Giro d’Italia 2015: Contador cade, Aru in rosa

La 13^ tappa regala emozioni: una caduta a oltre 3 km dal traguardo costringe Contador ad inseguire. Vince Modolo mentre Aru veste la maglia rosa.

Giro d’Italia 2015: Contador cade, Aru in rosa

C’è lo dirà il tempo se il Giro d’Italia 2015 alla fine sarà deciso dal regolamento oppure dalla bravura dei corridori (o da entrambi). Per capire la vera portata di quanto accaduto in questi giorni, e quanto questo peserà sull’esito della corsa, dobbiamo attendere quanto meno la cronometro di domani. L’unica prevista dagli organizzatori; forse la tappa più difficile e determinante ai fini della classifica finale.
Almeno fino ad oggi e… a tre giorni fa.
QUANDO IL REGOLAMENTO FA LA CLASSIFICA – Ma procediamo per gradi. In occasione della tappa del 19 maggio il tasmaniano Porte buca a una decina di chilometri dal traguardo. Non c’è nessuno della squadra ad aiutarlo (!) ma il connazionale Simon Clarke, con il quale ha condiviso amicizie, allenamenti, gioie e dolori. Un bel gesto, che però il regolamento internazionale non permette. Impossibile fare finta di nulla, anche perché lo stesso Porte ricorda a tutti, con un tweet, il favore dell’amico. A quel punto la giuria non può che applicare la sanzione, 2′ di penalizzazione e il corridore Sky che sparisce dai primi posti della generale. “Poco male!” (per modo di dire) si saranno detti quelli del team britannico. “Richie è forte a cronometro; più forte di Aru e forse anche di Contador. Il Giro non è finito…
Oggi, però, a poco più di 3 chilometri dalla conclusione, una caduta mette fuori gioco Contador e lo stesso Porte. Il Pistolero risale su una bici prestata (da un suo compagno di squadra, ci mancherebbe altro) ma perde sul traguardo circa 40″ e la maglia rosa, che va sulle spalle di Aru. L’australiano, scosso dalla caduta e da una sorte ormai palesemente avversa, arriva invece con oltre 5′ di ritardo. La cronometro di domani, da Treviso a Valdobbiadene, 59,4 km. che sembravano disegnati proprio per lui ormai hanno un valore “pleonastico”; per la vittoria di tappa forse, certo non per recuperare un distacco che viaggia ormai oltre gli 8′.
Il bello (o brutto, dipende dai punti di vista) è che anche questo distacco è determinato dal regolamento, che prevede l’annullamento entro il 3° chilometro dall’arrivo. Per poche centinaia di metri è successo il patatrac.
COSA CI FACEVANO LI’? – Se i tifosi del Pistolero malediranno sicuramente la sorte “cinica e bara“, per chi ha il dovere di commentare quanto accaduto resta il dubbio principale: che cosa ci facevano Contador e Porte, in corsa per la vittoria finale, nel centro del gruppo a pochi chilometri dal traguardo?
Il manuale del bravo corridore recita che bisogna pedalare sempre in testa al gruppo, soprattutto verso la fine di una tappa veloce e che si concluderà allo sprint, perché il pericolo delle cadute è sempre in agguato. Quando non lo fai non puoi certo prendertela con la sorte, ma con te stesso, che non sei stato pronto oppure… Chi non pedala in testa al gruppo, recita sempre il manuale del bravo corridore, o non è impegnato per la vittoria, oppure non ce la fa. Che Porte e Contador abbiano sottovalutato questa frazione? Probabile.
QUANDO LA CADUTA E’ RIPETUTA – Ma il Pistolero comincia a cadere ormai troppo volte per un ciclista maturo. Si dice che errare è umano, perseverare però è diabolico o quanto meno sintomo di una debolezza non accidentale. Contador ha perso il Tour dello scorso anno per due cadute e una “certa instabilità” sulla bici in occasione della tappa sul pavé. A questo Giro è caduto due volte, la prima per colpa di uno spettatore (ma lui stava lì dove non doveva), l’altra oggi. Cosa succederà i prossimi giorni in discesa?
DA UN ISOLA ALL’ALTRA – Ed arriviamo finalmente a Fabio Aru, nuova maglia rosa del Giro, il primo sardo nella storia della corsa. Ci piace pensare ad un immaginario passaggio di consegne, da un siciliano, vincitore del Tour, ad un sardo vincitore….
E’ meglio non sognare. Domani la cronometro di Valdobbiadene ci riporterà con i piedi per terra e si comincerà a fare sul serio.
AU

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