Ginnastica Ritmica: farfalle 3^ in Coppa del Mondo. Mondiali oscurati

 

Le farfalle azzurre sul podio di Pesaro (foto Sangalli)

Le farfalle azzurre sul podio di Pesaro (foto Sangalli)

Le splendide Farfalle della squadra Nazionale di Ginnastica Ritmica si sono aggiudicate, ieri, la medaglia di bronzo alle 10 clavette nell’ultima tappa stagionale delle World Cup Series, a San Pietroburgo, con il punteggio di 17.383. Davanti al loro, sul podio, sono salite le rivali di sempre, la Russia, oro con 18.333, e la Bielorussia, seconda a quota 17.583. Quella sulle rive del Baltico era l’ultima verifica ufficiale prima dei Campionati del Mondo, in programma a Kiev dal 28 agosto all’1 settembre.
Per la rassegna iridata la Direttrice Tecnica Nazionale Marina Piazza ha convocato le individualiste Veronica Bertolini (S. Giorgio 79 Desio) e Alessia Russo (Armonia d’Abruzzo Chieti). Quest’ultima sarà allenata come sempre da Germana Germani, mentre la prima, visto l’impegno della sua tecnica, Elena Aliprandi, in giuria con Isabella Zunino Reggio, sarà seguita per l’occasione da Francesca Frassinelli. Non ce la fa, dunque, l’altra teatina Federica Febbo che a causa di una contrattura accusata in allenamento al rientro dalle Universiadi di Kazan si è dovuta fermare 20 giorni, perdendo così il terno iridato.
Giovedì 29 agosto, poi, spiccheranno il volo per l’Ucraina anche le Farfalle della squadra – Camilla Bini e Valeria Schiavi (Aurora Fano), Chiara Ianni (Armonia d’Abruzzo Chieti) Camilla Patriarca (S. Giorgio 79 Desio), Andreea Stefanescu e la capitana Marta Pagnini, entrambe dell’Aeronautica Militare.
Quando mancano pochi giorni al via della rassegna iridata, si apre la questione della trasmissione delle gare. Rai Sport e la Federazione Internazionale, infatti, non hanno trovato l’accordo economico e così gli appassionati dei piccoli attrezzi non potranno seguire le campionesse di Emanuela Maccarani, impegnate in Ucraina, tra dieci giorni, a difendere non uno, ma tre titoli iridati consecutivi (Miè 2009, Mosca 2010 e Montpellier 2011). L’offerta dell’emittente pubblica, va detto, è stata l’unica; troppo bassa per Losanna. Risultato: l’Italia vincente della Ritmica, quella che di questi tempi, lo scorso anno, veniva acclamata sul podio di Londra, finisce nel dimenticatoio, oscurata dai semivuoti palinsesti estivi, per la prima volta dopo vent’anni. “Non possiamo prendercela con nessuno – commenta amareggiato il Presidente FGI Riccardo Agabio, completamente estraneo ed inerme di fronte ad una negoziazione che coinvolge la Federazione Italiana solo per i suoi effetti nefasti –. Abbiamo atteso, compreso. Il mercato ha le sue regole e se la domanda non incontra l’offerta, che cosa possiamo fare? A rimetterci però sono sempre i più deboli, le atlete che portano in alto il nome del nostro Paese nel Mondo e i tanti, tantissimi appassionati e praticanti della Ginnastica, che pagano il canone esattamente quanto quelli degli altri sport. Il 24 luglio abbiamo presentato il nostro mondiale al Salone d’Onore del Coni, in diretta RAI, insieme alla Scherma e all’Atletica Leggera, i cui Campionati del Mondo, giustamente, hanno avuto una copertura da grande evento, con mezzi e inviati sul posto. Con noi non è stato possibile nemmeno comprare il segnale e trasmetterlo con un commento da Saxa Rubra. E lo abbiamo scoperto all’ultimo, quasi accidentalmente”.
Crisi, spending review, quadratura dei bilanci, va bene tutto, ma è il senso della misura e la logica che mancano. In ballo, infatti, non c’è soltanto il Mondiale di Ritmica, dove, comunque, la Pagnini e compagne – donne, atlete meravigliose, al pari di Federica Pellegrini, delle ragazze della squadra di Fioretto e di Valeria Straneo – potrebbero regalarci nuove esaltanti emozioni, bensì tutte le rassegne iridate della Ginnastica dell’intero ciclo 2013/2016, quello che porta a Rio de Janeiro. Niente TV, dunque, anche per i Campionati del Mondo di Artistica, maschile e femminile, e di Trampolino Elastico. Sezioni olimpiche, che, allo stato attuale, senza un ripensamento, rivedremo sulla RAI, tra tre anni, ai Giochi Estivi appena riacquistati da Sky. E poco importa che il CIO, pochi mesi fa, abbia promosso la Ginnastica nel gruppo A degli sport olimpici, con Nuoto e Atletica, proprio in virtù degli indici di ascolto. Un dato che ha trovato conferma anche in Italia in occasione della tappa di Pesaro di World Cup, l’aprile scorso, quando la diretta di Rai Sport ha visto quasi raddoppiare il proprio share nella fascia oraria di riferimento. “Ho scritto una lettera al Presidente mondiale Bruno Grandi – ha aggiunto il numero uno della Ginnastica azzurra – esprimendogli il mio rammarico per la situazione, mentre non siamo riusciti a parlare con il nuovo Direttore di Rai Sport, Mauro Mazza. Al primo ho fatto presente che l’esigenza di promozione di uno sport come il nostro dovrebbe essere superiore ad una mera logica di cassa, al secondo avrei voluto chiedere se, a suo parere, il servizio pubblico sportivo è equamente distribuito, oppure, con il suo arrivo si possa sperare in una spalmatura giornalistica più razionale. Che accontenti tutti e non escluda nessuno”.
La situazione è davvero paradossale se si pensa a quanto la Ginnastica sia telegenica e agli ascolti che ha sempre registrato. Lo ha intuito MTV Italia, nel 2011, investendo nell’Artistica e ricomprando dalla RAI i diritti delle gare nazionali cedute dalla FGI. Il format di “Ginnaste-vite parallele” ha avuto e continua ad avere uno straordinario seguito, è imitato ed apprezzato dalla critica, e lo scorso giugno è arrivato a vincere il premio Best Show, proprio agli MTV Awards. I suoi protagonisti, ginnasti e ginnaste della Nazionale di Artistica, sono al centro di una docu-fiction dove si racconta la loro vita fuori e dentro della pedana. E adesso non li potremo più seguire al culmine della loro attività, all’acme del confronto agonistico, su una trave o sugli anelli, oppure su un podio mentre, magari, risuona l’inno di Mameli. “Non ha senso – conclude il prof. Agabio –. Vinciamo un premio televisivo con un reality e non riusciamo ad andare in TV con una competizioni vera. Di questo passo dello sport resterà solo la sua rappresentazione. Noi lottiamo con grandi sacrifici per creare nuovi spazi di visibilità su network privati, proprio per dimostrare che la Ginnastica in TV funziona, eccome! E l’Azienda di Stato, ci volta le spalle, rinunciando completamente al diritto di cronaca dei grandi eventi ginnici, proprio mentre si riappropria dei diritti dei Giochi Olimpici di cui la Ginnastica è indiscussa protagonista. Anche la Federazione Internazionale, dal canto suo, dovrebbe riflettere: se non mostra il suo prodotto come può pretendere che in futuro qualcuno lo acquisti?
Su questa polemica (e che abbiamo riproposto per intero, così come inviata dall’ufficio stampa della FGI), bisogna anche dire che non tutto pende a favore della Ginnastica e contro la RAI. Il primo dubbio riguarda il fatto che nessun paese, da quello che si evince, ha presentato una proposta di acquisto. Insomma, per quanto ci si sforzi di dimostrare il contrario, la ginnastica (artistica o ritmica) non tira. Altrimenti ci sarebbe stata la fila per l’acquisizione dei diritti. Invece nulla, solo la RAI ha presentato una proposta, anche se bassa. Da biasimare anche l’atteggiamento della Federazione internazionale, che non ha concesso la vendita dei diritti per un prezzo che considera basso ma che evidentemente, vista i pochi pretendenti, non è. La legge della domanda e dell’offerta, citata dal presidente Agabio, dice proprio che il prezzo aumenta in base alla richiesta. Se la richiesta è bassa, naturale che anche il prezzo sia tale.
La verità è che ogni sport pensa di essere il centro del mondo, meritevole delle maggiori cure e attenzioni. La Ginnastica delle Farfalle (la Ritmica) forse paga la poca competitività: è un dato di fatto che sono sempre le stesse nazioni a contendersi lo scettro e in Italia questo sport, per quanto apprezzato, non ha mai sfondato. “Vite parallele” è anche una metafora di questo sport: giovane, quasi adolescenziale e femminile, più adatto a MTV che a Rai Sport. La rappresentazione supera la verità e forse quanto detto un giorno dalla Ferrari ha un senso: “ballerine mancate” più che sportive…

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