcato, soprattutto nei minuti finali, difendendo il punteggio anche quando sembrava ormai andato. La difesa ci sembra la chiave di questo gruppo di ragazzi, che Crowley ha selezionato pescando in tutte le parti del globo, mettendo da parte “accademici” e “franchigie”. A dimostrazione che quelle esperienze sono ormai archiviate. La strada imboccata, da questo punto di vista, ci sembra giusta. Nella speranza che in futuro i tanti capuozzo che giocano in Italia possano essere scoperti e valorizzati come è giusto che sia.

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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