Il 27 gennaio del 1945 la 60° armata dell’esercito sovietico entrò nel campo di concentramento di Auschwitz rendendo chiaro al mondo quello che un po’ tutto il mondo già sapeva: l’Olocausto. Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria: ricordare per non dimenticare. Per questo motivo, ogni anno, Sport24h racconta una storia di sportivi che hanno conosciuto l’inferno dei campi di sterminio.
Quella che segue è la traduzione della pagina dello Yad Vashem, (l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah) dedicata alla formidabile squadra di ginnastica artistica olandese, vincitrice della prima medaglia d’oro olimpica della specialità nel 1928.
“Nel 1928, i Paesi Bassi ospitarono i Giochi olimpici ad Amsterdam. Fu la prima volta che le donne gareggiarono nel campo della ginnastica. Cinque donne nella squadra olimpica olandese di ginnastica erano ebree: Helena-Lea Nordheim, Ans Polak, Estella-Stella Agsteribbe, Judikje-Judik Simons ed Elka de Levie. Anche l’allenatore della squadra, Gerrit Kleerekoper, era ebreo. La squadra vinse l’oro e le ragazze divennero eroine nazionali.
Un ritaglio di giornale di allora racconta l’entusiasmo per quella impresa storica: “Tutto è stato curato nei minimi dettagli. Bel materiale di allenamento, non troppo pesante, composto in modo logico, eseguito in modo ordinato. Ordine e leadership meravigliosi, in una parola sublime. … Anche la giuria era entusiasta e ha assegnato un punteggio totale di 316,75 punti, lasciando le altre squadre molto indietro. Con il loro meritato successo le ginnaste sono state le prime campionesse olimpiche nei Paesi Bassi. Alle cinque e un quarto, la bandiera olandese sventolava sopra lo Stadio Olimpico e l’inno nazionale risuonava nell’area centrale. Tuttavia, gli applausi si sono alzati quando S.A.R. il Principe Hendrik si è fatto avanti e ha stretto la mano a ciascuna delle partecipanti. …e poi loro, le nostre donne, a cui dobbiamo la prima vittoria, sono scomparse sotto la tribuna nei loro spogliatoi.”
Nel maggio 1940, i tedeschi occuparono i Paesi Bassi. Leah, Estella ed Elka si allenavano presso il club sportivo “Bato” di Amsterdam, fondato nel 1902 e uno dei più grandi club sportivi ebraici della città. Nel settembre 1941, i tedeschi proibirono agli ebrei tutte le attività sportive, ma anche dopo la chiusura del club, gli ebrei continuarono ad allenarsi e fare esercizio fisico illegalmente fino al 1942. Dall’estate del 1942, gli ebrei olandesi furono deportati a est con la scusa di essere mandati nei campi di lavoro. Tra i deportati c’erano anche quattro componenti della squadra e il loro allenatore. Tutte avevano circa trent’anni, erano sposate e avevano figli.
Judik Simons aveva sposato Bernard Solomon Themans nel 1935, ed ebbe due figli, Sonja (nel 1937) e Leon (nel 1940). Vivevano a Utrecht, dove gestivano l’orfanotrofio della comunità ebraica. Durante il periodo della guerra, si trasferirono ad Amsterdam insieme ai bambini. Sebbene fossero stati avvertiti che stavano per essere arrestati, rimasero all’orfanotrofio, sapendo che non potevano abbandonare i bambini. All’inizio di febbraio 1943, furono arrestati e incarcerati nel campo di smistamento di Westerbork nei Paesi Bassi, lo stesso che ospitò, prima della deportazione verso i campi di sterminio, Anna Frank e Arpad Weisz, solo per citare due delle figure più note. Il 17 marzo 1943, un treno di deportazione lasciò Westerbork e arrivò al campo di sterminio di Sobibor tre giorni dopo. Tra i deportati c’erano Judik, suo marito Bernard e i loro figli Sonja e Leon oltre a tutti i bambini e il personale dell’orfanotrofio. Di quel treno sopravvisse solo una persona. Dei 34.000 ebrei deportati dai Paesi Bassi a Sobibor durante la primavera del 1943, solo 19 tornarono a casa.
Helena Nordheim aveva sposato Abraham Kloot e Rebecca nacque nel 1933. Lea e Abraham erano entrambi parrucchieri. Nel 1943, furono arrestati e mandati a Westerbork. Il 29 giugno 1943 furono deportati a Sobibor insieme a Gerrit Kleerekoper, sua moglie Kaatje e la loro figlia di 14 anni Elizabeth. Non tornò nessuno.
Anna-Ans Polak si era sposata con un sarto, Barend Dresden, e nel 1937 aveva dato alla luce Eva. Morirono nel luglio del 1943 a Sobibor
Estella Agsteribbe sposò Shmuel Blits, che si allenava con lei al club sportivo “Bato” di Amsterdam. Shmuel si guadagnava da vivere tagliando diamanti. Verso la fine di luglio del 1943, furono arrestati ad Amsterdam e incarcerati a Vught. Circa cinque settimane dopo furono trasferiti a Westerbork. Il 14 settembre 1943 un treno li portò ad Auschwitz. Tra i deportati c’erano Estella, Shmuel e la loro figlia di sei anni Nanny e il loro figlio di due anni Alfred. Estella e i bambini furono subito uccisi. Shmuel superò la selezione, ma fu assassinato nell’aprile del 1944. È sopravvissuto un raro filmato, che mostra Estella mentre esegue una routine sulle parallele durante una competizione che ebbe luogo ad Amsterdam nel 1932.
Elka de Levie riuscì a sfuggire al tragico destino dei suoi compagni di squadra ebrei e sopravvisse nei Paesi Bassi. Morì ad Amsterdam nel 1979.”
