Giochi Europei Baku 2015: ci saranno anche scacchi e karatè

Giochi Europei Baku 2015: ci saranno anche scacchi e karatè

Gli scacchi ai Giochi Europei 2015Una delle maggiori novità sportive del 2015 saranno i Giochi Europei, istituiti a dicembre del 2012 nella sessione dei Comitati Olimpici Europei che si svolse a Roma e che si celebreranno per la prima volta. Sede di quelle che si apprestano a diventare, almeno nelle intenzioni degli ideatori, le Olimpiadi continentali (?) sarà Baku, in Azerbaigian.
La notizia delle ultime ore è che i Comitati Olimpici organizzatori dell’evento hanno deciso di includere nel programma anche 2 discipline non olimpiche: karate e scacchi.
Del karate abbiamo detto ampiamente in occasione della definizione del programma delle Olimpiadi 2020. C’è poco da aggiungere se non che la stessa disciplina si toglie una piccola, parziale soddisfazione, dopo la bocciatura di Buenos Aires e quella, di pochi giorni fa, dei Youth Olimpic Games, che hanno preferito inserire le non olimpiche Arrampicata, Skate e Kung Fu. Desta più di una perplessità l’inserimento nel programma dei Giochi Europei degli scacchi, che hanno difficoltà a farsi accreditare come sport in molte parti del mondo e che possono vantare un seguito tale da fare a meno delle Olimpiadi (che inoltre hanno già).
Appare, in realtà, più un omaggio al paese ospitante che ha puntato decisamente su questa disciplina per lo sviluppo sportivo e culturale della propria gioventù, come altri paesi caucasici (vedi articolo).
In realtà questi Giochi Europei partono con il piede sbagliato. Non certo per aver cooptato gli scacchi nel programma, ma per una serie di incongruenze che non ci spieghiamo. Prima di tutto ci appare veramente una forzatura considerare l’Azerbaigian un paese europeo. Poi perché crediamo che il proliferare di eventi sportivi transnazionali e multidisciplinari rischia di banalizzare quelli storicamente più collaudati (per esempio, i Giochi del Mediterraneo), fino ad intaccare anche l’unicità delle Olimpiadi. Inoltre in questo modo si crea un eccessivo carico per gli atleti, Comitati Olimpici e Federazioni al punto da realizzare una forzata selezione tra i paesi in cui lo sport è professionistico e quelli che invece ancora vivono di dilettantismo. Insomma il rischio è che a lungo andare saranno sempre le stesse nazioni a salire sul podio, in manifestazioni che di universale o internazionale avranno solo il nome.
AU

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