Alessandro Sozzi è oggi una voce autorevole nel mondo del bikepacking italiano. Non solo per i suoi viaggi, ma per la sua capacità di raccontarli con profondità. È stato invitato a talk e podcast per discutere di ciclismo come strumento di libertà, di connessione con la natura, di crescita personale. Le sue parole, le sue scelte, i suoi viaggi sono un invito a rallentare. A togliere, piuttosto che aggiungere. A riscoprire sé stessi, una pedalata alla volta.
Sozzi non ama le soluzioni comode: per lui, il bikepacking è un’arte spartana, fatta di essenzialità. Niente portapacchi ingombranti o borse laterali classiche: solo borse agganciate direttamente al telaio, per una guida più agile e leggera. Questa scelta lo ha reso ambassador di GIVI BIKE, brand italiano di riferimento per l’equipaggiamento da avventura.
Tra le sue imprese: 750 km in solitaria in Islanda, senza supporto esterno, attraversando paesaggi lunari e affrontando climi estremi. Più di recente, la Cappadocia, regione turca sospesa tra roccia e cielo, affrontata con il set “Adventure Bikepacking Overland”, ispirato al modello Bottecchia Overland. Il prossimo viaggio? La Namibia, 1200 km nel deserto africano da percorrere in dodici giorni, in autosufficienza.
Ma cosa spinge un uomo a partire in sella, da solo, per settimane, in luoghi dove spesso non si incontra anima viva?
“La natura non è un avversario – racconta – è semplicemente indifferente. E proprio in questa indifferenza scopri te stesso. Ogni viaggio diventa una lezione di umiltà. Capisci che non hai bisogno di molto. Che la libertà non è una comodità, ma una scelta cruda, autentica. È svegliarsi e decidere dove andare. È avere fame, freddo, fatica… e scegliere comunque di continuare”.
Il suo approccio è meditativo, quasi filosofico. “Il silenzio, l’orizzonte, la natura… sono la mia forma di meditazione”, spiega.
I consigli per chi vuole iniziare
Sozzi non ama complicare le cose. “Inizia. Non aspettare l’attrezzatura perfetta o il meteo ideale. Parti con ciò che hai. La bici deve essere solida e comoda, non necessariamente costosa. Investi piuttosto in buone borse, un sacco a pelo caldo, una tenda leggera. Ogni grammo in meno conta. Fai delle prove vicino casa. Impara a gestire i pesi: distribuiscili davanti, dietro, in basso. Porta con te solo lo stretto indispensabile”.
Per il cibo? “Un piccolo fornello a gas e pasti semplici: liofilizzati, frutta secca, barrette, slinzega, grana. In luoghi remoti come l’Islanda o la Namibia devi prevedere giorni senza nulla intorno. È lì che inizia davvero l’avventura”.
La Namibia: il prossimo sogno da pedalare
Ad agosto, Sozzi affronterà la Namibia in compagnia di un amico. Volo su Cape Town, poi via terra fino al confine e da lì 1200 km in bici verso Walvis Bay, in dodici giorni. Venti giorni in tutto, tra temperature che passeranno dai 40°C di giorno allo zero notturno. Per affrontare il deserto, ha scelto il kit Experience Line da 80 litri, capace di garantire autonomia idrica e capacità di carico maggiorata.
