Il secondo giorno di riposo arriva dopo una tappa che ha detto molto e di un’altra che dirà molto, domani alla ripresa. Senza attendere le grandi montagne, questo Giro 2025 si appresta a prendere una piega chiara e offre già diversi temi interessanti da sviluppare.
1. Roglic c’è?
Il primo tema riguarda colui che era considerato, almeno fino a ieri, il favorito. Nelle crono in Albania aveva stupito tutti, anche lui stesso, e messo la Maglia Rosa quasi per sbaglio. Ci siam detti: “Se questo va così, per gli altri non c’è nulla da fare”. Anche perché Ayuso, il suo principale contendente, proprio in quella occasione non aveva fatto bene. Dopo pochi giorni, però, lo sloveno ha cominciato a dare preoccupanti segni di debolezza. Nella tappa di Tagliacozzo si perde in salita e, anche se riprende la Rosa, non sembra in grado di tenere gli scatenati ragazzotti della UAE. In quella ancora più mortifera (per lui) di Siena tra cadute e forature rimedia oltre 2′ da Del Toro.
Giro finito? Di solito chi vuole vincere comincia con una condizione approssimativa per trovarla poi strada facendo. Analizzando i risultati ci sembra che lo sloveno abbia una condizione in calo e non in ascesa. Staremo a vedere. Domani è la prova del nove. La crono è il suo terreno, dovrà dare il massimo per tornare in classifica. Siamo alla seconda settimana inoltrata, il tempo per recuperare c’è, ma non si può più perdere terreno.
2. Cosa succede in casa UAE?
E’ evidente che Del Toro e Ayuso vogliono entrambi la stessa cosa: il Giro e forse anche l’eredità di Pogacar. Il primo, stante quello che hanno fatto vedere, è alla loro portata. Per l’eredità.. consigliamo di aspettare. Ieri il messicano ha fatto un po’ quello che gli pareva. Ha 21 anni ed è difficile riuscire a inserirlo all’interno di regole e giochi di squadra che lui stesso non condivide. Ayuso, che di anni ne ha 22, non è molto più saggio. La UAE per quanto ben strutturata non può permettersi di avere due capitani in squadra e prima o poi su uno dei due dovrà scommettere. La cronometro di martedì potrebbe fare un favore ai team manager, ma anche complicare ulteriormente le cose. Se il verdetto sarà chiaro, la squadra punterà sul vincitore, ma se per caso al termine della crono i due dovessero trovarsi appaiati in classifica, il dilemma sarebbe tutto da decifrare.
Una cosa è certa, e lo sa anche Mauro Gianetti, senza la squadra il Giro non si vince, senza un capitano certo la squadra non gira… fate voi.
3. Italiani alla finestra
Ciccone e Tiberi sono lì, a ridosso di Ayuso e ad un minuto e mezzo circa da Del Toro. Per l’abruzzese la cronometro di domani sarà sicuramente un calvario mentre il laziale spera di contenere il distacco. Se dovesse saltare il messicano, allora le cose volgerebbero al bello per entrambi. Fino ad ora hanno dato l’impressione che sono da podio, non certo da vittoria finale. Del Toro appare più pimpante, mentre lo spagnolo no. Facile immaginare che i nostri si augurino che la gioventù giochi un brutto scherzo al messicano.
Se in casa emiratina ci sono problemi di leadership, anche nella Lidl le cose non sono ancora chiare. L’azione di Vacek ieri, inutile e dispendiosa, ci è sembrata dettata dalla volontà della formazione americana di puntare sul ceco più che su Ciccone. Se invece ha fatto di testa sua, allora qualcuno gli dovrà spiegare come stanno le cose. Per fortuna in gruppo c’è un certo Mads Pedersen che ha il carisma e il carattere per mettere tutti d’accordo… deciderà lui le tattiche future?
In tema di italiani, occhio alla prova di Affini domani. Il campione d’Europa ha tutte le carte in regola per vincere.
Cronometro Lucca Pisa

Cronometro quasi pianeggiante con una breve e salita a metà percorso. Partenza a Lucca con il giro quasi completo delle mura cittadine. Si raggiunge poi la statale del Brennero attraverso la zona sud della città con una serie di svolte. Il percorso dopo il primo rilevamento intermedio diventa praticamente diritto sempre in lievissima ascesa fino alla galleria dei Monti Pisani (950 m). Dopo l’uscita una serie di ampi e veloci tornanti porta a San Giuliano Terme e di lì alla frazione di Asciano. Sempre per vie rettilinee si raggiunge l’abitato di Pisa a 3 km dall’arrivo. Arrivo in centro accanto alla torre pendente.
Ultimi km – Ultimi km con diverse curve in sequenza e attraversamenti dell’Arno. Poco dopo l’ultimo chilometro si lascia il lungofiume per andare verso il centro storico. A 500 m inizia un tratto lastricato che termina all’ultima curva. Rettilineo finale di 200 m su asfalto larghezza 6 m.

