Di Federico Roman
Chi sono i cavalieri azzurri presenti a Parigi 2024? Il padre di Emiliano Portale era titolare di una frutteria ad Ostia. E così il figlio ha iniziato a montare sui pony al Dragoncello, il centro che ho fatto nascere fuori dal raccordo a Roma nel 85, e con i pony ha dimostrato crescendo il suo spirito agonistico e la sua attitudine naturale in due campionati nazionali.
Lo ho seguito personalmente fino i 18 anni, collezionando il miglior risultato da Junior però in salto ostacoli m, quando vinse il Campionato Italiano Emergenti a Cervia nel 2000 su una purosangue scura, piccola e scattante. Il Dressage all’epoca non era il suo forte. La svolta nel completo col suo arruolamento a Passo Corese dove, sotto la guida di Andrea Mezzaroba, tecnico nazionale nel quadriennio verso Rio de Janeiro, ha salito tutti i gradini agonistici con ad oggi tre presenze agli Europei under 21 ed altrettante a quelli Seniores, cioè la massima categoria. Monta da poco più di un anno Future 1918, che a Parigi per le regole sulla pubblicità ha già perso il numero, cioè il nome dello Sponsor, diventando quasi “rap” : Future e basta! E’ un cavallo nato in Svezia e di proprietà appunto della Scuderia 1918.
Conosco meno da vicino, nonostante la reciproca stima, Giovanni Ugolotti, classe 82, che gestisce la sua base di lavoro con i cavalli in Gran Bretagna assieme alla moglie Kathryn, la quale Kathryn ha rappresentato il Canada nel completo all’Olimpiade di Rio 2016.
Nato sportivamente vicino Parma, presso Il Cinghio, storico circolo specializzato nella disciplina degli Attacchi (carrozze diremmo in gergo semplice) per la passione del compianto Antonio Broglia, grande uomo di cavalli, Giovanni ha iniziato da giovane il Completo seguito dalla moglie di Antonio, Andrea Schulze, da pronunciare come la sua origine, alla tedesca, Schulze come sciur lombardo. Ha alle spalle esperienza in un mondiale e tre europei, assieme ad una miriade di gare nel Regno Unito dove risiede da 15 anni e nella vicina Irlanda.
I nostri, tutti alla prima esperienza olimpica, completano il terzetto con la divisa blu della Polizia Penitenziaria di Evelina Bertoli. Anche la prima riserva è in divisa: si tratta di Pietro Sandei.
Ma non vedremo divise in gara come in tutte le altre gare, Mondiali compresi. Per la norma della partecipazione olimpica dove ogni richiamo, sponsor, brand dell’abbigliamento ecc., persino l’appartenenza alla propria nazione, sono centellinati al millimetro, i nostri tre atleti gareggeranno in borghese con la tenuta civile ed il bavero tricolore .
Ricordo Evelina, proprio da piccola, quando , quasi coetanea dei miei due figli, andavamo tutti insieme in settimana bianca all’hotel Royal di Crans Montana. I bambini a lezione con Victor, detto Victeur le moniteur, che sciando al ritorno si caricava i più piccoli sulle spalle come gli agnelli, e noi grandi liberi per piste e fuoripista che mi mettevano, da buon principiante, in difficoltà.
Evelina Bertoli, che alla lunga è diventata anche quasi mia parente, ha avuto una carriera giovanile di ottima fattura, seguita prevalentemente dalla madre Argenta. Poi con la collaborazione anche di Stefano Brecciaroli come tecnico, ha a lungo combattuto forse con una certa fretta iniziale per arrivare in squadra Seniores. Il mio parere è che si sia ampiamente meritata questa presenza a Versailles non solo con una serie di finalmente inoppugnabili risultati, ma anche migliorando negli ultimi anni in modo radicale la sua interpretazione tecnica dei vari cavalli che ha avuto a disposizione in Completo ed in Salto Ostacoli.
Come Ugolotti, anche la prima riserva che entra in gara solo in caso estremo, il più giovane Pietro Sandei, del gruppo Sportivo della Polizia di Stato , nasce sportivamente al Cinghio. Me lo sono trovato in ritiro verso gli Europei che montava ancora i ponies, quando nel periodo nel 2007-2010 ho ricoperto l’incarico di tecnico selezionatore dei piccoli cavalieri . Grande scoperta la famiglia Sandei, col papà che ad ogni occasione ci portava un parmigiano speciale di propria produzione .
Pietro ha scorso tutta la filiera dell’agonismo giovanile , presente agli europei non solo pony ma Juniores (under 18) e Young Riders (under 21). Vanta poi due titoli di campione Italiano assoluto, una presenza ai mondiali di Tryon nella Carolina del Nord 2018, tre Europei e due presenze a Badminton, che sta al Concorso Completo come Wimbledon sta al tennis.
Ha pronto a subentrare in caso di necessità il cavallo francese Rubis De Prere, preso a 5 anni che chiaramente ha fatto crescere da solo. Ed è proprio probabilmente l’età e conseguente logorio del cavallo, ha 19 anni, che hanno convinto i selezionatori a lasciarlo al primo posto ma fuori dalla gara con immagino una naturale delusione del cavaliere . La vittoria nel 4 stelle dei Pratoni in primavera ed il doppio netto a Luhmühlen nell’impegnativo 5 stelle , unico italiano presente, avevano aperto chiaramente delle grosse aspettative .
Ma ormai siamo dentro i Giochi. Vediamo cosa succede, tifando per l’Italia , ma senza cadere nell’errore di non vedere limiti e lacune , senza quella frequente narrazione che usa la lente d’ingrandimento per i traguardi intermedi , ed evita di confrontarsi seriamente con una ormai pluridecennale mancanza di progetti strutturali per il mio amatissimo sport .
Solo accettando e riconoscendo i propri limiti è possibile studiarli davvero. Solo studiare a fondo i propri limiti consente di trovare la strada per superarli.
Foto Fise.it

