
Milano, 24 agosto 2025 – La spedizione italiana ai Giochi Mondiali Trapiantati 2025 a Dresda si chiude con un risultato senza precedenti: 60 medaglie complessive, di cui 27 d’oro, 18 d’argento e 15 di bronzo. Numeri che certificano una crescita straordinaria rispetto all’edizione di Perth 2023, quando gli ori furono 24 e i podi totali 49.
“Questi giochi – ha commentato il presidente di ANED, promotore della Nazionale Italiana, Giuseppe Vanacore – sono stati non solo un trionfo di risultati, ma anche un’occasione per celebrare l’amicizia e la competizione leale tra atleti di tutto il mondo. È un evento che ribadisce il valore universale della donazione e del trapianto e che vede una partecipazione sempre più ampia. La nostra squadra è passata in due anni da 34 a 58 atleti, e il nostro obiettivo è continuare a crescere, offrendo nuove possibilità di riscatto e gioia a chi, grazie al trapianto, è tornato a una vita piena e vitale”.
L’ultima giornata
L’epilogo di Dresda ha regalato altri sette podi, ancora una volta nell’atletica leggera. Protagonisti Roberto Esposito, Samantha Ciurluini, Stefano Selva, Roberto Cantoni, Angelo Panio e Guido Zavattini, capaci di imporsi in discipline che spaziano dallo sprint ai salti, dai lanci alla marcia.
Esposito ha messo in bacheca il terzo oro personale, trionfando nel salto in lungo (categoria donatori). Oro anche per Ciurluini, vincitrice nel lancio della palla (categoria 40-49), che aggiunge così un secondo titolo e un argento al proprio bottino.
Giornata da ricordare per Roberto Cantoni, trapiantato di rene dal 1992 e per la prima volta sul podio in questa edizione: argento nel salto in alto (70-79) e bronzo nel lungo. Storia di dedizione anche quella di Stefano Selva, oro nel tiro con l’arco e argento nella marcia 5 km (50-59).
Nella stessa prova, Angelo Panio ha colto il bronzo tra i 60-69, confermandosi tra i veterani più competitivi: il lucano, trapiantato due volte di rene, era stato l’ultimo oro azzurro a Perth 2023. Infine, emozioni anche dalla velocità: Guido Zavattini, emiliano, ha conquistato il bronzo nei 200 metri piani (60-69).
Un bilancio che va oltre i numeri
Gli azzurri tornano dalla Sassonia con un medagliere ricco come mai prima, ma soprattutto con un messaggio che va oltre lo sport: il trapianto non è soltanto una rinascita, ma l’opportunità di vivere e competere al massimo delle proprie possibilità.
