Giro d’Italia 2025: se il ciclismo è uno sport di squadra, come spesso si discetta, si vince e si perde tutti insieme. E’ indubbio che oggi, in cima al Sestriere, una squadra ha vinto, un’altra torna a casa con le ossa rotte. E’ sempre brutto sottolineare gli errori, ma la cronaca chiede il proprio tributo.
Gli appassionati hanno ancora negli occhi l’epilogo della corsa di primavera Attraverso le Fiandre quando quattro Visma alla fine hanno scortato all’arrivo Powless: critiche alla squadra e critiche a Van Aert. Ci stavano tutte.
Oggi, però, bisogna riconoscere che la formazione olandese ha fatto tutto al meglio e non solo oggi, ma per tutto il Giro. Il primo merito è stato quello di concentrare l’attenzione di tutti su Van Aert, come se la vittoria del belga fosse l’obiettivo primario della squadra. In questa logica, anche le innumerevoli scorribande sfortunate, i secondi posto in volata, la squadra che lavorava per lui, hanno avuto il pregio di far credere, a tutti, che alla fine, infondo, alla generale nel team non ci credeva nessuno.
Il secondo merito è stato quello di programmare, una volta che Simon Yates, dopo la seconda settimana, si è trovato in una buona posizione in classifica, un solo attacco, ben studiato. Era evidente, infatti, che nella velocità pura in salita Yates non aveva la gamba di Del Toro e Carapaz. Hanno pensato che fosse inutile provare ad attaccare a ripetizione, senza costrutto e con il rischio anzi di finire ancora più lontano. Yates ha giocato una sola carta, nella tappa più lunga, lì dove il fondo conta più della velocità, l’esperienza più della forza giovanile.
Il terzo merito è stata la tattica studiata oggi. Una volta deciso, infatti, che avrebbero attaccato, l’hanno fatto da lontano, dopo aver mandato in avanscoperta Van Aert che, per quanto fatto a questo Giro in quasi tutte le tappe, non ha destato nell’occhio quando è scattato. Dentro di se Del Toro e tutti quelli della UAE si saranno detti: “Van Aert vorrà provare a vincere anche questa.. meglio così!”.
Invece il belga era avanti per un compito preciso. L’importanza di uno dei cronoman più medagliati di sempre si è capita superato il Colle delle Finestre. In vetta alla cima Coppi, infatti, Simon Yates aveva 1’40” su Carapaz e Del Toro. All’arrivo, dopo circa 15 chilometri di treno Van Aert, il vantaggio era salito a quasi 5′.
Se questi sono i meriti della Visma | Lease a Bike, sintetizzati nelle dichiarazioni post gara dello stesso Van Aert, gli errori dei due perdenti di questo Giro sono tanti e, in alcuni casi, clamorosi.
Gli errori di Carapaz e UAE
Il più evidente è stato quello di lasciar andare Simon Yates. Pensavano che si afflosciasse strada facendo. Infondo era rimasto indietro nelle prime rampe del Colle e nei giorni scorsi. Un peccato di presunzione che entrambi, Carapaz e Del Toro, hanno pagato con distacchi, all’arrivo, enormi per essere stati accumulati in una sola tappa.
L’errore di Carapaz, poi, una volata capito che Yates faceva sul serio, è stato quello di mettersi a tirare, portandosi dietro Del Toro. Non doveva, in quel momento, pensare alla piazza d’onore, ma lasciare l’incombenza della fatica alla maglia rosa. Probabilmente avrebbero perso lo stesso, ma forse il messicano si sarebbe stancato e permesso all’ecuadoriano di potersene andare a provare il recupero. Con la sua tattica, insomma, ha rischiato di far vincere Del Toro e non ha vinto lui.
Errore ben maggiore quello della UAE che fin dall’inizio di questo Giro ha voluto tenere il piede in due staffe. La storia dei due capitani che vanno d’amore e d’accordo è una favola a cui nessuno crede. Hanno bruciato Ayuso e chissà se riusciranno più a recuperarlo alla causa UAE. Hanno lasciato mano libera alla lotta tra i due, con il risultato che lo scalpitante Isaac ha preso abbuoni e volate a man bassa, per mancare improvvisamente nel momento decisivo. Soprattutto lo squadrone emiratino si è sciolto come neve al sole. Dove erano i fidati e forti gregari nel momento del bisogno? Mentre avanti Yates poteva contare su un certo Wout Van Aert, dietro il giovane Del Toro era lasciato solo a risolvere il problema… che alla fine non ha potuto risolvere.
Crediamo che il 21enne sia un grande talento e il minor responsabile di quello che è successo. Ma lasciarlo correre a briglia sciolta rischia di bruciarlo. Una volta Marino Vigna confidò che fu lui ad insegnare ad un giovane Merckx ad ‘andare piano‘ e a vincere. Che voleva dire sapere quando attaccare e quando invece risparmiare energie. In un grande Giro questo è fondamentale. Oggi si è visto.
CLASSIFICA GENERALE
1 – Simon Yates (Team Visma | Lease a Bike)
2 – Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) a 3’56”
3 – Richard Carapaz (EF Education – EasyPost) a 4’43”
4 – Derek Gee (Israel – Premier Tech) a 6’23”
5 – Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a 7’32”
ORDINE D’ARRIVO
1 – Chris Harper (Team Jayco AlUla) – 205km in 5h27’29”, media di 37.559 km/h
2 – Alessandro Verre (Arkéa – B&B Hotels) a 1’49”
3 – Simon Yates (Team Visma | Lease a Bike) a 1’57”
LE MAGLIE UFFICIALI
Le Maglie di leader del Giro d’Italia sono disegnate e realizzate da CASTELLI.
- Maglia Rosa, leader della Classifica Generale, sponsorizzata da IUMAN – Intimissimi Uomo – Simon Yates (Team Visma | Lease a Bike)
- Maglia Ciclamino, leader della Classifica a Punti, leader della Classifica a Punti, in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ITA – Italian Trade Agency – Mads Pedersen (Lidl-Trek)
- Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Lorenzo Fortunato (XDS Astana Team)
- Maglia Bianca, leader della Classifica Giovani, nati dopo il 01/01/2000, sponsorizzata da Conad – Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG)
Le dichiarazioni
Il vincitore di tappa Chris Harper ha dichiarato in conferenza stampa: “Il nostro piano gara era di centrare la fuga, ma ero incerto sull’esito perchè credevo che la tappa se la sarebbero giocata gli uomini della generale. Quando abbiamo attaccato il Finestre il vantaggio era alto e quindi ho pensato solo ad andare del mio passo senza fare fuori giri. E’ una soddisfazione immensa, così come la Maglia Rosa di Simon Yates con il quale ho condiviso tante gare come compagno di squadra”
La Maglia Rosa Simon Yates ha detto: “E’ stata una giornata che non dimenticherò mai, sicuramente la più bella della mia carriera, ed è stato fantastico prendere la Maglia Rosa qui, dove ero andato in crisi nel 2018. Il Giro d’Italia è spesso stato il mio obiettivo principale della stagione ma per un motivo o per un altro qualcosa è sempre andato storto. Ho cominciato a capire cosa ho fatto solo negli ultimi metri. La squadra ha fatto un lavoro superlativo, sia nelle prime settimane, tenendomi sempre lontano dai guai, sia oggi, con Van Aert che tatticamente è stato perfetto. Ora la cosa più importante, e più bella, è indossare questa Maglia che ho inseguito per tanto tempo”.
STATISTICHE
- Simon Yates riprende la maglia Rosa nella tappa del Colle delle Finestre. La perse in questa stessa tappa (con arrivo a Jafferau) nel 2018, quando accusò un ritardo di 38’51” dal vincitore, e nuova maglia Rosa, Chris Froome.
- Prima vittoria al Giro per Chris Harper. Nelle due edizioni corse finora (2020 e 2025) non si era mai piazzato nei primi 10.
- Primo podio al Giro per Alessandro Verre, il suo primo da professionista. Tra gli Under-23 il suo ultimo piazzamento era stato la vittoria a Pollein nel Giro della Valle d’Aosta Mont Blanc del 2021.
- Per la 3^ volta negli ultimi 4 anni, il vincitore del Giro ha conquistato la Maglia Rosa solo alla penultima tappa: 2022 Hindley, 2023 Roglic, 2025 S.Yates.

