Oggi primo arrivo in salita al Giro d’Italia 2025, la Castel di Sangro Tagliacozzo, di 168 chilometri. Dopo la neutralizzazione di ieri, gli appassionati potranno tornare ad entusiasmarsi: quando la strada sale il ciclismo offre lo spettacolo più coinvolgente.
Si riparte oggi da Castel di Sangro con Mads Pedersen in maglia rosa. Il danese sarà in grado di conservarla anche al termine della settima frazione? Mads non è uno scalatore e se fossimo al cospetto di un tappone alpino potremmo essere certi che non sarebbe della partita. E’ però uno dei talenti più cristallini del gruppo e fino a pochi giorni fa baciato anche da una condizione ottimale.
La tappa, recita il Garibaldi: “è costituita dall’alternarsi di salite e discese a volte brevi a volte lunghe. Da segnalare in particolare l’impegnativa salita di Monte Urano breve, ma con pendenze fino al 14%. Si percorrono strade di montagna articolate e con diversi saliscendi. Nel finale si attraverso l’abitato principale di Tagliacozzo per dirigersi sul vecchio tracciato della ss.5 verso la località di Marsia dove è posto l’arrivo. Gli ultimi 3 km tutti a salire con pendenze anche in doppia cifra (max 13%). Diverse curve e ampi tornanti finali che portano al rettilineo di arrivo. Retta finale di 200 m su lastricato larghezza 6 m.”
Se non avessimo visto Pedersen in difficoltà nella tappa di mercoledì, sull’insidioso arrivo di Matera, saremmo stati pronti a scommettere ancora su di lui. La sensazione, però, è che la lunga stagione delle classiche ha logorato il danese, alle prese con una condizione in calo. La Lidl Trek, fino ad oggi perfetta, qualora dovesse vedere il proprio capitano in difficoltà potrebbe lasciare via libera a Ciccone che sulle strade di casa non vede l’ora di scalpitare verso il traguardo.
Nella lotta per il successo Roglic a Matera ha messo il naso fuori ma poi è rimbalzato indietro. Non un bel segnale. Ci sembra tirato a perfezione, ma quel tentativo velleitario ha un po’ rovinato tutto. Potrebbe essere, la salita verso Marsia, quindi terreno di attacchi, magari da parte di Ayuso finora rimasto coperto (forse troppo).
Se non ha sofferto troppo per la caduta di ieri, infine, occhio a Lorenzo Fortunato, in ottima condizione e impegnato nella ricerca di un successo di tappa e della maglia di leader della montagna. Potrebbe essere lui il vincitore di oggi.

