
DIARIO DEI GIOCHI | Taranto 2026, terza giornata
La medaglia numero 2.500 dell’Italia ai Giochi del Mediterraneo è arrivata poco dopo le undici di lunedì e porta la firma del ciclismo. Rachele Barbieri ha vinto in volata la prova in linea femminile, davanti a Martina Fidanza e a Barbara Guarischi. Un podio interamente azzurro, che nel ciclismo mancava dal 1991.
Il conto tiene. Alla vigilia di Taranto 2026 l’Italia era ferma a 2.462 medaglie raccolte nelle diciannove edizioni precedenti. Ne ha aggiunte 13 il primo giorno, 22 il secondo, le ultime tre nella prima gara del terzo. Nessun’altra nazione si avvicina: la Francia, seconda nel medagliere di sempre, deve ancora superare quota 2.000, la Turchia sta per raggiungere 1.000. La prima medaglia azzurra risale ad Alessandria d’Egitto, 1951, e da allora l’Italia è salita sul podio in tutte e venti le edizioni.
Il lavoro di Cecchini e la rivincita dopo le crono
Dietro il risultato del mattino c’è una scelta di squadra. «Ringrazio in particolare Elena Cecchini perché probabilmente sarà la sua ultima gara in maglia azzurra», ha detto il presidente della Federciclismo Cordiano Dagnoni. «Avrebbe potuto pretendere di giocarsi le proprie chance. Invece si è messa a disposizione delle compagne.»
Dagnoni riporta anche l’origine della giornata alle cronometro di sabato, chiuse senza medaglie. Cecchini aveva perso il bronzo per due secondi, gli uomini per nove. «Potrebbe essere stata proprio questa la chiave di volta», ha spiegato. «Uno stimolo in più per cercare una rivincita.»
La stessa Barbieri ha dedicato l’oro alla compagna: «Peccato che il podio sia composto da tre gradini, perché oggi si meritava una medaglia anche Elena Cecchini per il lavoro che ha fatto». Guarischi, terza a Taranto, quattro anni fa a Orano aveva vinto la stessa gara.
Dati sul lungomare, l’Italia sale a quindici ori
Il pomeriggio ha replicato lo schema. Sui 133 chilometri della prova maschile Tommaso Dati ha regolato in volata il portoghese Tiago Gomes Antunes, già vincitore della cronometro, mentre Federico Iacomoni ha chiuso terzo dopo aver lanciato il compagno negli ultimi metri. La corsa si era selezionata sulle salite della Valle d’Itria, con i tre a guadagnare sul gruppo. Con l’oro di Dati l’Italia è arrivata a quindici titoli nel medagliere di Taranto 2026.
Dalle bocce sono arrivati altri due bronzi azzurri, entrambi nella lyonnaise progressiva, con Diego Verganti e Gaia Gamba. «Siamo arrivati fino all’ultimo tiro per contenderci la medaglia», ha raccontato Verganti, «e solo dopo una lunga discussione siamo finiti entrambi sul bronzo.» Gamba ha ammesso di non aspettarselo: «Non è il livello a cui sono abituata, ma la medaglia l’ho portata a casa.»
Alle 18 lo Stadio del Nuoto Torre d’Ayala ha aperto la terza sessione di finali, con 21 medaglie in palio fra 800 stile libero donne, 50 rana, 400 misti e 100 stile libero. In vasca Alberto Razzetti, già oro nei 100 farfalla, Lisa Angiolini, Gabriele Mancini, Antonietta Cesarano e la pugliese Chiara Tarantino.
Una racchetta per Papa Leone XIV
Fuori dai campi di gara, la slovena Tina Lah Hergold, ex numero 157 della classifica Wta e ora impegnata nel torneo di padel, ha autografato una racchetta destinata a Papa Leone XIV. Il dono viaggerà da Taranto a Roma grazie agli atleti di Athletica Vaticana.
Il caldo ha suggerito rimedi artigianali: il macedone Stefan Petrovski si è presentato al via della corsa maschile infilando cubetti di ghiaccio sotto la maglia, come documentato dal Comitato olimpico del suo Paese.
Le gare su strada hanno portato la provincia in televisione per oltre cinque ore consecutive. «Un’opportunità unica per far conoscere a un grande pubblico la bellezza della nostra terra», ha detto il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano, che lega ai Giochi un piano di manutenzione delle strade provinciali e una scommessa sul cicloturismo.
Martedì il programma si sposta al Palazzetto Wojtyla di Martina Franca, dove la lotta libera assegna le ultime sei medaglie femminili: nei -68 kg l’italiana Laura Godino affronta la turca Nesrin Bas, argento mondiale nel 2025. A Montemesola le bocce mettono in palio 28 medaglie dalle 8.30 alle 20.30.

