Arrivano le salite, al Giro 104, ed anche la pioggia. E arrivano le storie che fanno bene allo sport. Come quella della nuova maglia rosa, Alessandro De Marchi.

Il mondo del ciclismo conosce RossodiBuja (il suo fortunato account che è diventato un brand) da tempo, per le sue parole mai banali, per il suo coraggio in corsa. Soprattutto per le sue fughe. Spesso vento in faccia e basta. Qualche volta, abbastanza, anche che terminano con le braccia la cielo. Non tante vittorie, ma quante bastano.

Oggi, a Sestola non ha vinto, ma ha vestito la maglia rosa, sfilata al predestinato Ganna che ha un fisico da corazziere e una predilezione per le gare veloci. Il destino ha voluto che questa fuga fosse nel segno di Jo Dombrowski. Alessandro ha arrancato dietro, nei chilometri finali, guardando lo statunitense andare via. Ma ha resistito, fino al traguardo.

Ed è Maglia Rosa, premio alla carriera per una vita in fuga. Ha commentato: “Sentivo una cosa dentro, da qualche giorno… Sembrava sempre che però fosse lì ma imprendibile. Ci ho pensato in questi giorni, dopo la crono. Oggi ho avuto per un attimo la sensazione che anche questa volta fosse tutto svanito improvvisamente nel nulla. Come altre volte. Poi alla fine il vecchio adagio…  non mollare mai. Ci voleva, dopo 11 anni di carriera. Dedicato a me e alla mia famiglia”.

Il RossodiBuja non è uno che si commuove facilmente. Duro dal cuore tenero (come la gente friulana), al pensiero di tanti anni passati a rincorrere un sogno che aveva sin da bambino, adesso che l’ha raggiungo non ha potuto trattenersi.

La tappa ha mostrato il volto crudo del ciclismo. Verso il GMP Colle Passerino si registrano i primi distacchi. Esce di scena Almeida, il portoghese che lo scorso anno aveva vestito la maglia rosa per una quindicina di tappe. Un exploit che gli ha permesso di finire sotto le ali protettrici di Jorge Mendes, il potente procuratore di calciatori e allenatori. Eppure la salita finale lo rimbalza indietro. Addio sogni di gloria.

Salita crudele perché i giovani si sono fatti subito trovare pronti e presentato il conto ai senior. Quando mancano 4 chilometri ci prova Landa, lo inseguono Bernal e Vlasov, poi anche Carthy. Raggiungono Ciccone, mentre Evenenpoel e Simon Yates rimangono a 10″. Più staccato Nibali. All’arrivo i distacchi sono contenuti, ma l’impressione è che anche quest’anno per gli italiani ci sarà poco spazio nella generale.

Per ora, però, godiamoci un Rosso (di Buja) in Rosa.

foto: fb federciclismo

Giornalista sportivo e blogger, i miei primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Ho iniziato a scrivere battendo i campi gara di ciclismo per TuttoCiclismo per pagarmi gli studi e alla fine mi sono trovato a farlo per oltre 30 anni. Credo che dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare e che tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono anche convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

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