CiclismoGanna e Affini podio mondiale: questo è un paese per cronomen!

Ganna e Affini podio mondiale: questo è un paese per cronomen!

Mondiali di Zurigo 2024, la cronometro è appena finita. Filippo Ganna e Edoardo Affini, ai piedi del podio si abbracciano come due amici.. forse di più, come due fratelli. Gioie dolori incrociati.

Filippo Ganna: “Sono veramente contento per Edoardo. E’ il mio miglior amico nel gruppo e vederlo oggi accanto a me sul podio mi riempie il cuore di gioia. Abbiamo iniziato insieme questa avventura in maglia azzurra, ai Mondiali di Firenze nel 2011 e da allora i nostri destini si sono spesso incrociati, a volte separati. Due carriere in parallelo. Mi dispiace solo che mi deve sopportare come compagno di squadra…” Ma se c’è una cosa che rende felice il supercampione della cronometro italiana è proprio la vicinanza con Edoardo, il ‘gemello-non-tanto-diverso’ che oggi ha corso la sua crono migliore.

Edoardo Affini: “Se c’è una pecca in questa giornata che mi rende un po’ triste è il mancato titolo iridato per Filippo, per soli sei secondi. Posso capire come ci si sente. A me perdere con quel distacco darebbe veramente fastidio. Che sia capitato a Filippo per me lo è ancora di più..”

Si va bene, ma Edoardo questo bronzo ti fa felice? Ci guarda un attimo e si apre in un sorriso “Sono più felice di quando ho vinto il titolo europeo. Qui c’erano tutti – o quasi – e non avrei mai pensato di riuscire a salire sul podio. Avrei firmato per un posto tra i cinque. Sono uscito bene dalla Vuelta, dove ho sofferto tanto ma evidentemente questo mi ha permesso di trovare la condizione. Credo di aver fatto la crono migliore della mia vita.”

Torniamo da Filippo Ganna, ma allora questo Evenepoel è veramente imbattibile? “Ho perso di sei secondi ma se devo essere sincero non sapevo che fossi in recupero nella parte finale. Se penso che venti giorni fa dovevo decidere cosa fare, se salutare tutti per rivederci nel 2025, oppure rimettermi in discussione… Ho accettato di rimettermi in discussione. Ringrazio per questo Marco Velo, Dario Cioni e Marco Villa, che mi hanno convinto in questa cosa. Perché alla fine sono contento, della mia prestazione e di questo mondiale. Certo mi dispiace prendere atto che ancora una volta Remco ha vinto. E’ sicuramente il n. 1 in questo momento. Vedremo più in là cosa ci riserverà il futuro.”

Vogliamo ricordare a Filippo, e a tutti gli appassionati, che un anno fa, ai mondiali di Glasgow, Ganna perse da Evenepoel di 12″. Poco più di un mese fa, alle Olimpiadi, il distacco salì a 15″. Oggi è stato di una manciata di decimi sopra i 6″. Le distanze si assottigliano ma, soprattutto, non sono mai state molto ampie. Questo vuol dire che al mondo, nelle prove contro il tempo, ci sono solo loro due. Anche perché oggi a Zurigo c’erano quasi tutti. Mancava solo Pogacar, l’unico forse in grado di contrastarli. Indietro, molto indietro, i vari Tarling e Roglic, come anche gli specialisti svizzeri Kung e Bissegger. Avrebbe potuto rovinare il podio solo l’australiano Vine, terzo a tutti gli intertempi, ma una brutta caduta l’ha messo fuori gioco.

Cosa resta quindi di questa giornata storica per il ciclismo italiano (mai due azzurri erano saliti sul podio mondiale della cronometro)? Le parole del CT Marco Velo: “Due grandi campioni.. e dispiace che non potevo convocarne un terzo, perché anche Cattaneo avrebbe fatto bene. Lo aspettiamo alla staffetta di mercoledì…”. Non vinceremo le corse a tappe (per ora), ma siamo diventati sicuramente il paese dei cronomen.

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