Giro 2013: la crono di Saltara lancia il Nibali che non tutti si aspettavano

Giro 2013: la crono di Saltara lancia il Nibali che non tutti si aspettavano
Wiggins e Nibali tagliano il traguardo della prima tappa del Giro del Trentino 2013 (foto Mosna)

Wiggins e Nibali tagliano il traguardo della prima tappa del Giro del Trentino 2013 (foto Mosna)

Per i commentatori che fondano i propri giudizi sui luoghi comuni (vedi “Processo alla tappa”), la prima settimana di Giro 2013 doveva essere a favore di Bradley Wiggins con l’apoteosi della cronometro di Saltara, che avrebbe dovuto addirittura regalare la rosa al ciclista mods. Avevamo invece, tra i pochi, indicato Nibali come il possibile protagonista di questo inizio di Giro: perché il più in forma e perché attendere che il destino si compia è il peggior modo per perdere una corsa.
Fortunatamente Vincenzo Nibali non ha ascoltato i commentatori e ha seguito la legge del ciclismo, che vuole premiati soprattutto i coraggiosi. Ha attaccato in discesa sulle strade insidiose dell’Abruzzo e venerdì ha costretto Wiggins a mostrare il volto più umano. Ha poi completato l’opera nella crono di Saltara, contendo il distacco a soli 10” da Wiggins e dando addirittura l’idea di poter vincere la tappa. Ma i sogni, diceva Modugno, svaniscono all’alba e sul traguardo di Saltara la vittoria in una cronometro di oltre 50 chilometri sarebbe stato veramente troppo per un corridore che appariva, prima di oggi, vulnerabile proprio su questo terreno. E’ adesso?
Non culliamo facili entusiasmi. Per alcuni semplici motivi. Prima di tutto perché la cotta, come quella di Wiggins venerdì o di Hejsedal sabato, è sempre in agguato. Poi perché Evans è li e non si tratta di una presenza da poco. L’australiano ha carattere e classe, oltreché capacità in salita, per fare un brutto scherzetto a tutti. Inoltre è un regolarista, forse non capace di grandi acuti ma sicuramente di un’affidabilità (sportiva) invidiabile. La stessa regolarità che gli ha già permesso di vincere il Tour e che in un ciclismo in grande trasformazione come l’attuale, in cui si è tornati agli antichi “sali-scendi” di condizione (leggi cotte), vale più di una vittoria.
Nibali, soprattutto, non può considerare ancora vinto questo Giro per lo stesso motivo per cui ha dominato questa prima settima di gara: la condizione. E’ arrivato al Giro in uno stato perfetto. Un rischio forse calcolato, ma che potrebbe far pagare dazio nelle prossime settimane. Di solito, infatti, si arriva ad un grande giro con qualche chilo di troppo, da smaltire nella prima_seconda settimana, per essere in tiro nella terza. Arrivare in condizione vuol dire rischiare di trovarsi senza forze nel momento delle grandi montagne… Non è scienza esatta, pertanto non bisogna per questo disperare. Bugno, per dirne uno, vestì la maglia rosa all’inizio del Giro del ’90 per non lasciarla più… Però il calo di prestazione negli ultimi chilometri della crono di Saltara (a fronte invece di un finale in crescendo per il britannico) lasciano capire che il picco di condizione è ormai raggiunto. Un consiglio, ci sentiamo di dare allo Squalo dello Stretto: batta il ferro finché caldo. Non corra in difesa ma, almeno nella seconda settimana, come se le insegne del primato fossero sulle spalle di altri. Finché la condizione l’assiste deve mettere minuti_secondi preziosi nel carnet.
Per quanto riguarda Wiggins, che dire? La sfortuna a nostro avviso c’entra poco. Evvero che ha pagato per il cambio di bici (la vittoria di tappa forse sarebbe stata sua), ma il nervosismo di questa sua avventura in Italia (a cominciare dalla bici lanciata nel Giro del Trentino), come nella tappa di venerdì e quella di sabato, nasconde una fragilità forse eccessiva per un corridore che lo scorso anno aveva fatto tutto con il sorriso sulle labbra. Del resto in questi primi giorni ha perso, per diversi motivi, manciate di secondi per cadute, paure o contrattempi vari. Capisco voler segnare una netta discontinuità con il ciclismo di un passato recente che si vuol nascondere (?) ma i vari Armstrong e Indurain non lasciavano la testa del gruppo mai. Farlo mostra debolezza.
Antonio Ungaro

Classifica di tappa: 1. Alex Dowsett 1h16:27; 2. Bradley Wiggins a 10″; 3. Tanel Kangert a 14″; 4. Vincenzo Nibali a 21″; 5. Stef Clement a 32″ .
Classifica generale: 1. Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team; 2. Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team a 29″; 3. Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team a 1’15”; 4. Bradley Wiggins (GBr) Sky Procycling a 1’16”; 5. Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida a 1’24”

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