Mar, 10 Febbraio 2026
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Giro d’Italia, a Siena risorge Van Aert. Del Toro scatenato

Nella stupenda Gubbio Siena torna alla vittoria Wout Van Aert ma Isaac Del Toro mette alla frusta tutti, compreso il suo capitano Ayuso.

Saltano le tattiche e soprattutto le gerarchie in questa nona tappa del Giro d’Italia 2025. Aldilà delle parole di circostanza che probabilmente leggeremo sui giornali di domani, è evidente che la bella tappa Gubbio Siena che in casa UAE e Lidl qualcosa non torna e se lo diranno probabilmente nel breef serale. Ma questa stupenda tappa, quella delle strade bianche stile Eroica, regala il primo successo stagionale di Wout van Aert e tutto il popolo del ciclismo non può che festeggiare.

Una tappa che è esplosa sul tratto più atteso, quello di Serravalle, quando una decisa curva a sinistra provoca la caduta nel gruppo principale. Rimangono coinvolti Roglic e Pidcock. Del Toro, incurante del fair play di questi ultimi anni, accortosi della difficoltà dello sloveno (e forse anche del suo compagno Ayuso) se ne va di forza. Sorprende un po’ tutti, riescono a stargli dietro Bernal, Van Aert e una manciata di uomini Ineos.

Diventa una cavalleria rusticana nella quale saltano le gerarchie almeno di due squadre. E’ evidente, infatti, che Del Toro mette in difficoltà il suo ‘presunto’ capitano Ayuso il quale, dietro, non sa cosa fare. Prima tenta l’inseguimento, poi addirittura lascia fare, come se fosse tutto previsto.

Salta anche la gerarchia in casa Lidl. Vacek, l’uomo più in forma, si trova nella terra di mezzo, tra i fuggitivi e il suo capitano Ciccone. Tira dritto e si porta sui primi. Non gli servirà a nulla, ma ha speso risorse importanti prima di desistere e mettersi a disposizione di Ciccone, che alla fine arriverà terzo.

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E’ evidente che in casa UAE hanno messo troppi galli nel pollaio. Quando c’è un supergallo come Tadej gli altri devono per forza rimanere al loro posto. Tolto di mezzo lo sloveno i colonnelli (e che colonnelli!) se ne danno di santa ragione. Non è la prima volta al Giro o in una grande corsa a tappe e non sarà neanche l’ultima. Quello che forse stupisce, rispetto al passato, è che entrambi sono molto giovani. Qui la favola del ‘figlio’ che ‘uccide’ il padre non ci sono… diciamo che siamo nel campo più di Romolo e Remo.

La cronaca

Fin dai primi chilometri si era capito che non sarebbe stata una tappa tranquilla. Dopo una prima parte vallonata e animata dalla fuga di sei uomini – tra cui Groves, Hermans e De Bondt – la corsa è esplosa con l’ingresso nel primo settore sterrato a 67 km dall’arrivo, a Pieve a Salti. Il gruppo si è immediatamente sfilacciato sotto la spinta di Mads Pedersen, che ha forzato il ritmo per la Lidl Trek, seminando una maglia rosa Diego Ulissi in evidente difficoltà.

Il tratto chiave, come previsto, è stato quello di Serravalle: lungo oltre 9 km, ha fatto emergere le ambizioni e le gambe vere. Qui si è visto per la prima volta Isaac Del Toro, il giovane messicano della UAE Emirates, rompere gli indugi e attaccare con decisione, causando una frattura irreversibile nella corsa. Il gruppo di testa si è progressivamente formato e trasformato: da Bernal e Rivera fino a Van Aert e lo stesso Del Toro, passando per Vacek e, più tardi, anche Ciccone, Tiberi e Ayuso.

La parte finale, tra Monteaperti e Colle Pinzuto, ha rappresentato un condensato di dramma e strategia. Del Toro ha attaccato ripetutamente, ha preso gli abbuoni al traguardo volante e ha messo nel mirino la maglia rosa, mentre Roglic, finito a terra con Pidcock, arrancava sempre più indietro, con la possibilità concreta di perdere il Giro.

A decidere la tappa è stato l’ultimo strappo di via Santa Caterina a Siena. Isaac Del Toro ha provato l’affondo, ma Wout van Aert – già trionfatore a Piazza del Campo nella Strade Bianche 2020 – ha resistito con un’impressionante forza mentale e fisica, per poi saltarlo negli ultimi metri e conquistare una vittoria pesantissima, la prima di questo suo Giro.

Alle loro spalle, mentre Bernal cedeva e Vacek veniva ripreso, Giulio Ciccone dava fondo alle ultime energie per battere Richard Carapaz nella volata del gruppo degli inseguitori, guadagnando 3 preziosi secondi di abbuono. Ayuso, invece, pagava 1’04’’ e chiudeva la giornata con l’amaro in bocca dopo aver a lungo inseguito la coppia di testa.

Una tappa che, tra polvere e fango, ha riscritto la classifica generale e ha rilanciato le ambizioni di Van Aert e Del Toro, mentre ha lasciato tanti interrogativi sulla tenuta di Roglic. La corsa rosa, nel suo giorno più “bianco”, ha mostrato tutto il suo splendore e la sua crudeltà.

Redazione
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Sport24h.it nasce dall’idea che ogni disciplina sportiva è portatrice di un sistema di valori, emozioni e linguaggio unici. Contrariamente alla narrazione imperante: non esistono i fatti separati dalle opinioni (in questo ci sentiamo un po’ eretici). La realtà è sempre, inevitabilmente, interpretata dalla sensibilità di chi la racconta.

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