Giro d’Italia 2019: Vincenzo Nibali: “Sono pronto, mi manca la vittoria”

Scatta domani l'edizione numero 102 della corsa rosa. Il corridore messinese è il favorito insieme all'olandese Domoulin. La terza settimana sarà quella decisiva.

Giro d’Italia 2019: Vincenzo Nibali: “Sono pronto, mi manca la vittoria”

Dopo due Giri, un Tour e una Vuelta, Vincenzo Nibali ha ancora voglia di provarci. Anzi, oggi più di prima: “E’ passato troppo tempo dall’ultima vittoria (la Milano Sanremo dello scorso anno, ndr). Tagliare il traguardo con le braccia alzate mi manca..”. E’ lui il favorito n. 1 di questo Giro d’Italia 2019 che domani si appresta a rinnovare un rito giunto ormai alla 102° edizione?

Ci piace fare pretattica, da tifosi dello Squalo che non ci nascondiamo di essere. E proprio per questo diciamo che i favori del pronostico sono sempre, da che mondo è mondo, per l’ultimo vincitore dell’edizione. E se questo non c’è, com’è nel caso di quest’anno mancando Froome, per il secondo, ovvero Tom Dumoulin, che lo scorso anno perse la corsa per 46″. “Ho la sensazione di essere in buone condizioni – ha detto il corridore della Sunweb –. La Liegi-Bastogne-Liegi non è andata benissimo, ma penso che fosse dovuto al brutto tempo. Non so se è possibile vincere il Giro e il Tour nello stesso anno, io sono qui per vincere il Giro. Non mi aspetto nulla al momento. C’è una possibilità che prenda la Maglia Rosa già sabato se avrò le gambe giuste, ma non sto pensando a cosa fare se vincessi la crono di apertura. È una bellissima crono, adoro questo tipo di finali in salita”.

Dietro all’olandese, che questa corsa l’ha vinta nel 2017, davanti a Quintana e Nibali, troviamo proprio il messinese, che ha dimostrato di essere già pronto. Il Tour of Alps ci ha consegnato un campione in grado ancora di mettersi in discussione e scattare, scattare, scattare, anche quando gli avversari sembrano imbattibili. Si è leggermente perso nei chilometri finali della Liegi, a conferma che il fondo non è ancora quello che serve. Ma al Giro è giusto arrivare in fase crescente e non al top della forma. Perché ci si mette poco a perderla per strada. Meglio trovarla nel corso dei chilometri. La terza settimana sarà tremenda; in quell’occasione è importante avere tutte le energie e non dover ricorrere alla riserva.

Vincenzo, nelle dichiarazioni della vigilia, non si è nascosto: “Sono molto calmo. Ho preparato bene la gara. Abbiamo deciso che il Giro sarà il mio obiettivo principale quest’anno. Sempre più ciclisti arrivano in Italia in grande forma anno dopo anno e rendono il Giro sempre più internazionale. È difficile nominare tutti i favoriti ma al momento Tom Dumoulin, Primoz Roglic, Mikel Landa e Simon Yates sono i miei rivali più importanti. Essendo superstizioso, non voglio dire altro, a parte che sono qui per un bel risultato. Mi manca vincere. La mia ultima vittoria è stata troppo tempo fa. Alzare le braccia al cielo è la cosa più bella per un atleta”. Se lo conosciamo un poco, siamo certi che il corridore della Bahrain – Merida non attenderà le grandi salite per cercare di raccogliere secondi importanti. Ha bisogno di sfruttare questa condizione e mettere nel sacco quanto più distacco possibile: “La terza settimana sarà terribile…“. Tanto vale portarsi avanti con il lavoro. Ma dove potrebbe guadagnare e dove perdere?

Le salite sono il suo terreno ideale. Soprattutto lo è la quota, ovvero sopra i 2000 metri, quando l’area rarefatta impone una selezione fisica che va oltre il semplice allenamento. Si parla di attitudine. O ce l’hai oppure arranchi. Vincenzo, a dispetto dei natali (in riva al mare), è uno di quei corridori che sopra quella quota rende meglio. I suoi successi, ai due Giri, sono stati costruiti là dove osano le aquile. Per capirci, guardando l’altimetria di questa edizione, alla 13^ tappa (arrivo a Ceresole Reale), alla 16^ (Gavia e Mortirolo) e alla 20^ (Passo Manghen). Tutte nella terza settimana. La parola decisiva, però, potrebbe dirla l’ultima frazione, a cronometro, a Verona. Si potrebbe ripetere il duello finale tra Fignon/Nibali e Moser/Dumoulin? Se fosse, speriamo a ruoli invertiti.

Per finire, dei papabili della vigilia (Roglic, Landa e Yates) l’unico in grado di far saltare il banco ci sembra lo sloveno. Forte e coraggioso deve solo dimostrare di poter resistere per tre settimane alla pressione.

Per info: Garibaldi della corsa e http://www.giroditalia.it/it/

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