Il 2024 promette di essere un anno importante per gli scacchi poiché la FIDE (la federazione internazionale) celebra il suo centesimo compleanno. Per commemorare questo importante traguardo, l’anno sarà ricco di attività scacchistiche in tutto il mondo, dai festival alle mostre storiche, ai tornei speciali come quello dei Candidati.
Il primo atto di questa lunga festa si è svolto nei giorni scorsi in India, paese emergente insieme alla Cina come potenza scacchistica mondiale. A Nuova Delhi, infatti, alla presenza delle massime autorità politiche e di due campioni del calibro di Viswanathan Anand e Judit Polgar è stato acceso il braciere che ha simboleggiato ufficialmente l’avvio del viaggio della torcia olimpica per tutto il mondo e che concluderà il suo tour a Budapest a settembre, in occasione della 45^ edizione delle Olimpiadi degli Scacchi.
Il fatto che tale cerimonia abbia riscosso vasta eco in tutto il paese dimostra il peso che questo gioco (o sport) ha in India. Non è un segreto che il livello di gioco complessivo di una nazione rispecchia anche il peso geopolitico della stessa nello scacchiere mondiale. Era così in occasione del famoso scontro Fischer Spassky a Reykjavik nel 1972 e lo è ancora adesso, con gli emergenti Cina, India e Paesi Arabi ormai in grado di imporsi sullo scenario internazionale.
La grande festa di Nuova Delhi, con i discorsi del Ministro dello sport e del Presidente della Federazione internazionale, con un fiume di persone accorse a vedere la partita tra due icone degli scacchi mondiali, contrastano con il basso profilo che questo sport è costretto a vivere in Italia, relegata la Federazione a disciplina associata con pochi mezzi e poche risorse.
Ci sembrano emblematiche le parole usate dal presidente della FIDE Arkady Dvorkovich: “È mia ferma convinzione, e la nostra visione comune alla FIDE, che gli scacchi non sono solo un gioco o uno sport, ma sono un enorme strumento per migliorare la nostra società”. A dirlo, nella capitale del più popoloso paese del mondo, è un personaggio controverso almeno per il mondo occidentale, ovvero il consigliere personale dell’ex presidente russo Medvedev, forse uno dei personaggi più guerrafondai di Russia, da sempre legato a doppio filo con Putin.
Un personaggio, il presidente della FIDE Dvorkovich, che non avrebbe avuto modo di essere presente e parlare in qualsiasi parte dell’Occidente. Il fatto che lo possa fare in India, al di là delle considerazioni personali di ognuno, dimostra una saldatura tra due dei paesi non occidentali più importanti al mondo.
Ci sembra che sotto la bandiera degli scacchi si stiano profilando nuove alleanze e disegnando un nuovo ordine mondiale.
Foto: Stev Bonhage
