“Gli italiani, lo sport e i valori sociali”: a che punto è la notte?

“Gli italiani, lo sport e i valori sociali”: a che punto è la notte?
Gli italiani, lo sport e i valori sociali

Un momento della presentazione dell’indagine “Gli italiani, lo sport e i valori sociali”

Si sono sentite tante parole, come spesso accade in queste occasioni, alcune delle quali hanno rappresentato un’appassionata analisi del ruolo dello sport nella società italiana, oggi al Salone d’Onore del CONI, in occasione della presentazione della ricerca “Gli italiani, lo sport e i valori sociali”.
Il lavoro, realizzato da Studio Ghiretti ed Errepi Comunicazione, in collaborazione con l’istituto di ricerca Ixè, indaga il fenomeno della pratica sportiva in Italia ed approfondisce il ruolo dello sport come fattore di sviluppo sociale e civile.
 Le parole sicuramente più ispirate, e nessun altro relatore ce ne voglia, sono proprio quelle dell’animatore di questo incontro, Roberto Ghiretti, CEO dell’omonimo studio e chiamato a tirare una sintesi della giornata. Vogliamo cominciare proprio da queste: “La ricerca per noi è un modo di dimostrare quanto crediamo nella responsabilità sociale dello sport. La società sportiva deve diventare una moderna azienda sociale, un punto di riferimento culturale sul territorio. E’ una sfida difficile, ma che si può vincere…”.
Appassionate perché, oltre a citare il profeta Isaia: “A che punto è la notte?” rivelano anche il percorso personale di Roberto Ghiretti, impegnato da tempo a cercare di capire le ragioni profonde della pratica sportiva in Italia e i meccanismi che la governano. Siamo più volte stati testimoni diretti di questa sua voglia di capire e il suo informale esordio all’intervento rivela quest’animo: “Pochi giorni mi hanno dato soddisfazione, a livello umano e professionale, come quello di oggi..” ha detto.
 Ma, per raccogliere l’invito di Ghiretti: “a che punto è la notte” dello Sport nel nostro Paese?
In futuro pubblicheremo il risultato completo dell’indagine, organizzata in collaborazione con Unindustria Lazio, con il patrocinio di CONI, CIP, CSI, Regione Lazio, Assessorato qualità della vita, sport e benessere di Roma Capitale e Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, realizzata su un campione di 1200 persone, over 14 anni, rappresentativo della popolazione italiana. Si presuppone come sempre, che gli intervistati abbiano detto il vero e che pertanto i dati riportati, con il beneficio dell’errore statistico, siano rappresentativi del reale.
 Ci impegniamo, per questo, a tornare, con altro post, sull’analisi dettagliata di un’indagine che ci mostra, in sintesi, un popolo tra i più sedentari al mondo (24 milioni) in cui l’80% è però entrato in contatto (sia al presente che in passato) con uno sport di qualunque tipo. Questo, unito alla percentuale di persone che praticano lo sport con continuità (il 38% del totale), accende una timida ma ottimistica luce in fondo al tunnel. 
Ampio spazio nella ricerca è stato dato inoltre all’aspetto valoriale dello sport, al suo riconosciuto ruolo formativo, sociale e culturale: per il 39% degli intervistati migliora la qualità della vita. Questa percentuale non ci sembra alta… anzi.

Gli italiani, lo sport e i valori sociali

La slide che forse maggiormente sintetizza il lavoro. Alla società sportiva si richiede di essere “manager culturale” all’interno del territorio in cui opera

Torniamo alla presentazione. Tra gli interventi meritevoli, a nostro avviso, di essere ricordati, sicuramente quello del presidente del CONI Malagò che parte da una domanda: “Possono bastare, per il CONI, le medaglie olimpiche, oppure è diventato fondamentale interessarsi anche della pratica sportiva? Se non affrontiamo subito questo tema rischiamo di non avere più un Coni in futuro..”.
Notevole, a nostro avviso, anche l’intervento di Luca Pancalli, che ha ufficializzato davanti ad un consesso pubblico quanto anticipato nell’intervista di oggi alla Gazzetta dello Sport, ovvero le sue dimissioni da Assessore allo sport e ai corretti stili di vita del Comune di Roma. Ma, anche se “tornato allo sport” ha parlato da amministratore, con uno sguardo all’avventura di Roma 2024: “Dobbiamo iniziare a parlare di politiche sportive e non di sport, ovvero di azioni concrete che mirano alla riduzione dei rischi per la salute, all’aumento delle opportunità per un territorio, all’integrazione, alla crescita culturale. Insomma, svincolare, nell’immaginario collettivo, l’idea che lo sport sia solo agonismo e competizione, per far capire che si tratta di cultura.”
Da segnalare anche gli interventi di Alberto Miglietta, Amministratore Delegato CONI Servizi SpA: “Dobbiamo lavorare sugli impianti perché siano aperti per facilitare la pratica sportiva…” e Roberto Orsi, Presidente Errepi Comunicazione e Direttore dell’Osservatorio Socialis: “Un lavoro importante, che consideriamo il primo tassello di un programma: da qui partiremo per proporre a istituzioni, università, aziende e non profit di collaborare alla realizzazione di un percorso di analisi e promozione delle iniziative dello sport nel sociale intese come volano di un Paese migliore“.
Inoltre hanno portato la loro testimonianza gli atleti Alessio Sartori, Romano Battisti e Francesco Fossi del canottaggio specialità doppio del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, Natale Forlani, Direttore Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione, Manuela Di Centa, membro onorario CIO, Riccardo Agabio, Presidente FGI. Presenti in sala anche innumerevoli rappresentanti dello sport di vertice italiano come Renato Fabbricini, Segretario Generale CONI, Renato Di Rocco, Presidente FCI, e Marco Brunelli, Direttore Generale Lega Serie A.
Alla fine della giornata resta la domanda evocata da Roberto Ghiretti del profeta Isaia: “Sentinella, quando finisce la notte? Dimmi, quanto manca all’alba?’. La sentinella risponde: ‘Arriva l’alba, ma presto anche la notte. Se volete fare altre domande, tornate di nuovo”.
Non siamo esegeti ma ci sembra evidente che chiedersi quando supereremo “‘a nottata” (per restare alle citazioni, in questo caso Edoardo) non aiuta. E’ forse meglio concentrarsi sulle piccole cose da fare ogni giorno… Anche in questo lo sport ci appare come una straordinaria metafora della situazione attuale del nostro Paese.
A.U.

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