Lun, 16 Febbraio 2026
CiclismoGiro delle Fiandre 2025: diamo i voti ai protagonisti

Giro delle Fiandre 2025: diamo i voti ai protagonisti

Diamo i voti ai protagonisti di questo Giro delle Fiandre 2025 che ha visto vincere per la seconda volta Tadej Pogacar.

Diamo i voti di questo Giro delle Fiandre 2025.

Tadej Pogacar 10 e lode
Dieci per la vittoria; la lode per come si è avvicinato a questo appuntamento distribuendo sorrisi e parole al miele per tutti. Quando però è sulla strada, il Piccolo Principe diventa un killer spietato (sportivamente parlando), che non accetta minimamente la sconfitta.

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Vederlo scattare oggi su ogni muro ed anche sul piano, per togliersi di torno ‘fastidiosi’ comprimari che continuavano a scattargli attorno, dimostra che la Sanremo aveva lasciato un po’ di scorie nel suo orgoglio. Non avrebbe mai accettato una nuova sconfitta dall’olandese è l’ha fiaccato a suon di scatti.

Nelle interviste del dopo gara ha parlato di strategia della squadra e tattica riuscita da parte della UAE. Senza nulla togliere alla formazione emiratina, crediamo che dietro a queste vittorie non ci sono strategie profonde o tattiche astute. C’è solo la forza indiscussa e indiscutibile di un talento che nasce nel ciclismo ogni 50 anni. Eddie Merckx è del 1945, Tadej Pogacar del 1998, sono passati 53 anni.. tre di troppo. Se il ragazzo di Komenda dovesse continuare con questo ritmo di successi, forse dovremmo anche rivedere i paragoni e un giorno dire che un tal Merckx è stato il primo Pogacar della storia. Ma ora è troppo presto. Per ora godiamoci questi show, sempre uguali e sempre diversi. Uguali perché si attacca e ‘arrivederci!’; sempre diversi perché non sai mai dove tutto questo può accadere. GOT

Mads Pedersen 10
Ha corso come meglio non poteva, dando forse più di quello che sono le sue possibilità. Proprio per questo merita un dieci anche se non ha vinto. La distanza tra lui e i marziani del ciclismo è evidente, per potenza e classe. Ma Mads è lì, resiste, recupera, si fa sotto. Ha corso come Ganna alla Sanremo, dimostrando che anche per gli umani la ‘salvezza’ è possibile. Non è facile, ma si può fare. L’importante è crederci sempre. Il danese è stato bravo a gestire la squadra e il suo uomo migliore, quel Stuyven che probabilmente in un’altra formazione sarebbe capitano, facendosi riportare sotto ogni volta. Dopo i 250 km è venuta fuori tutta la sua resistenza, permettendogli di sfruttare al meglio l’eterno duello tra Van der Poel e Van Aert.

Van der Poel 6
Puoi anche perdere da Pogacar in una corsa dura come questo Fiandre, ma non in questo modo. Non puoi rispondere ad ogni attacco andando pericolosamente fuorigiri, come dimostrato poi sul terzo Kwaremont quando anche un Van Aert non in ottime condizioni di forma ti supera e ti lascia dietro. L’olandese questa volta non ha corso con sapienza e si è lasciato ingolosire da quanto accaduto alla Sanremo. Ma la corsa di Primavera è meno selettiva di questa dei muri e seguire il Piccolo Principe, attaccato come un ombra, per oltre 250 chilometri, ha i suoi rischi. Non solo quello di perdere la gara, come poi è effettivamente accaduto, ma anche di compromettere la condizione per la Roubaix. Perché la benzina che finisce, improvvisamente, non è un bel segnale. Van der Poel volava alla Sanremo, ma stiamo parlando di tre settimane fa. Siamo sicuri che non ci sia un calo di forma dopo questo periodo?

Ci è sembrato, poi, che Mathieu si sia lasciato coinvolgere nel duello con Van Aert, rispondendo con eccessiva veemenza agli scatti del belga, come se quello fosse il pericolo maggiore. Anche la volata per il secondo posto l’olandese, di solito abile negli sprint, l’ha impostata per controllare il belga, lasciando campo al danese, che ha preso il vantaggio sufficiente per il secondo gradino del podio. Insomma un Fiandre non all’altezza delle aspettative.

Wout Van Aert 9
Lo davano tutti per finito, per morto (sportivamente parlando), travolto da una condizione approssimativa e da un ‘Attraverso le Fiandre’ ridicolo per come è stato condotto. Invece la classe del campione è venuta fuori, così come l’orgoglio del ciclismo belga, che non può accettare di vedere la Ronde senza un corridore di casa protagonista. Ha stretto i denti su ogni muro, perdendo e poi recuperando, in questo aiutato da compagni di squadra che, insieme a lui, oggi si sono riscattati della figuraccia di mercoledì.

Poi, improvvisamente, dopo i 250 chilometri, ha ritrovato anche il colpo di pedale e la forza per guidare, praticamente da solo, l’inseguimento a Pogacar. Ha perso la volata più per volontà di Van der Poel che per la forza di Pedersen. Ma mentre l’olandese ha una condizione in calo, lui ce l’ha in crescita evidente e siamo convinti che alla Roubaix il vero antagonista di Pogacar sarà proprio Wout.

Filippo Ganna 8
Non possiamo criticare la corsa del campione piemontese. In attesa di capire se l’attacco da lontano sia stato voluto per cercare di esorcizzare i muri oppure comandato come preparazione per il ‘vero’ capitano della Ineos (Sheffield?), possiamo solo apprezzare la corsa di SuperPippo in un Fiandre che ci sembra poco adatto alle sue caratteristiche. Ha provato ad anticipare i marziani per non dover rispondere alle accelerazioni che inevitabilmente soffre. Ma quando Pogacar e gli altri lo hanno raggiunto si è reso conto che non avrebbe retto il loro ritmo.

La volata del gruppo, che gli ha permesso di portare a casa l’ottavo posto, ci dice che dopo 260 chilometri ha ancora energie da spendere. Questo è un ottimo segnale soprattutto in vista della Roubaix, che siamo convinti si adatta meglio alle sue caratteristiche.

  • * Se è vero che l’attacco di Ganna è stato imposto dal Team per tutelare il capitano Sheffiled, come pare di capire dalle parole dello stesso Ganna al termine della corsa, allora alla Ineos non possiamo che assegnare un 3: ma come si fa a non considerare il verbanese il vero capitano di questa squadra?

    Davide Ballerini 8
    Finalmente si rivede Ballerini nelle corse che sono il suo terreno preferito. Ci è sembrato pedalare bene per tutta la durata della fuga. Poi, quando la corsa si è fatta dura, la differenza di cilindrata è stata evidente, ma anche lui ha sprintato per un piazzamento e questo è un ottimo segnale per il proseguo della stagione.
Redazione
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