Non abbiamo il migliore della giornata, l’MVP della 6 tappa del Giro d’Italia che si è conclusa oggi a Napoli. Abbiamo però la maglia nera: il destino cinico e baro.
Era, infatti, difficilmente prevedibile che le strade di due paesi all’avanguardia nell’impiantistica civile e nella condizione delle strade, come Italia e Albania, fossero teatro di cadute giornaliere a causa di asfalto viscido reso tale dalla pioggia e dalle condizioni atmosferiche.
Del resto quando un ente locale investe per avere il passaggio del Giro, avrà avuto anche la buona creanza di rifare le strade di competenza con sapienza e materiale congruo. E’ evidente, quindi, contro ogni logica, che le cadute giornaliere culminate oggi con quella brutta a 70 chilometri dalla conclusione, sono state frutto di una sorte avversa che si è accanita, in maniera malvagia, contro la corsa.
Come poteva, poi, RCS Organizzazioni sportive immaginare che in epoca di cambiamento climatico, con l’avanzamento della desertificazione in buona parte del sud d’Italia, potesse sopraggiungere un maggio ventoso e piovoso; del resto, non si dice che “non esistono più le mezze stagioni”?
Anche in questo caso è evidente l’accanirsi della sorte, che ha compromesso queste prime tappe pensate su percorsi perfetti che soltanto il fato ha reso trappole pericolose.
Diamo ad essa tutte le responsabilità e quindi la maglia nera di giornata!

