Giro d’Italia 2013: occhio a Evans!

Giro d’Italia 2013: occhio a Evans!
Giro d'Italia 2013: occhio a Evans

Giro d’Italia 2013: occhio a Evans

Nessuno pensava che finisse così presto l’avventura del ciclista-mods. E sì che era approdato al Giro con i proclami (soliti) delle grandi occasioni. Ma Bradley Wiggins non ce l’ha fatta. Piuttosto che morire ha mollato; com’era logico che fosse, com’è giusto che sia. La prossima volta ci risparmi la frase che lascia intendere il contrario.
Wiggo torna a casa spossato dalla febbre. E’ così, onore al vincitore del Tour che ha lottato finché ha potuto. Ma questo epilogo, a noi che siamo anche un po’ tifosi, nulla toglie dalla testa che l’ha provocato, argutamente e caparbiamente, lo Squalo. E non nella crono di Saltara, né sulle viscide discese abruzzesi. Ma nella penultima tappa del Giro del Trentino. Allora è iniziata la lotta ravvicinata tra il caparbio siciliano dell’Astana e il ciclista-mods. Allora l’ineffabile Wiggo aveva scagliato la bici contro il ciglio della strada. Segno evidente di rabbia e nervosismo. Lo stesso che l’ha accompagnato nella prima settimana di gare, in una lenta e costante emorragia di secondi. Fino all’epilogo, quasi comico, in discesa. Stravolto e impaurito Wiggo ha definitivamente mollato lo scettro. Nella crono del giorno dopo la resa è stata palese per noi mortali, ma il duello con Nibali era già perso, in un giorno piovoso e freddo, tra la nebbia. Un po’ (scusate il paragone blasfemo) come Pantani sul Galibier quando salutò Ullrich, anch’egli piegato dai continui attacchi, apparentemente suicidi del Pirata. O come sul Mortirolo, settimane prima, contro Tonkov. Uno, due, tre, quattro scatti. Poi il crollo.
Nibali, con la sua folle settimana di attacco, con il suo rischio (calcolato?) in discesa, con la sua palese tattica avversa all’inglese, ha fatto più della febbre. Ha spossato nel cuore, prima che nei muscoli, il ciclista-mods.
Chissà cosa accadrà quando si ritroveranno al Tour. Certe ferite ci mettono tanto a rimarginarsi. Sarà un’altra musica, stiamone certi, ma a partire con i favori del pronostico questa volta sarà il nostro.
E visto che la scusa della febbre non tiene per Wiggins, figuriamoci per Hesjedal. A vederlo pedalare, fin dai primi giorni, ci è apparso magro, troppo magro. Altro che condizione: è arrivato al Giro scarico. Il motivo è semplice. Il successo dello scorso anno è stato per mancanza di avversari… un caso. Lo sappiamo in molti, lo sapeva lui, che è approdato all’edizione attuale con il pesantissimo fardello di dover dare l’impressione di poter essere della partita. Fardello del quale è rimasto schiacciato.
Visto che ci siamo, alla vigilia di una tappa che potrebbe iniziare a fornire indicazioni importanti, non possiamo esimerci da un ci auguriamo fallace pronostico. Il Giro non è finito: occhio a Evans!
@Antonio_Ungaro

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