CiclismoGiro d'Italia 2026, tappe e elenco partenti

Giro d’Italia 2026, tappe e elenco partenti

Giro d'Italia 2025 - Simon Yates in maglia rosa
Simon Yates vincitore della passata edizione del Giro d’Italia (Photo Credits: LaPresse)

Il Giro d’Italia 2026 parte l’8 maggio e si chiuderà il 31 maggio, con un percorso di 21 tappe, tre giorni di riposo, 3.468 chilometri complessivi e 48.700 metri di dislivello. Nell’elenco iscritti spicca Jonas Vingegaard Hansen, schierato dalla Team Visma | Lease a Bike con una squadra solida, nella quale figurano anche Sepp Kuss, Wilco Kelderman, Victor Campenaerts, Davide Piganzoli, Bart Lemmen, Timo Kielich e Tim Rex. È il nome che, per presenza in lista e per natura del percorso, parte come principale riferimento della corsa.

La Red Bull – Bora – Hansgrohe presenta una formazione di peso per la classifica generale, con Jai Hindley, Giulio Pellizzari e Aleksandr Vlasov affiancati da Giovanni Aleotti, Nico Denz, Gianni Moscon, Mick Van Dijke e Ben Zwiehoff. È una delle squadre che può avere più carte da giocare sulle salite, soprattutto se la corsa dovesse diventare dura già prima dell’ultima settimana. Pellizzari è il nome italiano più atteso tra gli uomini di classifica, mentre Hindley e Vlasov rappresentano due alternative di alto livello nello stesso blocco.

Tra gli antagonisti va considerata anche UAE Team Emirates XRG, che porta Adam Yates, Jay Vine, Marc Soler, Jhonatan Narvaez, António Morgado, Jan Christen, Igor Arrieta e Mikkel Bjerg. La composizione della squadra indica una presenza competitiva sia per la classifica sia per le tappe più mosse. La profondità del gruppo UAE può pesare soprattutto nella seconda metà della corsa. Adam Yates ha dichiarato: “Sono in missione per conto di Pogacar…”. In realtà, essendo lui gemello del vincitore dello scorso anno, è più credibile che voglia ripetere l’impresa si Simon, visto la somiglianza fisica e per le caratteristiche complessive del corridore. Lo scorso anno fu sacrificato sull’altare di Del Toro (a proposito, che fine ha fatto il messicano?) oggi ha i gradi di capitano.

Ineos Netcompany schiera Egan Bernal, Thymen Arensman, Filippo Ganna, Jack Haig, Magnus Sheffield, Embret Svestad-Bårdseng, Connor Swift e Ben Turner. È una formazione interessante perché unisce uomini da classifica, passisti e specialisti delle prove contro il tempo. La decima tappa, Viareggio-Massa Tudor ITT di 42 chilometri, è il punto in cui tutti i tifosi attendono Filippo Ganna che dopo una primavera non all’altezza delle aspettative, potrebbe trovare il colpo di pedale giusto anche, perché no, per vestire la maglia rosa nelle prime tappe.

Lidl-Trek ha in Giulio Ciccone il riferimento più chiaro per le salite, con Jonathan Milan come uomo di punta per le volate e le tappe adatte agli arrivi di gruppo. Il friulano punta alla maglia ciclamino, già indossata lo scorso anno. In squadra figurano anche Simone Consonni, Derek Gee, Amanuel Ghebreigzabhier, Matteo Sobrero, Tim Torn Teutenberg e Maximilian Walscheid.

Il percorso si apre all’estero con tre tappe in Bulgaria: Nessebar-Burgas di 147 km, Burgas-Veliko Tarnovo di 221 km e Plovdiv-Sofia di 175 km. La seconda tappa è già molto lunga e presenta 2.600 metri di dislivello, mentre la terza aggiunge altri 1.600 metri. Dopo il primo riposo, la corsa entra in Italia con Catanzaro-Cosenza, Praia a Mare-Potenza e Paestum-Napoli. La quinta tappa, con 203 km e 4.100 metri di dislivello, è uno dei primi passaggi realmente severi.

Il primo grande snodo arriva alla settima tappa, Formia-Blockhaus: 244 km, 4.600 metri di dislivello e arrivo indicato in salita. È la frazione più lunga del Giro e può già creare distacchi importanti. Subito dopo, la Chieti-Fermo e la Cervia-Corno alle Scale completano una fase centrale molto impegnativa prima del secondo giorno di riposo.

La decima tappa, la cronometro Viareggio-Massa Tudor ITT di 42 km, è un altro spartiacque. Non è una crono lunghissima rispetto alla storia del Giro, ma è sufficiente per incidere sulla generale, soprattutto dopo nove tappe già selettive. Da lì la corsa prosegue con Porcari-Chiavari, Imperia-Novi Ligure, Alessandria-Verbania e soprattutto Aosta-Pila, quattordicesima tappa di 133 km con 4.350 metri di dislivello e difficoltà massima indicata con cinque stelle.

Dopo Voghera-Milano e il terzo riposo, il Giro entra nella settimana decisiva. La sedicesima tappa, Bellinzona-Carì, misura soltanto 113 km ma prevede 3.000 metri di dislivello e arrivo in salita. La diciassettesima, Cassano d’Adda-Andalo, con 202 km e 3.300 metri di dislivello, può diventare una giornata di fondo e resistenza. La diciottesima, Fai della Paganella-Pieve di Soligo, sembra meno severa sulla carta, ma arriva in un momento in cui la fatica sarà già accumulata.

Il punto più duro del Giro è la diciannovesima tappa, Feltre-Alleghe, con arrivo ai Piani di Pezzè: 151 km, 5.000 metri di dislivello e cinque stelle di difficoltà. È la frazione più impegnativa del percorso per dislivello complessivo e può decidere la maglia rosa. Il giorno successivo, Gemona del Friuli-Piancavallo, propone altri 200 km, 3.750 metri di dislivello e arrivo in salita. È l’ultima occasione per ribaltare la classifica prima della passerella conclusiva Roma-Roma di 131 km.

Per le volate, i nomi più evidenti nell’elenco iscritti sono Jonathan Milan, Kaden Groves, Dylan Groenewegen, Pascal Ackermann, Arnaud De Lie, Ethan Vernon, Matteo Malucelli e Giovanni Lonardi. Le occasioni non sembrano moltissime, perché anche diverse tappe apparentemente favorevoli ai velocisti presentano dislivelli non trascurabili. Le giornate più aperte potrebbero essere la Paestum-Napoli, la Voghera-Milano e la Roma-Roma finale, ma il percorso non offre una sequenza lineare di tappe completamente piatte.

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