Pivac deve riflettere seriamente sulle condizioni del suo Galles. Il 1° febbraio 2020, nel primo turno del Sei Nazioni 2020, aveva rifilato 42 punti a 0 all’Italia di Smith.

Ma allora il tecnico Galles si trovava una formazione che non aveva ancora capito di essere sul viale del tramonto, reduce anzi da un Mondiale come sempre da protagonista nel quale si era arresa al Sud Africa, poi vincitore della competizione, in semifinale per soli tre punti. Difronte aveva la prima Italia di Franco Smith, ancora alla ricerca del suo stile di gioco. Finì come detto.

A distanza di 10 mesi (ma sembra un’eternità con quello che è successo nel mondo) le due formazioni si ritrovano da sconfitte e deluse delle loro rispettive stagioni. Finisce 38 a 18. Per i ragazzi di Pivac distacco dimezzato ed anche l’onta di ritrovarsi, all’inizio del secondo tempo, dietro di due punti con il rischio serio di non riuscire più a uscire dal barile dopo aver grattato il fondo.

Poi gli dei del rugby hanno rimesso le cose a posto. Com’è ormai tradizione consolidata per la nostra Nazionale, gli Azzurri si spengono dopo un’ora. Ci piace ricordare una cosa che sanno tutti quelli che frequentano anche i più infimi e limacciosi campi di provincia: una partita di rugby inizia dopo un’ora. E l’Italia, da tempo ormai immemore, si dimentica sempre di scendere in campo.

Se gli amanti delle statistiche si divertissero a contare i punti realizzati e subiti nell’ultimo quarto di gioco dalla nostra Italrugby ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. E’ forse inutile, però, scomodare gli statistici, impegnati in questo periodo in calcoli matematici ben più complicati e utili alla comunità internazionale. Perché poi, guardando giocare gli azzurri in questa Autumn Nations Cup, le mani nei capelli viene da mettersele lo stesso.

Doveva essere la Giovane Italia del futuro. Non credete la narrazione di un abile sistema di comunicazione che fa sembrare rose anche i carciofi. La Giovane Italia è si giovane ma per quello che possiamo vedere sul campo non ha un grande futuro. Male tutti quelli che hanno fatto il loro esordio in questa sessione autunnale. In alcuni casi addirittura inguardabili.

Il dato statistico (ahinoi, sempre di mezzo loro) è che prendiamo una media di quattro mete a partita. Anche oggi contro il Galles siamo riusciti a non abbassarla. Di solito, da quando lo sport di squadra è diventato un sistema che vale per tutti gli sport, difendere è la fase più importante per costruire solidità e successi. Nel rugby difendere significa placcare.

Ci viene da ridere a pensare alle disquisizioni post partita di Smith dopo la Francia: “Abbiamo attuato un piano di gioco meno bene dei nostri avversari”. Chiacchiere. Quello che non si vede nell’Italia di Smith ma, bisogna dire anche in quella di O’Shea, è la voglia di difendere.. cioè placcare.

Su questo aggiungiamo la poca fantasia, cronica, della nostra mediana, che oggi è andata leggermente meglio con Varney. Bene anche Ioane, Meyer e Steyn. Sarà un caso che hanno tutti cognomi stranieri?

Bene anche Canna, che ha regalato una perla in occasione della prima meta di Zanon. Dimostra cosa vorrebbe dire avere un 10 vero. Invece Canna viene destinato a fare il centro, quando la tendenza del rugby moderno è quella di avere un 12 e un 13 fisicamente prestanti e veloci. Noi ci mettiamo uno che gioca bene come mediano di apertura. E a mediano di apertura mettiamo uno che sa solo calciare forte, ma neanche preciso.

Valli a capire questi italiani!

Jules Elysard

Llanelli, Parc-Y-Scarlets – sabato 5 dicembre
Autumn Nations Cup, Play-off 5° posto 
Galles v Italia 38-18
Marcatori: p.t. 6’ m. Hardy tr. Sheedy (7-0); 17’ m. Parry tr. Sheedy (14-0); 28’ cp. Garbisi (14-3); 32’ m. Zanon tr. Garbisi (14-10); 39’ cp. Garbisi (14-13); s.t. 6’ cp. Sheedy (17-13); 9’ m. Meyer (17-18); 17’ m. Davies G. tr. Sheedy (24-18); 30’ m. North tr. Sheedy (31-18) ; 36’ m. Tipuric tr. Sheedy (38-18)
Galles: Williams L. (18’ p.t. Lloyd, 18’ st. Holmes); Adams, North, Davies J., Rees-Zammit; Sheedy, Hardy (10’ st. Davies G.); Faletau, Tipuric, Botham (10’ st. Wainwright); Jones A.W. (22’ st. Dee), Rowlands (14’ Hill); Francis (28’ st. Brown), Parry, Smith (14’ st. Jones W.)
all. Pivac
Italia: Trulla; Sperandio (14’ st. Mori), Zanon (36’ st. Allan), Canna, Ioane*; Garbisi, Varney (30’ st. Palazzani); Steyn, Meyer, Mbandà (22’ st. Lamaro); Cannone N. (36’ st. Stoian), Lazzaroni; Zilocchi (30’ st. Ceccarelli), Bigi (cap, 22’ st. Ghiraldini), Fischetti (36’ st. Ferrari)
all. Smith

Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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