Guendalina Sartori vince il torneo di qualificazione e vola a Rio 2016

Guendalina Sartori ha vinto il torneo di qualificazione olimpica a Copenaghen (Dan) battendo in finale l'austriaca Laurence Baldauff 6-4: l'atleta dell'Aeronautica ha così conquistato il pass individuale per l'Italia ai Giochi di Rio 2016. 

 Guendalina Sartori vince il torneo di qualificazione e vola a Rio 2016

Dopo l’occasione sfumata ieri nel corso delle eliminatorie individuali, l’aviere azzurro Guendalina Sartori si è rifatta con gli interessi vincendo il torneo di qualificazione olimpica che si è disputato questa mattina ai Mondiali di Copenaghen (Dan). 

Nel femminile erano ancora in palio 3 pass per 6 atlete e la Sartori, che ha saltato il primo turno in virtù del miglior piazzamento nella Ranking Round di lunedì, ha ottenuto l’accesso individuale femminile per l’Italia ai Giochi di Rio vincendo il suo primo match: la semifinale contro l’azera Olga Senyuk per 6-2. L’avversaria aveva superato l’australiana Semra Lingard 6-5 dopo lo spareggio (8-7). 

Per chiudere in bellezza la giornata, nonostante avesse già raggiunto il suo obiettivo, l’arciera di Monselice si è tolta la soddisfazione di battere in finale l’austriaca Laurence Baldauff 6-4, al termine di un’esaltante rimonta. 

Ad abbracciare l’atleta dell’Aeronautica Militare anche il Segretario Generale CONI Roberto Fabbricini che rimarrà a Copenaghen per assistere alla finale per il bronzo a squadre compound di domani che vedrà impegnato il terzetto maschile (Pagni, Pagnoni, Dragoni) contro la Danimarca e la finale per il titolo iridato a squadre arco olimpico degli azzurri Nespoli, Pasqualucci e Frangilli che affronteranno domenica mattina la Corea del Sud e che hanno già acquisito i tre pass olimpici durante le eliminatorie a squadre di martedì. 

Avrei preferito che ci fossimo qualificate per Rio con l’intera squadra – esordisce l’atleta dell’Aeronautica Milirare -. Eravamo preparate e dopo l’oro ai Giochi Europei di Baku ci sentivamo più rafforzate e unite come terzetto e speravo che questo potesse bastare per prendere la carta olimpica. Purtroppo ci siamo scontrate con un avversario difficile, che avevamo battuto 4 anni fa ai Mondiali di Torino: avevano ancora il dente avvelenato e abbiamo dovuto lasciare il passo a loro”. 

Una delusione che hai messo da parte per raggiungere almeno il pass individuale…

Sì, la delusione è stata tanta, ma mi ha caricata molto per arrivare alla qualifica individuale. Il lavoro svolto in questi mesi mi ha portata fin qui pronta per questo momento. Passato il primo scontro con l’avversaria ucraina ai 48esimi mi sono rilassata e ho pensato che avrei potuto qualificarmi nei match individuali. Infatti con la nordcoreana ho tirato ancora meglio e sono arrivata ai 16esimi convinta di poter fare bene. Se avessi vinto il match contro la georgiana Narimanidze sarei stata quasi certa del pass olimpico, ma evidentemente contro la Georgia in questo mondiale non era destino che l’Italia riuscisse a vincere…”.

Hai però avuto un’altra chance e sapevi che non potevi lasciartela sfuggire.

“Per fortuna c’era ancora il torneo di qualificazione olimpica di oggi. Stanotte non ho dormito bene, non so se per la tensione o per le aspettative che riponevo in me stessa. Mi sono sognata che era sabato mattina, mi svegliavo ed ero felice perché avevo già acquisito la qualificazione per Rio. Ma quando ho acceso il telefono ho capito che era venerdì mattina e che avevo solo sognato… Sono arrivata sul campo e c’era lo stesso vento e lo stesso freddo degli altri giorni, però mi sentivo bene, ero decisa e determinata ad affrontare lo scontro che poteva darmi questa grande soddisfazione”.

Ci racconti il match decisivo con la Senyuk?

“Ho pensato solo a me stessa, non alla mia avversaria, ho cercato di focalizzarmi su quello che avevamo detto con il mio coach Ilario Di Buò sul campo di allenamento pochi minuti prima. Una tattica che ha fruttato e che mi ha portato subito sul 4-0, un ottimo punto di partenza per vincere. Quando la Senyuk si è portata sul 4-2 non mi sono scomposta anzi, mi ha dato più forza per terminare la gara e vincere il prima possibile. Nonostante le condizioni atmosferiche fossero molto difficili a causa del vento, sono riuscita a mantenere la calma e a sbagliare il meno possibile. Tutto è andato come volevo ed è stato bello ricevere l’abbraccio di tutti gli azzurri presenti, compresi i complimenti del Segretario Generale del CONI Roberto Fabbricini che è venuto fin qui a Copenaghen per seguirci”. 

E dopo ti sei tolta anche la soddisfazione di vincere la finale del torneo di qualificazione olimpica… 

“Prima o seconda, non cambiava nulla, l’obiettivo era raggiunto. Ormai avevo scaricato la tensione, ma ho cercato di tirare comunque al meglio. Ilario mi ha suggerito di pensare che era una finale olimpica e anche in questo scontro sono riuscita a dare il meglio. L’austriaca si era portata in vantaggio, ma non ho lasciato nulla al caso e ho ribaltato il risultato fino al 6-4 finale. Una soddisfazione in più, dopo aver già ottenuto l’obiettivo primario della qualificazione”. 

Hai qualche dedica per questo grande risultato?

“Devo ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuta per arrivare fin qui. Dalla mia famiglia al mio compagno Giosef, dal mio coach Ilario Di Buò alle compagne di squadra, dallo staff federale che si prende cura di noi agli Arcieri della Saccisica, perché senza il loro campo e il loro aiuto non saprei cosa fare. Ringrazio anche chi mi ha scritto in questi giorni incitandomi e dandomi la forza per andare avanti e, infine ma non per ultimo, la Fitarco e l’Aeronautica Militare, che sono sempre al nostro fianco, pronte a sostenerci”. 

Ti farai un regalo dopo questa vittoria?

“Sì, lunedì appena torno in Italia mi iscrivo a scuola guida per la patente della moto. Sono una grande appassionata ed è da un paio di anni che penso di prenderla…”. 

Raggiungere la qualificazione olimpica è la soddisfazione maggiore per un’atleta: un’emozione seconda solo a vincere una medaglia ai Giochi. Come stai vivendo questo momento? 

“A dire la verità ancora non mi rendo conto del tutto dell’importanza della gara odierna… Naturalmente sono consapevole che la qualificazione olimpica che ho raggiunto è valida per l’Italia e che non è a titolo nominativo. Però ora che ho compiuto il primo passo, voglio arrivare fino in fondo. Prima di tutto punto tutto sulla gara di coppa del mondo ad Antalya del prossimo anno, dove saranno in palio ancora 3 posti a squadre nell’apposita gara di qualificazione olimpica. Insieme alle ragazze faremo di tutto per non fallire questa seconda occasione e raggiungere Rio con il trio al completo, così come hanno fatto i ragazzi qui a Copenaghen. Le Olimpiadi restano il mio grande sogno. Dopo aver vinto il Mondiale di Torino 2011 e aver acquisito la qualificazione con la squadra, i Giochi di Londra 2012 li ho vissuti come riserva e quel sogno, purtroppo, l’ho solo sfiorato. Ero presente quando gli azzurri hanno vinto l’oro al Lord’s Cricket Ground e mi sono detta che quell’atmosfera magica l’avrei vissuta da protagonista. In tutti questi anni ho lavorato solo per questo, tanto che non ho voluto toccare la medaglia d’oro dei ragazzi e nemmeno quelle paralimpiche di Oscar De Pellegrin e di Elisabetta Mijno… Voglio continuare a coltivare il mio sogno. La prima medaglia olimpica che voglio toccare deve essere la mia e per questo mi impegnerò fino alla fine per raggiungere Rio da titolare ed essere competitiva”. 

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