C’è un corridore che è entrato nella 16^ tappa del Giro d’Italia da gregario e ne è uscito da capitano: un gigante. E’ lui, Giulio Pellizzari, l’MVP di oggi.
Giulio ha 21 anni, come Isaac Del Toro, con il quale si scambia un cinque poco prima che la tappa esploda veramente. In quel momento i due ragazzotti pedalano leggeri lungo la salita di Santa Barbara, che aveva già detto molto.
Prima di tutto che Roglic quanto meno non è avvezzo a queste nuove tecnologie se è vero, com’è vero, che cade nuovamente poco dopo la partenza. Una caduta ci può stare, forse due anche.. ma perseverare con la pervicacia dello sloveno è diabolico. Non stiamo scherzando: Primoz è arrivato al ciclismo in età avanzata. Un gran talento con un grande motore, ma forse ha saltato le elementari, ovvero quelle categorie che ti insegnano soprattutto a governare il mezzo. Quando poi inforchi uno di questi bolidi leggerissimi con tubolari spinti per l’aerodinamica e freni micidiali come li tocchi, allora il problema è serio. Comunque Roglic cade e si ritira. Pellizzari si ritrova, con tutta la sua giovane età e senza obblighi, davanti a pedalare allegro.
Quando incrocia il pugno con Del Toro anche Isaac si sente leggero come una piuma. Ayuso è scivolato lontano, in piena crisi. Questo vuol dire che è il capitano della UAE è lui; ormai certificato. Tant’è vero che accanto a lui pedalano Majka e Yates, due angeli custodi mica male.
Poi arriva la salita che porta a San Valentino e le cose cambiano drasticamente. A Giulio dalla radiolina dicono: se ne hai, vai!.. E lui va. Nessuno lo segue. Yates, Simon, secondo in classifica, lo guarda andare. Isaac non se ne accorge neanche, tanto Pellizzari è lontano.
Improvvisamente abbozza uno scatto Simon Yates e i due angeli custodi di Del Toro si sciolgono come neve al sole che è appena uscito dopo una giornata di pioggia. Isaac è attaccato alla ruota di Simon. Giulio corre lontano verso una vittoria improbabile, ma ci prova.
Quando scatta Carapaz le cose si fanno più dure per Isaac. Il britannico pensa ‘questo te lo devi prendere tu, mica ci posso pensarci io..’ e attende. Attende una risposta di Del Toro che non arriva. Intanto Giulio va, si avvicina anche incredibilmente ai primi di testa, ma avevano un vantaggio così grande che era impensabile recuperarlo.
E’ evidente che Del Toro è in difficoltà. Scatta anche Yates e lo lascia al suo destino. Pellizzari intanto guadagna su tutti. Taglia il traguardo per terzo, recupera manciate di minuti in classifica e sorride. Sorride con lo sguardo sornione di un 21enne che non ha avuto bisogno di tradire il suo capitano per prendergli il posto… è caduto da solo. Alla UAE intanto si staranno domandando che fine hanno fatto i due capitani… Quanto manca uno come il Piccolo Principe!
