
Giovanni Placci ha chiuso settimo la finale di Coppa del Mondo Lead a Koper, in Slovenia. È arrivato alla presa 22+ sulla via del Plus Climbing. In semifinale Placci aveva toccato la 33+ e chiuso quarto, alle spalle di Filip Schenk (38+), del coreano Dohyun Lee e del giapponese Neo Suzuki. La finale ha poi rimescolato tutto: oro proprio a Suzuki, argento al connazionale Satone Yoshida, bronzo all’indonesiano Putra Tri Ramadani. Schenk ha chiuso quinto, Placci settimo. Due azzurri nella stessa finale di Coppa non si vedevano da anni.
A Laval, il 30 agosto, il faentino era salito fino alla presa 36. Davanti a lui solo Alberto Ginés López, campione olimpico a Tokyo, fermatosi alla 40+. Dietro, il francese Sam Avezou e Adam Ondra. Battere Ondra in una finale continentale è il tipo di riga che in Italia, nella lead, non aveva scritto nessuno.
Da Faenza ad Arco
Giovanni è classe 2001 ed è cresciuto nelle giovanili della Carchidio-Strocchi di Faenza terra tradizionalmente bacino di campioni della Speed. Veste la maglia azzurra dal 2018 e per crescere ancora si è trasferito ad Arco, dove sta il Centro Tecnico Federale e dove si allena chi vuole vivere di questo sport. In bacheca ha il titolo italiano boulder del 2021 e due tricolori lead, 2024 e 2026, con l’argento del 2025 in mezzo. Ai Mondiali dell’anno scorso ha chiuso ottavo. Quando ha vinto il primo titolo italiano lead, nel 2024, era tesserato per un club, la Orobia Climbing, e correva contro avversari che avevano alle spalle Fiamme Oro ed Esercito. Il gruppo sportivo è arrivato dopo. Adesso è nella polizia anche lui.
Nel ranking mondiale della specialità occupa l’undicesima posizione, con tre semifinali e due finali nelle cinque tappe disputate: ottavo a Innsbruck, decimo a Chamonix, settimo a Koper. Schenk è nono. Sono le due migliori posizioni italiane nella lead maschile da quando esiste il circuito nella forma attuale, e arrivano nella disciplina che assegnerà medaglie a Los Angeles 2028. A Koper c’era anche Ernesto Placci, fratello minore di Giovanni, uscito in qualifica al trentesimo posto. Agli Europei si era fermato diciassettesimo. Corre ancora per la Carchidio-Strocchi, il club dove ha imparato pure Giovanni.

