Germania Argentina, quando la finale è una questione tra donne

Germania Argentina, quando la finale è una questione tra donne
Germania Argentina Kirckner Merkel

Cristina Kirchner e Angela Merkel, donne forti contro

Se dovessimo credere a Forbes, la rivista che ogni anno pubblica la lista delle 100 donne più potenti del mondo, la finale Fifa World Cup 2014 Germania Argentina non avrebbe storia. Angela Merkel è da tempo, ed indiscutibilmente, la donna che più conta nel mondo. La sua rigorosa politica monetaria colpisce non solo l’immaginario collettivo, ma le tasche di miliardi di persone e non lascia scampo a diverse economie. Il suo potere, grazie alla formidabile arma di “costrizione di massa” chiamata “euro” è totale: per chi ne fa parte e per chi ne è escluso.
Cristina Fernández de Kirchner, presidente dell’Argentina, da questo punto di vista, nulla può. Il suo 19° posto (ma magari ce l’avessimo noi una donna così!!) fotografa adeguatamente la situazione. In realtà, se esiste una vera antagonista sulla scena mondiale alla “ragazza dell’est”, nello stile e nei contenuti, quella è proprio la presidente dell’Argentina. Ma procediamo per ordine.
Angela Merkel diventa Cancelliere della Germania nel 2005 con il dichiarato compito di portare a termine la “colonizzazione” dell’Europa, sullo stile di quanto realizzato con l’unificazione della Germania. Prima in coabitazione con i socialdemocratici, poi con un governo di centro destra, la Cancelliera è la seconda donna europea a presiedere il G8 dopo la Thatcher alla quale, però assomiglia poco. La Merkel, infatti, è, seppur determinata, donna di mediazione. Figlia di un pastore luterano (che ha fatto parte della gioventù hitleriana) e di una mamma socialdemocratica, fin da piccola impara a tenere insieme le due anime profonde della Germania (anzi delle Germanie) della guerra fredda: la democristiana e la socialista.
Tra i suoi maggiori successi politici figurano l’Euro, com’è oggi inteso, e la caduta di Berlusconi, sbattuto fuori dal consesso dei big europei dopo che l’incauto miliardario si era lasciato andare ad apprezzamenti poco gentili nei confronti della “ragazza dell’est”. Dove non ha potuto Prodi, D’Alema e la rabberciata sinistra italiana è arrivata, nello spazio di un’estate, Angela, in cui l’educazione luterana e socialdemocratica dei genitori poco si conciliavano con il gesuitico e prosaico stile di vita dell’omino di Arcore.
E’ sempre stata un’appassionata di calcio, anche se ha dovuto subire “l’onta” della sconfitta in semifinale in casa, da parte degli azzurri nel mondiale 2006, un anno dopo la sua ascesa alla poltrona più importante della Germania.
Non manca mai agli appuntamenti che contano. Accanto a lei, nella tribuna d’onore del Maracana, siederà Cristina Elisabet Fernández de Kirchner, di un anno più grande (ma non si direbbe) con un passato da avvocato “da strada” e da first lady della Casa Rosada. Cristina è la vera Lady di ferro sudamericana, che ha raccolto nel suo paese l’eredità dell’icona per eccellenza Evita, con la quale, politicamente parlando, non ha nulla a che spartire. Diventa presidente dell’Argentina nel 2007, raccogliendo il testimone lasciato dal marito, e ne continua l’opera caratterizzata da una maggior attenzione per le fasce deboli della popolazione, impegnando il paese nella nazionalizzazione di diversi settori strategici, completando la smilitarizzazione dell’apparato burocratico e civile e regolando i conti, anche dal punto di vista giudiziario, con i generali protagonisti della dittatura.
Perché Angela e Cristina sono antitetiche? Perché dal punto di vista economico se c’è una cosa che spaventa Angela è la svalutazione e un debito pubblico eccessivo. Proprio quello che invece, in ormai 11 anni di governo (tra il suo mandato e quello del marito) Cristina non ha mai curato, impegnando il paese in investimenti che hanno allargato sempre più il debito dello Stato. Al punto che all’orizzonte si prospetta un nuovo default, che vedrebbe ancora una volta i risparmiatori internazionali restare con un pugno di mosche in mano. Un problema, questo, però, più del sistema economico internazionale che dell’Argentina, come ebbe a dimostrare il default del paese sudamericano nel 2001 e come sa bene anche Angela Merkel che, nonostante le parole, s’impegnò ad evitare che accedesse lo stesso con la Grecia.
Insomma a fianco si troveranno due grandi protagoniste dei giorni nostri, due donne diverse in tutto tranne che nella consapevolezza che attraverso le proprie scelte passa il destino non solo della Nazione che governano, ma di miliardi di persone.
Non so come la pensiate, ma il fatto che siano donne mi tranquillizza. A proposito, per quanto riguarda il calcio, azzardo in una previsione, vincerà l’Argentina ai rigori. Sarebbe il massimo del contrappasso.

AU

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