Dentro al Giro. In presa diretta. Dentro la Corsa Rosa con tutta la magia che Giro d’Italia sa seminare in lungo e in largo. Sono anni, va detto, che gli organizzatori cercano di allargare il target della corsa a tappe italiana e ci stanno riuscendo: non solo un evento di sport, non solo la Serie A del ciclismo, ma un racconto amoio che va al fi là e tesse un racconto di costume, società, geografia, storia e passione, tappa dopo tappa, facendo scoprire anche angoli nascosti del Paese.
Il segreto del suo successo, nel tempo, è proprio questo: entra ed esce dalle case della gente, ribadisce che la strada è di tutti e che aspettare al bordo il passaggio della corsa significa, in qualche modo, sentirsi in corsa. La nuova docuserie aggiunge un tassello ulteriore a questa narrazione: porta lo spettatore dentro il Giro, amplificando la peculiarità di uno sport che è di tutte e di tutti, da sempre.
Da oggi, 27 aprile 2026, questa immersione diventa concreta con “Giro d’Italia. Il Sogno in Rosa (Dreaming in Pink)”, disponibile sulla piattaforma HBO Max. La serie, prodotta da Filmmaster, si sviluppa in cinque episodi e propone uno sguardo cinematografico e contemporaneo sulla corsa, seguendo dall’interno la 108ª edizione.
Il progetto costruisce un racconto stratificato: da una parte la competizione, con la sua dimensione tecnica fatta di strategia, fatica e adrenalina; dall’altra il Paese attraversato, che diventa esso stesso protagonista. Le tappe si trasformano così in capitoli narrativi: dai trulli di Alberobello al lungomare di Napoli, dalla Torre di Pisa alle strade bianche di Siena fino a Piazza del Campo, senza dimenticare le grandi montagne del mito ciclistico come Bormio, il Mortirolo e il Colle delle Finestre.
La docuserie alterna immagini contemporanee e repertorio, costruendo un dialogo tra epoche: le imprese di Marco Pantani, Maurizio Fondriest e Francesco Moser riemergono e si intrecciano con il presente della corsa, restituendo continuità storica e profondità emotiva. Il finale aggiunge un elemento inedito: l’arrivo a Roma si spinge fino al Vaticano, dove Papa Leone XI saluta i corridori, segnando un passaggio simbolico nella storia del Giro.

«Questo è un progetto di grande valore strategico e culturale per il nostro evento», spiega Paolo Bellino, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RCS Sports & Events. «Favorisce una narrazione del Giro d’Italia con un linguaggio nuovo, capace di parlare a un pubblico globale senza perdere autenticità e profondità. Attraverso uno storytelling immersivo entriamo nel cuore della competizione, vivendo da vicino non solo la sfida sportiva ma anche le emozioni, i sacrifici e le storie personali dei protagonisti».
Sulla stessa linea Antonio Abete, Amministratore Delegato di Filmmaster: «Raccontiamo una competizione unica che è anche espressione della cultura e dell’identità italiana. Il progetto riflette la nostra visione: creare contenuti autentici e di respiro internazionale, capaci di unire storytelling, sport e territorio, valorizzando il Made in Italy».
Il risultato è un prodotto che non si limita a documentare una corsa, ma ne estende il perimetro narrativo. Il Giro diventa così un dispositivo culturale capace di parlare a pubblici diversi, mantenendo intatta la propria identità e, allo stesso tempo, aprendosi a nuove forme di racconto globale.
