
Il 3 dicembre si celebra la Giornata Mondiale della Disabilità, un appuntamento che invita a riflettere sul diritto all’inclusione in ogni ambito della vita sociale, a partire dallo sport. L’Italia, nonostante una crescente sensibilità sul tema, continua però a fare i conti con limiti strutturali profondi: secondo l’ultimo Rapporto Osservatorio Valore Sport 2025, oltre il 20% degli impianti sportivi non è accessibile alle persone con disabilità. Su circa 77.000 strutture censite, quasi la metà risale agli anni Settanta e Ottanta, con barriere architettoniche diffuse che rendono complesso – se non impossibile – l’accesso alla pratica anche più semplice.
Questi numeri si inseriscono in una domanda in costante aumento: l’ISTAT registra per l’anno scolastico 2023-2024 quasi 360.000 studenti con disabilità, pari al 4,5% del totale, crescendo del 26% negli ultimi cinque anni. Nonostante l’aumento dei docenti specializzati, più di uno studente su due cambia insegnante di sostegno ogni anno. Anche nella pratica sportiva i dati mostrano uno scarto evidente tra teoria e realtà: sono 21,5 milioni le persone che dichiarano di fare sport, ma l’esperienza quotidiana di chi convive con una disabilità racconta una partecipazione molto meno equa.
In questo quadro complesso, a Monza esiste una realtà che prova da anni a dimostrare che l’inclusione può essere concreta e quotidiana. Il No Limits Team, squadra di pallavolo iscritta a Special Olympics, è nato nel 2017 grazie alla collaborazione tra l’Associazione Silvia Tremolada e il Vero Volley. È un progetto che mette al centro il valore sociale, fisico ed emotivo dello sport per persone con disabilità intellettive, offrendo un contesto dove allenarsi, conoscersi, crescere e sentirsi parte essenziale di una squadra. “Dobbiamo lavorare affinché la parola inclusione significhi davvero un’autentica mescolanza di persone che hanno opportunità diverse dalla vita”, ricorda Massimo Tadini, direttore responsabile del No Limits Team.
La squadra conta oggi circa cinquanta iscritti, tra atleti e partner provenienti dal volontariato o dalle scuole, che condividono gli spazi dell’Opiquad Arena con le campionesse del Vero Volley come Paola Egonu e Anna Danesi. Si gioca una pallavolo reale, sei contro sei, ma con regole studiate per garantire equilibrio, crescita tecnica e partecipazione attiva. Ogni azione deve prevedere almeno un tocco di un atleta e non è possibile effettuare più di tre servizi consecutivi, così da favorire il coinvolgimento di tutti. È una metodologia che trasforma l’allenamento in uno spazio dove la reciprocità diventa competenza sportiva ed esperienza emotiva.
“L’elemento più prezioso del lavoro con i No Limits è il valore umano che viviamo ogni giorno insieme ai ragazzi”, racconta Alessandra Marzari, presidente di Vero Volley. “Non offriamo solo un’attività sportiva, ma un ambiente accogliente in cui ogni persona può sentirsi parte integrante di un progetto condiviso. Capire cosa significhi attendere quel momento di sport, per i ragazzi e per le loro famiglie, è possibile solo vivendolo”.
Il No Limits Team è oggi una delle realtà più attive sul territorio lombardo: partecipa agli Incontri Regionali Ricreativi di Special Olympics, sfidando sette squadre della regione, e prende parte a eventi cittadini e intercomunali che garantiscono continuità agonistica durante tutto l’anno. Tra le sue atlete spicca Sonia Ciboldi, selezionata per rappresentare l’Italia alla prima World Cup di pallavolo Special Olympics disputata a Katowice, dove ha conquistato il sesto posto.
“L’esempio di Sonia testimonia quanto questo progetto possa davvero cambiare la vita delle persone”, conclude Tadini. “Ma se vogliamo parlare di vera inclusione, dobbiamo smettere di pensare a due mondi separati che si incontrano solo per convenzione. Inclusione significa mescolanza autentica, significa che ognuno serve all’altro per raggiungere uno scopo comune: fare punto, vincere le partite, attraversare emozioni, paure e sensazioni che appartengono a tutti”.
In un Paese in cui troppe persone trovano ancora una porta chiusa davanti a un impianto sportivo, il No Limits Team dimostra che l’inclusione non è uno slogan ma una scelta quotidiana. Una scelta che, in questa Giornata Mondiale della Disabilità, appare più urgente che mai.
