Alimentazione e Sport: i consigli della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione

In occasione della Giornata Internazionale dello Sport, la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione ha ricordato alcune semplici regole della corretta alimentazione per gli sportivi.

Alimentazione e Sport: i consigli della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione

In occasione della Giornata Internazionale dello Sport, la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, nelle persone del Presidente Prof. Andrea Ghiselli, Dirigente di Ricerca del CREA-NUT, e della Prof.ssa Silvia Migliaccio Segretario nazionale della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e docente dell’Università “Foro Italico” di Roma, ha ricordato alcune indicazioni ed una serie di suggerimenti sulle buone pratiche da adottare prima e dopo gli allenamenti.

Adottare un regime alimentare vario – “La dieta dello sportivo deve garantire un apporto adeguato di acqua, fibre, sali minerali, vitamine e proteine. Queste ultime, in particolare, costituiscono la base della struttura dei muscoli, del tessuto connettivo, degli enzimi e degli ormoni e sotto sforzo possono funzionare anche come fonte energetica”, dichiara Silvia Migliaccio. “Da questo punto di vista il pesce, sia fresco che conservato, rappresenta un’ottima scelta  poiché è ricco di proteine nobili, acidi grassi omega 3 e micronutrienti importanti per la salute e il corretto funzionamento dell’organismo, come lo iodio e la vitamina B12”.

Dieta completa e leggera allo stesso tempo – Assicurarsi calorie sufficienti a coprire il dispendio energetico dovuto all’attività fisica è doveroso per chi si allena, tuttavia è bene assicurarsi un’alimentazione basata su alimenti leggeri, per non interferire con l’allenamento. Una porzione di pesce in scatola presenta gli stessi valori nutrizionali della materia prima fresca e ha un apporto calorico contenuto che, a seconda del tipo e del formato di prodotto in commercio (es. tonno, salmone o sgombro) e dellindividuo (uomo o donna e sportivo dilettante o atleta professionista), può variare tra il 5 e il 19% circa dellenergia giornaliera, commenta il Prof Andrea Ghiselli.

Quando e come mangiare – È bene adeguare i pasti agli impegni sportivi della giornata: potrebbe essere un buon metodo, ad esempio, suddividere la “giornata” in cinque pasti. In questo modo, non si rischia di sovraccaricare l’apparato digerente e si fornisce all’organismo un adeguato apporto di energia durante tutta la giornata e nel corso delle prestazioni sportive. Mai, inoltre, praticare sport subito dopo aver mangiato: devono trascorrere circa 3 ore da un pasto completo, che si riducono a due se il pasto è composto da una sola portata. Un’ora prima dell’allenamento, poi, è consigliabile assicurarsi una riserva di energia facendo uno spuntino. “Se si ha l’abitudine di svolgere attività sportiva dopo il lavoro, nel tardo pomeriggio o in serata, l’ideale è pranzare con cibi facilmente digeribili. In questo, il pesce è un esempio perfetto, per via del suo scarso contenuto di tessuto connettivo che determina un’elevata digeribilità, un’estrema masticabilità del prodotto e un più facile attacco da parte dei succhi gastrici”, sottolinea il Prof Ghiselli.

E se ci si allena al mattino? In questo caso, il consiglio è di scegliere una colazione leggera, che non impieghi troppo tempo ed energie per essere assimilato, e – perché no? – anche salata se si preferisce al dolce. Il salmone in questo caso può rappresentare una buona alternativa, secondo Silvia Migliaccio: “Sotto il profilo nutrizionale, il salmone in scatola permette il raggiungimento delle razioni raccomandate di proteine, di alcuni  minerali, di vitamina B12 e acidi grassi essenziali e potrebbe essere consumato ogni 2-3 giorni.”. Proprio prima di ogni allenamento. Naturalmente queste indicazioni generali dovranno essere adattate in maniera individuale sulla base dell’impegno sportivo che si vuole intraprendere durante la settimana.

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