Giro 2013: nel segno di Cavendish, Sky e Salvatore Puccio

Giro 2013: nel segno di Cavendish, Sky e Salvatore Puccio
Cavendish su Viviani nella prima tappa del Giro 2013 (da gazzetta.it)

Mark Cavendish su Elia Viviani nella prima tappa del Giro d’Italia 2013 (da gazzetta.it)

Poteva essere il fine settimana di Elia Viviani; è invece stata la domenica di Salvatore Puccio. Il primo viene superato sotto il traguardo da un’incredibile progressione di Mark Cavendish nella tappa di esordio. Il secondo veste la maglia rosa dopo la cronosquadre di Ischia, che scopriamo essere “uguale all’Isola di Man, ma con il sole”, parole del velocista britannico su assist della De Stefano (chissà se hanno anche i gatti senza coda…).
Team Sky doveva essere, e così è stato. Nibali (l’unico italiano veramente in grado di vincere il Giro) ha contenuto il distacco dal favorito Wiggins a soli 14”. I bene informati assicurano che l’emorragia di secondi non si fermerà qui, ma sarà graduale fino alle Alpi, ed in particolare fino alla crono di Saltara (ottava tappa). Sempre i bene informati assicurano poi che sulle “nostre” montagne il siciliano saprà ribaltare la situazione. Evoluzione prevedibile e per certi versi scontata. Per questo, se gli strateghi dell’Astana hanno pensato a qualcosa di questo tipo, consigliamo mestamente di rivedere i piani. Prima di tutto perché al Giro del Trentino è apparso in perfette di condizioni di forma, lo Squalo dello Stretto; la condizione non si può tenere per tanto tempo. Per cui è ipotizzabile, anche se non auspicabile, che nella seconda e terza settimana di Giro per Nibali si possa accendere la spia della riserva. Per questo conviene battere il ferro finché è caldo, ovvero in questa prima settimana in cui il siciliano e la sua squadra, con la crono di oggi, hanno dimostrato di essere già a lucido.
Il distacco dal Team Sky, contenuto e per certi versi rassicurante, ci è apparso anche frutto di una squadra, quella britannica, perfettamente adatta a questo esercizio ma non al 100%. Non siamo convinti, infatti, che la perdita in gara di due uomini dal trenino, in modo repentino, improvviso e in salita, rientrasse nei piani. Ci è sembrata un’increspatura in una macchina perfetta, così come la squadra non perfettamente allineata in salita.
Chi ha seguito la gara sul percorso ha raccontato di un Wiggins tranquillo in cabina di comando, che ha imposto un ritmo valido per tutti. D’altra parte Nibali ha tirato, forse più del dovuto. Per tirare le somme: la condizione ci sembra arrida di più all’Astana e pertanto vale la pena provare, a nostro modesto avviso, a fare subito la corsa. Per questo non saremmo così sicuri di una settimana di calma piatta (o noia, che dir si voglia), come accaduto in edizioni recenti. Non abbiamo il Cipollini o il Petacchi di turno, l’organizzazione ha pensato bene di mettere tappe ricche di insidie. Che sia, per questo, corsa vera sin da subito. Una bella “fuga bidone”, di quelle che portano alla ribalta un Carneade in grado di resistere fino alla fine, non può essere patrimonio solo del Tour…
Salvatore Puccio è siciliano ed ha 23 anni. Ha vinto lo scorso anno il Giro delle Fiandre U23, mica pizzaefichi. Se non corresse per Sky potevamo anche scommettere su di lui…
AU

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