IMOLA – Solo un diluvio universale poteva aiutare la Rossa. Il cielo sopra Imola ci ha provato a spingere le Ferrari, spremendo le sue nuvole per far scendere quanta più acqua possibile sul circuito sulle rive del Santerno.

Ma i serbatoi non erano abbastanza pieni e il finale di gara si è svolto tutto sull’asciutto e i carichi aerodinamici della Ferrari hanno soffocato le speranze di raggiungere almeno il podio.

Se almeno Russel non avesse causato lo stop della gara e dato modo ad Hamilton di sdoppiarsi e rientrare in gara e andarsi a prendere il secondo posto avremmo visto un pilota Ferrari sul gradino più basso del podio.

Il terzo posto non è il primo, non è la vetta, non è la vittoria ma almeno si può dire di riuscire a sentirne l’odore.

A proposito, Hamilton. Anche quando sbaglia riesce comunque a recuperare in un modo o nell’altro, forte della sua innata classe e della sfacciata fortuna che non lo abbandona mai, ligia al principio che deve aiutare gli audaci e audace Hamilton senz’altro lo è.

Verstappen non ha invece avuto bisogno fortuna, è stato sufficiente per lui guidare da par suo e sfruttare al meglio la sua Red Bull.

Quindi il verdetto di Imola è lo stesso del Barhain: Verstappen e Hamilton, ancora più che RedBull e Mercedes, e questo ci dicono le prestazioni dei loro compagni di squadra, una spanna sopra a tutti. E noi ferraristi muti, anche dietro una McLaren!

Ferrarista disperato

Avatar
Sport24h.it nasce dall’idea che ogni disciplina sportiva è portatrice di un sistema di valori, emozioni e linguaggio unici. Contrariamente alla narrazione imperante: non esistono i fatti separati dalle opinioni (in questo ci sentiamo un po’ eretici). La realtà è sempre, inevitabilmente, interpretata dalla sensibilità di chi la racconta.

Commenta