Alla fine ha vinto lui, il pronosticato, quello sicuramente più forte che ha attaccato senza sosta praticamente da quando mancavano 60 chilometri. Ha vinto Tadej Pogacar con un’azione insistita su praticamente ogni muro dal Kwaremont in poi, per poi staccare il rivale di sempre, Van der Poel, sull’ultimo passaggio dello stesso.
Come aveva detto alla vigilia, quella di oggi non era la vendetta della Sanremo, ma sicuramente è stata una rivincita dal sapore particolare. Lo sloveno ha fatto la corsa e ha giocato tutte le carte che aveva nel mazzo. Il primo sconfitto è proprio Van der Poel che ha risposto brillantemente alle prime rasoiate per poi perdere smalto nel corso della gara. Il Piccolo Principe l’aveva detto: “Il Fiandre non è la Sanremo, è più dura, e alla lunga questo mi favorisce”. Come un palloncino che si sgonfia lentamente, ai ripetuti attacchi (ben 5) Van der Poel ha risposto con tempi di reazione sempre maggiori. Intanto Pedersen faceva ad ogni muro l’elastico, perdendo in salita e recuperando in discesa, aiutato anche dal compagno di squadra Stuyven. Sarà lui alla fine a regolare il plotoncino dei battuti, relegando al terzo posto il vincitore della passata edizione.
Ma se ha vinto meritatamente Pogacar, anche Wout Van Aert può essere contento per la sua prova. Infatti, proprio mentre lo sloveno mortificava le speranza di successo di Van der Poel, proprio il belga, come araba fenicia, risorgeva dai propri incubi e si mostrava il più coriaceo da distanziare. Chiude al quarto posto ma sinceramente avrebbe meritato piazzamento migliore.
E gli italiani? Sono stati protagonisti con una fuga da molto lontano nella quale hanno svolto un ruolo importante Ballerini, Trentini e Ganna. Proprio SuperPippo, che avrebbe potuto stare al coperto per giocarsi le carte nella parte finale, spiega cosa accaduto, subito dopo l’arrivo: “Il leader doveva essere Magnus (Sheffield, ndr) e a me è stato assegnato il compito di partire da lontano, anche per gestire meglio i passaggi sui muri. Poi quando ci hanno raggiunto le gambe non hanno risposto più come volevo. Alla fine sono contento di come ho fatto la volata. Abbiamo speso tante energie per conquistare alla fine solo un ottavo posto. Cerchiamo di recuperare le forze per la Parigi Roubaix”. Bene Davide Ballerini che, dopo la fuga e dopo essere stato ripreso, ha fatto anche lui la volata del gruppo chiudendo decimo.
Non di molte parole Pogacar subito dopo l’arrivo nell’intervista immediata:“E’ stata una gara dura, come era giusto che fosse e che alla fine mi ha favorito. Sono super orgoglioso di come ha agito la squadra. Sono contento di aver vinto la Ronde con maglia iridata. La Roubaix è una corsa completamente diversa, mi piacciono le sfide e darò il massimo anche li.” Per il corridore sloveno si tratta del secondo successo al Giro delle Fiandre dopo quello del 2023. Allora al secondo posto arrivò Van der Poel e al terzo Madsen. In questa edizione i due si sono invertiti sul podio.
La cronaca
Il Giro delle Fiandre 2025 si è aperto sotto un cielo incerto e con un vento contrario che ha accompagnato i corridori fin dalle prime battute. Sin dall’inizio, il ritmo è stato serrato: dopo appena una quarantina di chilometri si forma un gruppetto di otto uomini in fuga. Tra questi, anche Alessandro Romele, alla sua prima Ronde e che poi cederà vittima di crampi. Il gruppo lascia fare, mantenendo il distacco sotto controllo, intorno ai 4 minuti e mezzo, con la consapevolezza che la corsa vera sarebbe cominciata molto più avanti.
Il primo passaggio sull’Oude Kwaremont, uno dei luoghi simbolo della corsa, accende la corsa: Romele transita per primo tra due ali di folla scatenate; il gruppo comincia a risalire, guidato con decisione dagli uomini dell’Alpecin-Deceuninck e della UAE. E’ chiaro che i big stanno per entrare in scena.
A rendere tutto più complicato ci pensa una caduta nel gruppo, che coinvolge anche Mathieu Van der Poel. Il campione olandese perde un minuto ma rientra anche perché Tadej Pogacar non ne approfitta in nome di un fair play che da tempo contraddistingue il duello tra i due.
Nel frattempo, gli italiani Davide Ballerini, Matteo Trentin e Filippo Ganna si fanno vedere nelle posizioni di testa, inseriti in un gruppo di tredici riesce a guadagnare un buon margine. Quando la corsa ha affrontato il Koppenberg, la selezione comincia a farsi brutale. Il gruppo si fraziona e Pogacar, Van der Poel e Mads Pedersen si lanciano in una rincorsa forsennata per riprendere la testa della corsa. Alle loro spalle, Van Aert sembra in difficoltà.
La corsa si è infiamma definitivamente a circa 50 chilometri dall’arrivo. Pogacar apre la battaglia con un attacco secco nel secondo passaggio del Oude Kwaremont, al quale risponde solo Van der Poel. Poco dopo, anche Pedersen si è aggancia, e il terzetto fa il vuoto. Ma la situazione era tutt’altro che stabilizzata. Van Aert, caparbiamente, riesce in solitaria rientrare sui tre di testa. Dietro, la composizione dei gruppi cambiava di continuo, in un alternarsi di tentativi, scatti e controscatti.
Sul Kruisberg, Pogacar affonda ancora colpo. Van der Poel tiene, anche se con fatica. Quando il gruppo si ricompatta nuovamente con l’arrivo anche di Stuyven e Van Aert, sembra che ci possa essere ancora spazio per una corsa tattica. Ma Tadej ha in mente tutt’altro. Al quinto scatto, sull’ultimo passaggio del Vecchio Kwaremont, lo sloveno resta solo. Stacca Van der Poel e Van Aert, e da vita all’azione in solitaria. Sul Paterberg, ultima salita simbolo del Fiandre, Pogacar scollina con 30 secondi di vantaggio.
Gli ultimi venti chilometri sono un trionfo annunciato. Pogacar continua a spingere con il suo stile inconfondibile, elegante e potente, aumentando ancora il distacco, che ha supera i 40 secondi. Alle sue spalle, la volata per il secondo posto è vinta da Mads Pedersen, con Van der Poel terzo e Wout Van Aert quarto.
Filippo Ganna chiude all’ottavo posto, dopo una lunga volata lanciata da lontano, mostrando ancora una volta di poter dire la sua anche nelle corse più dure.
Ordine di arrivo Giro delle Fiandre 2025
1) Tadej Pogacar (UAE Team Emirates – XRG) 5h58’41”
2) Mads Pedersen (Lidl Trek) +1’01”
3) Mathieu Van der Poel (Alpecin Deceuninck) s.t.
4) Wout Van Aert (Team Visma | Lease a bike) s.t.
5) Jasper Stuyven (Lidl Trek) +1’04”
6) TIesj Benoot (Team Visma | Lease a bike) +1’51”
7) Stefan Kung (Groupama FDJ) +1’53”
8) Filippo Ganna (Ineos Grenadiers) +2’19”
9) Ivan Garcia Cortina (Movistar Team) s.t.
10) Davide Ballerini (XDS Astana Team) s.t.

